C'è chi non molla e chi sogna il miglior piazzamento possibile. Vlasov è ancora 4°, Ciccone 6°. La lotta per il podio è apertissima e c'è ancora tanta salita da qui a Milano. Anzi, sarà una settimana all'insegna di salite dure e inedite per il Giro d'Italia. Poi c'è Damiano Caruso che è già sul podio virtuale. Difficile battere uno come Bernal, ma non si sa mai. Il siciliano della Bahrain Victorious, diventato capitano dopo l'addio di Landa, vuole continuare il suo sogno.

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Giro d'Italia
Giro d'Italia: startlist, ritirati e squalificati dalla Giuria
08/05/2021 A 21:47

Damiano CARUSO

Rimango coi piedi per terra, perché ho sempre svolto un altro ruolo in questo tipo di gare, ma adesso mi trovo qui e mi sembra giusto provare a dare seguito a quanto avevamo preparato tre settimane fa con Mikel e con la squadra. Psicologicamente mi sento bene perché ho una grande opportunità di farmi un bel regalo. In carriera, per un corridore come me, non si presentano spesso occasioni di questo tipo, anzi capitano forse solo una volta, e sono super determinato a portare a termine questo obiettivo
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Vincere il Giro?

Mi piacerebbe. Il cuore comanda una cosa, ma poi sono le gambe che spingono tutto. Mi piacerebbe metterlo in difficoltà, ma per adesso è evidente che lui è il più forte soprattutto in salita. E poi ha una squadra molto forte che lo sostiene, sarà difficile metterlo in crisi. Noi siamo rimasti solo in 5 e io non ho molte alternative se non cercare di seguirlo e sperare in qualcosa che possa stravolgere la classifica. In passato ho avuto già alcune occasioni per essere leader, ma non ho ottenuto grandi risultati. Ora è cambiata la mia mentalità, ho raggiunto una maturità psicofisica che mi permette di caricarmi di tutte queste pressioni. Il podio non cambierebbe la mia carriera, a quasi 34 anni non posso inventarmi leader nelle corse a tappe. Mi sto vivendo il momento, voglio raccogliere quello che sto facendo di buono adesso

Lotta per il podio aperta

I pretendenti al podio sono tutti più giovani di me. È in atto un ricambio generazionale importante. Questi giovani sono forti ed esplosivi e, alcuni di loro, già vincenti. Io, da parte mia, ho un buon bagaglio di esperienza. I rivali più pericolosi sono, ovviamente, quelli che sono dietro di me in classifica. Ieri ho visto molto bene Bardet, ma attenzione anche a Hugh Carthy e Simon Yates. La lotta podio è aperta, è ancora presto per trarre conclusioni. Bisogna aspettare qualche giorno, alla fine settimana ci si potrà sbilanciare

Olimpiadi, il momento più importante della stagione

Dopo il Giro mi riposerò un po’, poi farò i Campionati italiani. Dopo un ritiro in altura con la squadra, poi le Olimpiadi e poi stiamo valutando la partecipazione alla Vuelta, ma per andare a caccia di tappe, non per la classifica generale. Le Olimpiadi sono il punto fondamentale di questa stagione. Saranno difficili da preparare, sto studiando il modo di avere un altro picco di condizione in quel momento ma non sarà facile, perché non facendo il Tour potrò solo allenarmi e spero che questo non vada ad influire sul risultato finale

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Giulio CICCONE

Il bilancio è stato tutto sommato buono. Ho avuto qualche giornata un po’ difficile, soprattutto dopo il primo giorno di riposo nella tappa di Montalcino, quando ho avuto la mia giornata di crisi. Ma adesso, nelle ultime due o tre tappe di montagna, ho ritrovato delle buone sensazioni. Proviamo a tenere duro giorno per giorno, abbiamo davanti ancora tre tappe di montagna veramente dure. Bisogna lottare fino alla fine. Nelle ultime tappe dure, sia sullo Zoncolan che sul Giau, ho corso in maniera abbastanza intelligente. Ho capito che Bernal ha una marcia in più e che seguirlo mi manda fuori giri quindi preferisco trovare il mio ritmo, continuare del mio passo e difendermi piuttosto che attaccare

Sullo sterrato ci fu la crisi, ma ora sto bene

Le forze adesso cominciano ad essere uguali per tutti. La mia condizione è ancora buona, ovviamente c’è tanta stanchezza però penso che ci sia un po’ per tutti. Il mio obiettivo sarà quello di recuperare bene e provare a scalare qualche posizione in classifica. Mi è già capitato di sentirmi bene nella terza settimana. Non sono sorpreso, ma so anche che è difficile tenere duro tutti i giorni, mancano ancora tre tapponi e spero di riuscire a sfruttare la mia condizione. Dopo l’arrivo di Campo Felice, quando ho avuto la conferma che nelle tappe decisive ero lì con i migliori, allora ho capito che dovevo risparmiare il più possibile e provare a fare la classifica

Sogno podio ma la crono...

Il mio sogno sarebbe quello di arrivare sul podio. Non è così impossibile perché non sono lontanissimo, ma il problema resta l’ultima crono. So che è il mio tallone d’Achille. Anche se dovessi riuscire a salire sul podio dopo queste tre tappe di montagna, poi so che tenere l’ultimo giorno con una crono così sarebbe difficile. Quindi, per essere più obiettivi, un piazzamento può essere l’obiettivo più raggiungibile

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Aleksandr VLASOV

Quando sono andato a togliermi la mantellina, una manica ha toccato la mia ruota, bloccandola immediatamente. Mi sono dovuto fermare per risolvere il problema, ma fortunatamente la nostra macchina non era lontana, quindi ho ricevuto l’aiuto del nostro meccanico. Grazie anche al supporto dei miei compagni ho cercato di rientrare in gruppo, ma non ci siamo riusciti perché ero comunque piuttosto indietro. Ovviamente sono molto deluso, ma le cose sono andate così e non posso farci niente. Abbiamo fatto del nostro meglio fino all’arrivo, ma ho dovuto perdere terreno dai rivali. Mi sentivo molto bene e i miei compagni hanno fatto un gran lavoro per me, purtroppo la fortuna non è stata al nostro fianco. Ad ogni modo, non ho intenzione di arrendermi e continuerò a lottare durante questa terza settimana

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