Il Giro d’Italia 2020 si è concluso domenica 25 con il successo Geoghegan Hart che ha vinto la sfida tra giovani con Jai Hindley e ha conquistato la maglia rosa senza averla mai indossata per tutte le tre settimane. Ora, però, comincia un altro Giro d'Italia con Mauro Vegni pronto a battere i pugni sui tavoli che contano per difendere i suoi diritti e quelli del Giro per quanto successo durante gli ultimi giorni. Nel mirino ci sono Jumbo Visma e Education First. La prima si ritirò in massa dopo la positività al covid di Steven Kruijswijk, la seconda - senza passare dal Direttore di corsa - fece richiesta all'UCI di far chiudere il Giro al secondo giorno di riposo vista l'allerta covid e le Bolle fatiscenti del Giro.

Sono orgoglioso di essere arrivato con il Giro a Milano, magari qualcuno pensava che non ce l’avremmo fatta. E ci siamo arrivati con una crono decisiva. Il Giro ha mandato un grande messaggio all'Italia. È una vittoria per un Paese che ha creduto che, anche attraverso gli eventi sportivi, si potesse dare il segnale di andare avanti convivendo col coronavirus. [Mauro Vegni alla Gazzetta dello Sport]

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"Ci vogliono sanzioni alle società"

Ci sarà una seconda parte di Giro, l’ho dichiarato. E andrà discussa nei tavoli che contano per prendere le opportune decisioni, e penso soprattutto all'UCI. Chiederemo a chi di dovere che cosa farà. Non finisce qui. Voglio sanzioni per Jumbo Visma e Education First. Se chiunque può infrangere i diritti/doveri delle squadre World Tour, allora io mi riterrò libero dagli obblighi verso le squadre negli inviti. Quanto successo è materia anche per la Commissione licenze. Dopo la lettera dell'Education First c’era qualche preoccupazione, ma ero determinato ad arrivare a Milano, e ci siamo arrivati

Poi c'è stata la richiesta da parte del Sindacato internazionali dei corridori di ridurre il chilometraggio di Asti. Si è partiti, ma senza passare da Morbegno (sede originale di partenza della 19a tappa).

Sono un dirigente di azienda e se i miei dipendenti non fanno quello che dico, mi dà fastidio. Fa ridere che le squadre si siano tirate indietro, nessuno sapeva niente e poi tutti a dire che volevano correre. Cerco ancora di capirlo. Si deve ricostruire il rapporto tra team e ciclisti. Ci vuole una coscienza diversa e un Sindacato diverso. I corridori devono avere un Sindacato che li aiuti e che non faccia solo battaglie a oltranza. I ragazzi sono persone intelligenti, c’è bisogno di cambiare idea di Sindacato. Le lotte si fanno nei palazzi, non sulle strade. Un Sindacato che guardi ai veri interessi dei corridori. La maglia rosa Kelderman, che in tv aveva detto di appoggiare la protesta, a Sestriere mi ha chiesto scusa

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"Complicato partire dall'estero nel 2021"

La prossima edizione sarà presentata a gennaio. La situazione non è semplice. Il Giro è già disegnato, bisognerà capire quanto il lockdown ci darà la possibilità di programmare. Abbiamo diverse opzioni per la partenza, estero e Italia. Ma pensare all’estero adesso è troppo complicato

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