Ha appena vinto il Giro d'Italia, in rimonta. La prima tappa di Palermo lo aveva visto piazzarsi 136°, ma è riuscito a conquistare il Giro senza aver mai indossato la maglia rosa. Prima volta assoluta nella storia. Geoghegan Hart ha portato a termine un grande inseguimento, reso ancora più straordinario dal fatto di aver iniziato questo Giro da gregario, prima dell'uscita di scena di Geraint Thomas. Ma a volte si sa, capita che i gregari mettano le ali... Andiamo a rivivere un po' le tappe della giovane carriera del britannico.

Geoghegan Hart alza il Trofeo Senza fine: il Giro è suo

Giro d'Italia
Geoghegan Hart vince il Giro! A Ganna la crono
25/10/2020 A 18:00

Dal Giro della Lunigiana al Giro d'Italia

Tao Geoghegan Hart, dopo aver cominciato con il nuoto, cresce nella Bissel per poi passare nel 2015 alla Axeon, squadra vivaio del Team Sky. Nel 2017 la svolta, con il britannico che firma proprio con la Sky che comincia a credere in lui. Da Juniores si mette in mostra al Tour di Istria e al Giro della Lunigiana, una delle corse più importanti a livello giovanile. Vince una tappa nella Lunigiana oltre alla classifica generale, popolata per esempio da un promettente Matteo Fabbro. Nel 2016 si porta a casa una tappa del Tour di Savoia, arrivando 2° nella generale alle spalle di Enric Mas, e vince il Trofeo Banca Popolare di Vicenza. Il periodo di apprendistato è finito e può passare alla Ineos. La sua squadra del cuore, tanto da andare a vedere la prima presentazione ufficiale di quel Team Sky nel 2010, da 14enne. Chiese tanti autografi a quei corridori, spiegando loro di avere un sogno: quello di vestire un giorno quella maglia.

La sua prima vittoria tra i professionisti arriva nell'aprile del 2019, al Tour of the Alps, dove vince subito la prima tappa, quella della di Kufstein, anticipando anche il proprio compagno Froome. Batte un colpo anche a Cles, nella quarta tappa, vincendo la volata con Nibali, Majka e il compagno Sivakov. È un Geoghegan Hart che dimostra di avere una grande gamba e finisce per vincere quel Giro delle Alpi.

Tao Geoghegan Hart, Vincenzo Nibali - Tour of the Alps 2019, stage 4 - Getty Images

Credit Foto Getty Images

Ecco che viene convocato per il Giro d'Italia per fare il gregario di Sivakov (anche se si ritira dopo 13 tappe) e viene chiamato alla Vuelta dove lo si vede spesso in fuga. Non riuscì ad ottenere la vittoria di tappa, con un 3° posto al Santuario del Acebo e un 2° posto sull'Alto de la Cubilla, con tanto di litigata con Ruben Guerreiro per il piazzamento. E che litigata, con quello che è un suo grande amico essendo cresciuti insieme alla Axeon. Lo stesso Guerreiro che era lì ad attenderlo, più di un anno dopo, sul palco di Milano: uno per festeggiare la rosa, l'altro per festeggiare la maglia azzurra. Nel 2019 era ancora un ragazzo immaturo, ma nel 2020 è cresciuto tanto.

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La trasformazione da gregario a capitano

Un Giro d'Italia partito tutto in salita per Geoghegan Hart che alla cronometro di Palermo era arrivato 126°, a 49'' da Hindley e a 36'' da Kelderman. Certo, Geoghegan Hart non era partito a tutta in quella cronometro, era il gregario del buon Geraint Thomas che fu però costretto al ritiro dopo quattro tappe (per colpa di una borraccia). La Ineos provò a battere un colpo con qualche fuga, ma Geoghegan Hart in salita cresceva. La tappa della svolta fu quella di Roccaraso dove attaccò nel finale recuperando qualche secondo. Non decisivo ai fini della classifica, ma sicuramente importante per l'aspetto mentale, dimostrando anche una gamba in crescita. A Valdobbiadene si difese, poi il colpaccio a Piancavallo. Fu l'unico a rimanere con Hindley e Kelderman e li batté in una volata a tre. Geoghegan Hart riuscì così a rientrare in classifica per giocarsi qualcosa di importante. Il resto è storia, con le trenate di Rohan Dennis a spazzare tutti via su Stelvio e Sestriere. Kelderman eliminato, resta solo Hindley che aveva dimostrato qualcosa di più nelle montagne.

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A cronometro è però un'altra storia e Geoghegan Hart riesce a dare 39'' al proprio rivale. Non poteva che finire così, visto che il britannico fa parte di un team che ha al proprio interno cronoman esperti come Castroviejo, Dennis e l'attuale campione del mondo Filippo Ganna.

Geoghegan Hart vince il Giro e abbraccia subito Ganna

  • La rimonta di Geoghegan Hart
PosizioneDistacco
Tappa 1: 126°a +2'04'' da Ganna
Tappa 2: 60°a +2'04'' da Ganna
Tappa 3: 24°a +3'12'' da Almeida
Tappa 4: 22°a +3'14'' da Almeida
Tappa 5: 19°a +3'18'' da Almeida
Tappa 6: 19°a +3'18'' da Almeida
Tappa 7: 19°a +3'18'' da Almeida
Tappa 8: 19°a +3'18'' da Almeida
Tappa 9: 17°a +2'41'' da Almeida
Tappa 10: 14°a +2'45'' da Almeida
Tappa 11: 14°a +2'45'' da Almeida
Tappa 12: 12°a +2'45'' da Almeida
Tappa 13: 12°a +2'51'' da Almeida
Tappa 14: 11°a +3'44'' da Almeida
Tappa 15: 4°a +2'57'' da Almeida
Tappa 16: 4°a +2'59'' da Almeida
Tappa 17: 4°a +2'59'' da Almeida
Tappa 18: 3°a +15'' da Kelderman
Tappa 19: 3°a +15'' da Kelderman
Tappa 20: 2°a +0.86 da Hindley

L'arrivo di Geoghegan Hart: è il 2° britannico a vincere il Giro dopo Froome

Ma adesso cosa farà la Ineos Grenadiers? Con tutti questi capitani...

E adesso? Bella domanda perché la Ineos Grenadiers si ritrova ad avere tanti uomini per le classifiche. È vero che non ci sarà più Chris Froome (ha firmato con la Israel), è vero che Geraint Thomas comincia ad avere una certa età, ma ci sono giovani del calibro di Iván Ramiro Sosa, Sivakov e soprattutto il vincitore del Tour 2019 Egan Bernal. Senza contare Carapaz e la new entry Adam Yates. Di carne al fuoco ce n'è molta e, alla fine, di Grandi Giri ce ne sono solo tre.

SU CHI DOVRÀ PUNTARE LA INEOS?

È plausibile che dopo questo exploit Geoghegan Hart torni a fare il gregario? Ci crediamo poco: ha 25 anni e tanta voglia di fare. E la vittoria in extremis a questo Giro gli permetterà di avere una squadra a propria disposizione per vincere ancora. Cosa farà quindi la Ineos? Su chi punterà nei prossimi anni?

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