È ormai passata una settimana, ma nella memoria degli appassionati resterà sicuramente nella testa quanto successo nella tappa di Morbegno al Giro d'Italia. Era la frazione n° 19, quella immediatamente precedente alla tappa del triplo Sestriere. I corridori volevano una giornata “leggera” dopo lo Stelvio, mentre l'organizzazione di corsa aveva disegnato un percorso lungo con i 253 km da Morbegno ad Asti, con l'intento proprio di lasciare fatica nelle gambe degli uomini di classifica.

Poi si è presentato il freddo, un po' di vento e la pioggia ed è arrivata la protesta dei corridori che hanno chiesto la neutralizzazione della prima parte di quella tappa che, alla fine, è partita da Abbiategrasso. Da lì le grandi polemiche, alcune squadre hanno invitato i corridori ad andarsene - ironicamente - per il troppo freddo e Vegni che ha promesso delle denunce a certi corridori e certe squadre.

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Qualche giorno dopo è tornato sull'episodio Davide Cimolai, il velocista della Israel che quel giorno c'era e ha ammesso di far parte della schiera di corridori che ritenevano quella tappa troppo dura dopo giorni di fatiche sulle montagne.

L'ultima settimana è stata troppo dura?

Confermo. Fare 15.000 metri di dislivello in 3 giorni e oltre 20 ore di bici, secondo me è qualcosa di esagerato. La gente vuole più spettacolo, ma per dare più spettacolo devi fare tappe più corte e con meno salita. Questo è il mio pensiero. La chiave per incentivare i 'tifosi' a guardare di più questo meraviglioso sport è la lunghezza delle tappe. [Cimolai a Tuttobici]

Adam Hansen - Giro d'Italia 2020, stage 19 - Getty Images

Credit Foto Getty Images

C'è stata una differenza nel correre ad ottobre?

Sì ho notato molte differenze. Al di là che non c'erano i nomi grossi, il livello è stato altissimo. Io ho fatto ogni tipo di record personale in questo Giro. Poi avevamo tanti giovani che sono già pronti, avete sentito quello che ha detto Nibali no? Il ciclismo è cambiato

Come mai i giovani "sono già pronti"?

Non fanno un lavoro diverso nelle categorie giovanili, ma cambia il livello di preparazione atletica. Il ciclismo evolve come tutte le cose e sta a noi 'vecchi' aggiornarsi di anno in anno

Il futuro?

Resto alla Israel sicuramente nel 2021 e spero di rimanere ancora. Arriveranno tanti corridori top?Siamo fortunati e contenti, è bello che arrivino corridori di esperienza a far crescere la nostra squadra

Come è stato il mio Giro?

Io ho fatto quello che dovevo fare. Avevo puntato a due tappe. In una ho fatto 5° con un Démare fantastico, nell'altra ero riuscito a staccare i velocisti puri ma poi sono arrivati gli uomini di classifica come Ulissi. Il mio compito è tirare le volate? Dipende dagli obiettivo di una società. Se dovesse arrivare, mi metterei volentieri a disposizione. Qui mi hanno dato la possibilità di fare le volate in prima persona e ci ho provato.

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