Un'altra giornata difficile per Remco Evenepoel al Giro d'Italia. Nonostante l'assenza di Fedaia e Pordoi dal percorso di gara della sedicesima tappa, il corridore belga è andato in difficoltà già prima del Giau ed è arrivato al traguardo con oltre 24 minuti di ritardo da Egan Bernal. Un risultato che lo estromette definitivamente dalla lotta per la maglia rosa (era settimo prima del via) e che ridimensiona la terza settimana della sua corsa rosa. Queste le parole del classe 2000 della Deceuninck-Quick Step subito dopo la tappa. Un'analisi lucida e matura, con una "promessa" in vista del finale del Giro.

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"Come mi sento? Non un granchè, ho perso circa 25 minuti. Abbiamo avuto solo un giorno di riposo, sapevamo che poteva succedere. Alla fine mi sono allenato solo due mesi per il Giro, che non è niente e non è abbastanza per essere pronto al 100%. Ma questa è la vita, ora manca una settimana. Oggi abbiamo fatto una tappa davvero buona con Joao (Almeida, ndr), che è la cosa più importante. Domani c’è il giorno di riposo e lo passeremo assieme, per recuperare ed essere pronti a dare il meglio nell’ultima settimana".
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Remco ha risposto anche alle voci di chi lo voleva vicino a un ritiro prematuro se le cose non fossero andate per il verso giusto. "Non abbiamo mai detto che me ne sarei andato. Se sento di poter finire la corsa andrò fino in fondo, perché no". Il giovane belga era partito forte nella cronometro di Torino e anche nei giorni delle prime scaramucce tra i big si era ben comportato, tanto da portarsi anche il secondo posto della generale. Poi le prime difficoltà, fino al ribaltamento delle gerarchie interne nei confronti di Almeida. "Nel meeting di questa mattina abbiamo deciso che Joao potesse fare quello che voleva. Con questo meteo e il resto, il mio corpo non è pronto per tutto questo. Ho bisogno di più tempo per essere pronto. La mia base non è abbastanza grande per correre tre settimane a questo livello così alto. Cambieremo tattica per l’ultima settimana".

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