Il 2020 era stato un anno non così fantastico per i colori italiani, al netto di Ganna campione del mondo a cronometro. Nei tre Grandi Giri disputati nella passata stagione solo due corridori avevano vinto almeno una tappa: Filippo Ganna e Diego Ulissi. Poi nulla, con 0 vittorie al Tour e 0 vittoria alla Vuelta. Addirittura, alla Vuelta 2020, solo un corridore azzurro riuscì a terminare la tre settimane spagnola: Mattia Cattaneo. Quest'anno siamo ripartiti con uno spirito diverso e siamo riusciti ad ottenere 7 successi di tappa, con 6 corridori diversi: Ganna (che ha fatto doppietta), Vendrame, Nizzolo, Fortunato, Bettiol e Damiano Caruso. Applausi soprattutto al ragusano che si è trovato, suo malgrado, a fare da capitano della Bahrain dopo l'addio di Landa. Lui ha colto la palla al balzo e ha conquistato un clamoroso 2° posto nella generale.
Avviso ai naviganti: il voto non viene dato solo in base al piazzamento in classifica generale. Come parametri ci sono anche le vittorie di tappa, i piazzamenti, i tentativi, lo stato di forma, la completezza della squadra e le premesse iniziali, ecc ecc.

Classifiche e risultati

Giro d'Italia
Giro d'Italia: startlist, ritirati e squalificati dalla Giuria
08/05/2021 A 21:47
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Voto 10 e lode... Alla rinascita di Bernal

Questo era il Giro della rinascita. Così ribattezzato perché i corridori hanno finalmente ritrovato il pubblico e una, seppur vaga, normalità dopo le difficoltà del 2020 causa pandemia. È stata anche la rinascita di Egan Bernal che ha sofferto molto l'anno scorso a causa dei suoi problemi alla schiena, problemi parzialmente superati. Anche quest'anno ha dovuto battagliare con questa difficoltà, ma ha risposto alla grande con attacchi su attacchi.

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E dire che ci avevano preoccupato quei 53 giorni di inattività dopo la Tirreno-Adriatico, ma si è rialzato e ha vinto da Campione. Con la C maiuscola. Non che non abbia avuto giornate no, ma i Campioni sono quelli che sanno gestire le giornate in cui non si è a posto fisicamente. Ha vinto il suo secondo Grande Giro, dopo il Tour 2019, collezionando anche due successi di tappa. Fantastico.
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Voto 10... Alla squadra di Bernal. Da Ganna a Castroviejo, meravigliosi

Non che la squadra di Bernal non sia stata performante, anzi. È la Ineos Grenadiers, che ha sempre standard di qualità alti, ma quest'anno si sono superati. Da Ganna a Puccio che hanno controllato la situazione in gruppo, a Moscon che menava come un fabbro quando ci si avvicinava alle salite. Per non parlare di Castroviejo e Daniel Martínez che, nel momento del bisogno, hanno davvero salvato Bernal. Il basco e il colombiano hanno fatto la differenza in quell'ultima settimana in cui Bernal aveva perso un po' di freschezza.

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Oltre al grande lavoro di squadra, non possiamo però non citare due volte Filippo Ganna. Perché è pazzesco quello che è riuscito a fare: due vittorie a cronometro, e già lì... Ha infilato una serie di 5 cronometro consecutive vinte che mai nessuno aveva fatto nella storia. Ma poi come ha vinto a Milano? Foratura, si ferma, riparte e fa comunque il miglior tempo. Chapeau!
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Voto 9... A Damiano Caruso che ci ha fatto sognare

Finalmente abbiamo ritrovano anche un ragazzo italiano a fare classifica generale. Parliamo di Damiano Caruso che si è ritrovato a fare il capitano, dopo l'abbandono di Landa (all'ennesimo caso di sfortuna della sua carriera), ma non ha deluso. Anzi, è stato il migliore degli italiani in classifica, nonostante avessimo Nibali, Ciccone, Formolo, Pozzovivo, Masnada. Chi per un motivo o un altro, non è riuscito ad essere performante per la classifica, mentre Caruso ha lanciato il cuore oltre l'ostacolo e ha fatto sognare tutta l'Italia. Soprattutto quel giorno ad Alpe Motta doveva provato anche a riaprire il Giro. Il tutto, senza squadra praticamente. Perché, nel mentre, la sua Bahrain Victorious aveva perso anche Mohoric e Mäder, due corridori che stavano andando forte. A maggior ragione è un risultato clamoroso quello di Caruso che adesso, chissà, ci potrà riprovare alla Vuelta. E, dato statistico, negli ultimi 10 anni, a parte Nibali, solo altri due corridori italiani erano saliti sul podio: Michele Scarponi e Fabio Aru. Ecco perché quanto fatto da Caruso è stato stellare. E poi che vittoria.
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Voto 8... Alla nuova stella Lorenzo Fortunato

Se c'è un Damiano Caruso che convince a livello di classifica, c'è un Lorenzo Fortunato che prenota il futuro. Il corridore di San Lazzaro di Savena (lo stesso Comune di un certo Alberto Tomba, tifoso di Fortunato), si è fatto vedere spesso insieme ai big su quasi tutte le montagne. Non ha fatto classifica, ma si è ritrovato al 7° posto della classifica giovani e al 16° posto della classifica generale. E dire che ha perso 2 posizioni nell'ultima crono, quando ormai era sfinito. Non male, comunque, per il suo primo Giro d'Italia. Ma Fortunato è stato molto di più, il corridore della Eolo Kometa di Basso e Contador ha realizzato un vero capolavoro in una delle tappe più dure di questo Giro.

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Sì perché Fortunato è andato a vincere lassù in cima allo Zoncolan dove solo i grandi sono riusciti a trionfare. È andato in fuga, ha battuto gente di esperienza e qualità come Mollema, George Bennett, Nélson Oliveira e ha evitato il ritorno del gruppo con un Bernal che era scatenato quel giorno. Giù il cappello! Non sappiamo ancora se un giorno potrà diventare uomo di classifica, ma non sarà questo il suo unico trionfo in quota. È nata una stella.
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Voto 7... Alla rinascita della Qhubeka che vince con tre corridori

L'anno scorso si chiamava NTT Pro Cycling Team e stava per chiudere a fine 2020. In passato aveva avuto il nome di Dimension Data, MTN-Qhubeka, MTN-Energade, trovando anche qualche vittoria di prestigio con Cavendish, Cummings e Boasson Hagen al Tour de France o Fraile e O'Connor al Giro. Tutto stava per svanire... L'azienda sudafricana Qhubeka ha però salvato il club e il titolo sportivo (nel World Tour), allestendo una squadra super competitiva. Che aveva fame. È stata una delle squadre più vincenti, la seconda con più vittorie alle spalle della Ineos. Schmid ha vinto una tappa incredibile a Montalcino, quella dello sterrato, Campenaerts ha vinto a Gorizia e poi il nostro Giacomo Nizzolo che ha finalmente centrato il suo primo successo al Giro. Dopo 11 secondi posti in carriera. Che Giro per la Qhubeka Assos.

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Voto 6... Al ragioniere Sagan e al combattente Almeida

Finalmente ce l'ha fatta. Peter Sagan ha vinto anche la classifica a punti del Giro, dopo averne conquistate 7 al Tour. Il palmarès dello slovacco si espande sempre più e quest'anno punta addirittura alla doppietta Giro+Tour, successa solo una volta nella storia: Djamolidine Abdoujaparov nel 1994. Ha anche vinto la tappa di Foligno, sfruttando l'incredibile lavoro di squadra della Bora Hansgrohe, mettendo al lavoro Fabbro e Buchmann sulle salite per disfarsi degli altri velocisti. Grande tappa e grande strategia. È piaciuto molto di meno, va anche detto, l'atteggiamento nella seconda parte di corsa. Come avversari aveva Gaviria e Cimolai, e lui ha preferito lasciar andar via le fughe, nelle tappe di Gorizia e Stradella, piuttosto che mettersi alla prova e cercare di vincere delle tappe in più. Strategia di certo efficace, Gaviria e Cimolai non hanno mai avuto la chance di abbatterlo, ma sicuramente poco spettacolare. A voi è piaciuta?
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E poi 6 anche a João Almeida che se non avesse avuto quella giornata storta a Sestola, avrebbe lottato per un posto sul podio. Lui, comunque, si è rialzato. Prima ha dato una mano a Evenepoel, poi si è messo in proprio sfiorando il successo in due occasioni: a Sega di Ala e a Alpe Mera, facendo due volte 2°. La gamba per la salita ce l'ha, anche la combattività per le tre settimane. Se riuscisse a togliere quelle “giornate no”, sarebbe anche competitivo per la vittoria finale.

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Voto 5... Ad un Vlasov ancora acerbo

Giù dal podio Vlasov, nonostante una super squadra. È vero, il russo ha 25 anni ed era il suo primo Grande Giro (l'anno scorso lasciò dopo pochi giorni), è vero che Tejada non è stato al suo meglio, ma ci aspettavamo qualcosa di più dal corridore dell'Astana. La squadra e Martinelli hanno fatto di tutto per metterlo in condizione di sparare qualche colpo, ma Vlasov è mancato nel momento clou. Non è riuscito a partire e non è riuscito a rispondere ai cambi di ritmo degli avversari. Resta però quel 4° posto dietro a Bernal, Caruso e Yates. Non male, dopotutto. Non è una bocciatura definitiva, perché ha dei numeri e noi non vediamo l'ora di vederli sul campo.

Vlasov durante la tappa dello Zoncolan - Giro d'Italia 2021

Credit Foto Getty Images

Voto 4... Alla delusione Hugh Carthy

Se per Vlasov è una bocciatura, che possiamo presto cancellare col prossimo Grande Giro, Hugh Carthy è stata sì una delusione. L'anno scorso fece 3° alla Vuelta, mettendo in difficoltà Roglic e Carapaz, vincendo inoltre la tappa dell'Angliru. Quello visto a questo Giro è stato un lontano parente di quel corridore che avevamo apprezzato nella scorsa stagione. Anche lui ha delle attenuanti, Caicedo e Ruben Guerreiro out a Giro in corso, ma non ha dato mai segnali. Mai una fiammata, mai uno scatto. La sua squadra aveva lavorato tanto, con un Bettiol stratosferico, nella tappa di Cortina, lui si è fatto anticipare da Bernal ed è crollato. Negli ultimi giorni altre prestazioni da dimenticare, tanto che è scivolato fino all'8° posto. Poteva fare di meglio.
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Voto 3... Alla classifica di Formolo

Tanti italiani hanno fatto bene, qualcuno ha però deluso. Uno di questi è stato Davide Formolo che, con la virata di McNulty verso il Tour, si è ritrovato a fare il capitano dell'UAE Emirates al Giro. Ma essere capitano non è sinonimo di fare per forza la classifica generale. Il corridore di Negrar vanta due decimi posti al Giro e un 9° posto alla Vuelta, perché cercare l'ennesimo piazzamento? Andare fuori classifica, gli avrebbe dato chance per vincere anche più di una tappa, soprattutto nell'anno delle fughe. Lui ha provato a fare classifica, poi è uscito, ma non aveva più le forze per andare a conquistare dei successi di tappa, e ci ha provato eh, perché poi le fughe le ha tentate. Risultato? Un 15° posto in classifica a 47'31'' da Bernal e 0 vittorie al Giro. Che peccato!

Formolo fatica e si stacca già sulla penultima salita

Voto 2... Ad un Cepeda che non si è mai visto

Un altro corridore su cui avevamo puntato tanto era Jefferson Cepeda. Non ci aspettavamo che vincesse il Giro, ma parliamo di un corridore che al Tour of the Alps avevamo fatto ballare i migliori in salita. L'ecuadoriano, altra scoperta di Gianni Savio, lo scopritore di Bernal, si era piazzato al 4° posto dell'ex Giro del Trentino, pedalando al pari di Yates, Bilbao e Vlasov. Facendo meglio addirittura di Hugh Carthy, Sivakov e Nairo Quintana. Ma al Giro? Chi l'ha visto? Ripeto, non speravamo di vederlo per la classifica, ma almeno nelle fughe nelle tappe di montagna, soprattutto vestendo la maglia dell'Androni Giocattoli Sidermec, la squadra delle fughe (hanno vinto la classifica di specialità con Pellaud). Speravamo di vedere qualche suo scatto che avrebbe fatto innamorare la gente. È giovane e si farà.

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Voto 1... Alle volate (sfortunate) di Gaviria

Non è un voto a Gaviria, ma piuttosto ai risultati delle sue volate e di come sono maturati questi risultati. Vogliamo parlare delle volate fatte con Molano? Il connazionale faceva sì parte del treno del corridore dell'UAE Emirates, ma l'ultimo uomo è sempre stato Richeze. Con l'argentino che non si è mai visto in questa edizione, è toccata a Molano ma c'è stato un disastro dopo l'altro. A Novara Molano fatto andare contro le transenne il proprio capitano, a Foligno ha tirato la volata a Sagan senza accorgersene.

Molano-Gaviria, che pasticcio! Contatto tra compagni, volata rovinata

Con Gaviria che poi è andato a sentire Sagan, ironicamente, per chiedergli se il suo compagno di squadra avesse fatto un buon lavoro. Gaviria ha provato anche a mettersi in proprio, ma non è andata tanto bene. Ricordate la volata di Verona? Gaviria si è fatto gli ultimi 2 km senza sellino... Pazzesco!

Pazzesco Gaviria: si fa la volata senza sella e arriva 5°

Voto 0... Al comodino di Caleb Ewan

Anche qui, non è un voto a Caleb Ewan. Che gli vuoi dire al velocista che ha vinto più tappe di tutti? Anzi, al corridore che ha vinto più tappe in questa edizione insieme a Ganna e Bernal? Il voto è tutto per il comodino dell'albergo dove alloggiava l'australiano dopo la tappa di Termoli. La leggenda narra che, dopo due successi di tappa, Ewan avrebbe sbattuto il ginocchio contro il comodino in quella notte. E, magicamente, si sia ritirato il giorno dopo per recuperare. Visto che Ewan ha il grande obiettivo di vincere almeno una tappa in tutti i Grandi Giri: cosa capitata a solo tre corridori nella storia. Ma parliamo di leggende e magia.
INFORTUNIO DI CALEB EWAN: TUTTO VERO?
Non vogliamo essere ipocriti. Il Giro è duro e i velocisti, ad un certo punto, lasciano per andare a caccia di altri obiettivi. È successo tante volte e sempre accadrà. Ricordate cosa faceva Mario Cipollini? Quindi non è un discorso di Italia vs altri Paesi. Lo fanno tutti. Ma c'è modo e modo. Dopo la vittoria di Termoli, Caleb Ewan era leader della classifica a punti. Aveva la maglia ciclamino, una maglia che ha fatto la storia del ciclismo. Con su degli sponsor, inoltre, che pagano l'intero baraccone. Ritirarsi così, con una motivazione molto dubbia, non è sinonimo di grande professionalità. Sarebbe stato molto più bello dicesse: “Signori, ho vinto due tappe, sono sfinito e ho altri obiettivi. Grazie e arrivederci”. La sincerità paga sempre. Qualcuno non sarebbe stato comunque soddisfatto, ma Ewan sarebbe stato sincero. Non puoi andartene così... Non se indossi una maglia come la maglia ciclamino. Onore a Vanhoucke e Oldani. Perché, inoltre, la Lotto Soudal ha chiuso il suo Giro con soli due corridori.
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