Siamo già pronti a vivere la seconda settimana del Giro d'Italia, settimana in cui entrerà in gioco lo Zoncolan. Lì potremo conoscere veramente chi ambisce a vincere il Giro (ecco la classifica dopo le prime 10 tappe). Ma, terminata la prima "lunga” settimana, proviamo a tracciare anche noi un bilancio. Chi è stata una certezza? Chi ha deluso? Ecco i nostri nomi... Siete d'accordo o ci abbiamo completamente toppato?

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Giro d'Italia
Giro d'Italia: startlist, ritirati e squalificati dalla Giuria
08/05/2021 A 21:47

I promossi

Egan Bernal

Che dire. 1° in classifica generale, 1° nella classifica giovani, 2° nella classifica scalatori e vincente a Campo Felice, nella prima delle due tappe con lo sterrato. Se nella crono di Torino non aveva entusiasmato, ha sempre pedalato in testa nelle tappe di montagna. Non tappe durissime, sia chiaro, ma Bernal ha risposto presente ai tanti dubbi riguardanti la sua condizione fisica. Un primo segnale l'ha già lanciato con la tappa di Campo Felice, in quella che è stata la sua prima vittoria in un Grande Giro.
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Remco Evenepoel

Bravo Bernal, ma bravo anche ad Evenepoel che, fino a questo momento, è uno dei pochi a rispondere al colombiano. Anche qui si attendevano risposte, visto che il belga non correva dal 15 agosto scorso, dall'incidente al Giro di Lombardia. Impressionante che sia qui a lottare per vincere la maglia rosa.

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Giulio Ciccone

Ma che dire poi di Giulio Ciccone. Lui si nasconde e dice che puntava ad altro, ma la realtà ci dà un Ciccone finalmente performante per la classifica generale. Saprà tenere nelle tre settimane? Questa è l'incognita, però ha già fatto tante cose. Ha attaccato ed è stato più vicino a Bernal rispetto ad Evenepoel. Purtroppo per l'abruzzese c'è quel tallone d'Achille della crono...

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Gli uomini della Eolo Kometa

Al primo anno da professional non è mai semplice, soprattutto se vieni subito catapultato al Giro d'Italia. Alberto Contador e Ivan Basso hanno scelto un nome illustre per guidare la squadra, puntando su un certo Sean Yates, fautore del successo di Bradley Wiggins al Tour. Beh, la formazione italo-spagnola si è saputa difendere entrando spesso e volentieri nelle fughe. Sono andati all'attacco Albanese, Rivi, Dina e Gavazzi. Albanese è stato leader della classifica scalatori e della classifica delle fughe, Gavazzi ha sfiorato la vittoria a Guardia Sanframondi, giungendo 2° alle spalle di Lafay. E poi un ottimo Lorenzo Fortunato che ha pedalato sempre con i migliori. Chissà se riusciranno a vincere una tappa.

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Peter Sagan

Ha vinto 'solo' una tappa, ma che tappa. Nella frazione di Foligno ha messo a tirare la squadra, eliminando uno dopo l'altro i velocisti sulla salita di Valido della Somma. Chi non era stato eliminato, è rimasto aggrappato ma affaticato. Sagan ha così conquistato il suo secondo sigillo al Giro (il primo in volata) e, soprattutto, la vittoria n° 18 nei Grandi Giri. Che carica!

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I bocciati

Simon Yates

No, non ci siamo. Era arrivato con i favori del pronostico, per l'esperienza ormai accumulata e per quanto fatto vedere nella fase di preparazione al Giro d'Italia. Invece è riuscito a perdere in ogni tappa. Parliamo di secondi, nulla di irrecuperabile, ma il britannico non ha mai lanciato segnali, pedalando come suo solito in fondo al gruppo. Lo aspettiamo.

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Jefferson Cepeda

Era uno di quelli su cui puntavamo. Le prestazioni in salita al Tour of the Alps ci avevano fatto ben sperare. Sperare che potesse addirittura fare classifica, ma è naufragato dopo appena tre tappe. L'Androni Giocattoli Sidermec è una squadra di attaccanti, ma non lo abbiamo mai visto. Che tenga tutte le cartucce per l'ultima settimana?

João Almeida

Anche qui non ci siamo. L'anno scorso aveva portato la maglia rosa per 15 giorni consecutivi, record per un Under 25 nella storia del Giro. Quest'anno è uscito di classifica alla prima tappa mossa. Un po' poco per il portoghese che doveva essere 1° nelle gerarchie della Deceuninck Quick Step, davanti allo stesso Evenepoel. Lui comunque si rimboccherà le maniche e dice di voler essere utile per il suo compagno di squadra.

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Giacomo Nizzolo

2°, 118°, 2°, 12°, 129°. Questi i piazzamenti nelle tappe che potevano essere a lui favorevoli. Nizzolo continua il suo rapporto amore-odio col Giro, con il corridore della Qhubeka che non riesce proprio a centrare la prima vittoria in carriera nella Corsa Rosa. E le occasioni cominciano a diventare poche...

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Caleb Ewan

Beh, lui era il velocista di riferimento in questo Giro d'Italia. Aveva stravinto a Cattolica, aveva stravinto a Termoli. Poi se n'è andato il giorno dopo, mimando un dolore al ginocchio (dopo una caduta in albergo). Ok andarsene via perché le occasioni per i velocisti scarseggiano, l'hanno fatto in tanti nella storia, lo faranno in tanti nel futuro, ma andarsene così... Con la maglia ciclamino sulle spalle, facendo finta. Anche no.

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