Voto 10 e lode... Alla Ineos Grenadiers

Che dire, un Giro perfetto quello della Ineos Grenadiers. La squadra britannica era arrivata per vincere con Geraint Thomas e dimenticare il pessimo Tour de France. E sembrava essere partita bene con la vittoria di Ganna e la buona condizione di Thomas, ma il gallese si è infranto contro una borraccia. La squadra di Cioni e Tosatto poteva spegnersi, ma i britannici si sono rimboccati le maniche e sono andati in fuga ogni giorno. Puccio e Castroviejo hanno colto entrambi un 2° posto, Ganna ha vinto la tappa di Camigliatello Silano e Narváez quella di Cesenatico. Ganna ha fatto 3 su 3 a cronometro e poi è stata la volta di Geoghegan Hart che ha vinto ben due tappe di montagna: a Piancavallo e sul Sestriere, grazie al ritmo di Dennis. Finisse così... Quanto fatto da Geoghegan Hart è stato sufficiente per ribaltare il Giro e conquistare l'accoppiata maglia rosa-maglia bianca. Ah, c'è stata anche la vittoria nella classifica a squadra. Un Giro dei sogni per la Ineos che ha vinto il suo 11° Grande Giro da quando si è formata nel 2010.

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Voto 10... A Ganna e a Dennis

Meritavano un voto a parte: Filippo Ganna e Rohan Dennis. Uno è stato imbattibile a cronometro, certificando il 2020 da primatista assoluto nelle prove contro il tempo. Delle 7 crono affrontate in questa stagione, ne ha persa solo una: contro Evenepoel in Argentina. Parliamo del campione del mondo Filippo Ganna che finalmente fa sognare l'Italia anche a crono. Non solo, il piemontese ha vinto anche una tappa in linea: quella di Camigliatello Silano. Menzione speciale poi per Rohan Dennis. Sarebbe dovuto essere il rivale di Ganna a crono, ma c'era poco da fare. Ecco che è diventato scalatore e ha portato Geoghegan Hart al successo. Ragazzi, ha fatto il record di scalata sullo Stelvio (sul versante altoatesino) e fatto il 2° miglior tempo di sempre sul Sestriere (dopo quello di Garzelli). Ne dovrà pagare di pizze Geoghegan Hart per ringraziarlo...

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Voto 9... Al poker di Démare

La copertina di questo Giro se la prende anche Arnaud Démare. Il francese ha vinto tutte e 4 le volate che sono state disputate in questa edizione, trionfando inoltre anche nella classifica a punti. E che sfida con Sagan per la maglia ciclamino. Alla fine gli altri velocisti hanno corso per non farlo vincere, tanto da lasciare andare le fughe perché in volata avrebbero perso sicuramente. Lo sprinter più forte del 2020 è stato sicuramente il corridore della Groupama-FDJ che ha collezionato 14 successi in stagione.

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Voto 8... Alle qualità di Hindley

Come Geoghegan Hart, anche lui si è ritrovato per caso a combattere per la vittoria del Giro. Era l'ultimo uomo di Kelderman e l'australiano era stato bravissimo a portare il compagno di squadra in rosa. Ma le ultime due tappe di montagna sono state fatali per Kelderman, e Hindley ha così duellato con Geoghegan Hart. In salita ha dato anche l'impressione di averne di più, ma non è riuscito a staccare il corridore della Ineos. Ecco che i due sono arrivati alla crono decisiva con lo stesso tempo: non era mai successo nella storia per il 1° e il 2° della generale. E a crono ha patito, lasciando sul piatto 39'', la maglia rosa e la maglia bianca. Che questo sia un monito per il futuro perché se non hai grandi doti a cronometro, non potrai mai vincere un Grande Giro. Un vero peccato perché in salita il ragazzo ha fatto sfracelli, tanto da avvicinarsi al record di scalata di Pantani a Piancavallo.

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Voto 7... Agli stoici Almeida e Pello Bilbao

Ha tenuto la maglia rosa per 15 giorni, un vero record considerando che fosse solo un 22enne. Alla sua età solo Francesco Moser seppe far tanto, neanche Mercxk arrivò a 15 giorni. Parliamo di João Almeida, sorprendente uomo di classifica della Deceuninck Quick Step che non aveva mai avuto un corridore da GC negli ultimi anni. Il portoghese è abilissimo a cronometro (è stato il migliore dei big), ha un grande spunto veloce e ha anche attaccato in salita sul Sestriere. Meno performante però su salite lunghe e dure come Stelvio e Piancavallo. È comunque una spia accesa per capire se potrà vincere o meno un Grande Giro nel futuro. È stata comunque la sua prima esperienza in una corsa superiore ai 10 giorni ed ha portato a casa un risultato clamoroso. Osserveremo curiosi la sua crescita. Che bravi però i suoi compagni di squadra che l'hanno sostenuto per tutte e tre le settimane. Da Hodeg a Ballerini, da Serry a Honoré, per non parlare di Keisse, Masnada e Knox.

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Tra i più positivi anche Pello Bilbao che, anche se ha perso una posizione nell'ultima crono, ha completato un Giro spettacolare. Ha concluso al 5° posto, un piazzamento di prestigio. Soprattutto se lo valutiamo assieme al Tour de France (dove ha chiuso 16°) speso al servizio di Mikel Landa. Tanta roba.

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Voto 6... Alla caparbietà di Sagan

Di volate non ne ha vinte neanche una e anche la classifica a punti del Giro d'Italia è saltata. Il Peter Sagan che conoscevamo, forse non esiste più. Potrebbe averlo perso quel suo spunto veloce, soprattutto nei confronti degli sprinter puri. Ma Sagan non è stato campione del mondo per caso e ha saputo comunque conquistare un successo in questo Giro d'Italia, con un'azione spettacolare, quella della tappa di Tortoreto. Andato in fuga, nessuna squadra è riuscita a rimontare. Sull'ultima salita si era avvicinato Pello Bilbao, uno scalatore, ma è rimbalzato sulla spinta di Sagan che aveva troppa voglia di vincere, dopo 461 giorni di astinenza. Un numero sotto l'arcobaleno, uscito puntuale nel cielo di Tortoreto per salutare il 3 volte campione del mondo. Perché anche se non riesce più a vincere le volate, Sagan sa ancora regalare spettacolo.

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Voto 5... Alla resa di Nibali e Fuglsang

Dovevano essere i due contendenti alla maglia rosa, ma alla fine si sono dovuti accontentare di un piazzamento nella generale. Niente da fare per Nibali e Fuglsang: uno voleva il 12° podio in carriera in un Grande Giro, l'altro era convinto potesse conquistare il primo podio in carriera. Le salite però li hanno visti rimbalzare sotto i colpi della meglio gioventù. Che sia finito il loro tempo?

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Voto 4... Alle volate di Viviani

Dopo un Tour senza successi e fortune, speravamo di vederlo più performante al Giro d'Italia. Anche questa volta, però, non è riuscito a trovare il guizzo dei giorni migliori. Qualche piazzamento e poco altro, anzi tanta sfortuna considerando che è stato messo giù da una moto staffetta. E tanta sfortuna perché al Giro, come al Tour, non ha avuto a disposizione il suo ultimo uomo, con Fabio Sabatini fermato prima della partenza per una positività al covid. Al netto della sfortuna, resta comunque un anno da dimenticare per Elia Viviani che ha sofferto tanto il passaggio dalla Deceuninck Quick Step alla Cofidis.

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Voto 3... Alla classifica di Majka

Era la sua ultima occasione in un Grande Giro, ma l'ha sprecata malamente. Majka delude ancora. Non ci aspettavamo facesse sfracelli, ma vederlo 12° nella generale a più di 20 minuti di ritardo fa specie. E c'è chi la classifica generale l'ha fatta nella sua Bora Hansgrohe, con Konrad che si è piazzato ad un onorevole 8° posto. Mai un'azione degna di nota, mai un guizzo da parte del polacco che ottiene così il suo peggior piazzamento in classifica al Giro. Dall'anno prossimo proverà un altro ruolo: quello di gregario in favore di Pogacar alla UAE Emirates. Sarà maggiormente performante in quella veste?

Voto 2... Alla guida di Zakarin

Da una delusione all'altra. Possiamo parlare anche di Ilnur Zakarin, anche se il russo non fa classifica da molto tempo ormai. Ma il corridore della CCC ci regalava sempre qualche azione di fantasia; non dimentichiamoci che ha vinto tappe al Giro e al Tour. Ma anche lui si sta lentamente spegnendo. Ci ha provato ad andare in fuga, ma in discesa perde minuti su minuti e si lascia portare via al minimo soffio di vento. Fatica proprio a guidare la bicicletta ed è un peccato considerando le sue doti in salita. Un talento sprecato.

Zakarin CCC Team

Credit Foto Getty Images

Voto 1... All'ammiraglia della Sunweb

Nella tappa dello Stelvio la Sunweb ha combinato un bel disastro. Dennis ha spazzato via tutti in salita in favore di Geoghegan Hart: Kelderman non è riuscito a seguire il duo della Ineos, Hindley sì. Ci sta che l'ammiraglia lasci andare l'australiano perché anche lui era in classifica e, con criterio, Kelderman poteva prendersi la rosa salvando la gamba. L'ammiraglia del team tedesco sbaglia tutto, lasciando Kelderman alla deriva e puntando solo su Hindely. L'olandese riuscirà comunque a prendere la maglia rosa, ma quasi si rialza, pedalando contro voglia, contro la sua squadra (ricordiamo che lascerà la Sunweb a fine stagione). E di tempo ne ha perso tanto in quella tappa, il tempo che gli ha fatto dire addio ai sogni di gloria di Milano. Lui non era al top di forma, ma se avesse tenuto quel vantaggio... Ma l'ammiraglia l'ha lasciato da solo.

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Voto 0... All'anarchia vista al Giro

Siamo arrivati a Milano, con fatica, ma ci siamo arrivati. Ma quanti problemi. Dal tempo ai tamponi, dai positivi ai falsi positivi, dalle squadre che sono scappate ai corridori che hanno inscenato una protesta per ridurre il chilometraggio di una tappa (perché troppo lunga e troppo fredda). Beh possiamo dire che le squadre e i corridori non hanno aiutato tantissimo la Direzione di corsa ad arrivare a Milano. Tra dichiarazioni pepate, alla Jumbo Visma che ha lasciato in blocco dopo la positività di Kruijswijk (ormai non avevano più nulla da fare). Alcuni hanno chiesto di ridurre una tappa, legittimo, ma lo hanno chiesto 15 minuti prima dello start ufficiale, altri si sono lamentati della Bolla e hanno chiesto di finire il Giro in maniera anticipata (al netto di alcuni alberghi che non hanno rispettato in toto le normative anticovid). Ecco, se ci siamo divertiti per strada, altre volte abbiamo fatto delle figure meschine. È mancato anche il polso dai piani alti in alcuni casi. Certe scene al Tour non le avremmo mai viste.

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