Ufficiale, Groenewegen può tornare a correre. Dopo l'ormai famoso incidente con Jakobsen al Giro di Polonia del 2020, lo sprinter della Jumbo Visma ha scontato i 9 mesi di squalifica. Oggi il ritorno di Groenewegen che sarà quindi al via del Giro d'Italia come possibile velocista del team olandese (c'è anche Dekker che farà le volate), con la volontà per lui di vincere qualcosa anche al Giro dopo i 4 trionfi in carriera al Tour. Sono tanti i dubbi sulle sue reali ambizioni. Può tornare a vincere - soprattutto parlando di volate - dopo più di 200 giorni di inattività? Ci preoccupiamo di Bernal (a secco da 53 giorni) o di Evenepoel che non corre dal Giro di Lombardia... Groenewegen è fermo da ancora più tempo e per un po' non ha proprio toccato la bicicletta visto quanto successo. Difficile possa già vincere, al netto delle sue grandi qualità. E che accoglienza avrà dal gruppo? Questa è una cosa che ci fa anche un po' di paura...

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Finita finalmente la squalifica: come lo accoglierà il gruppo?

Ci siamo. L'8 maggio comincerà il Giro d'Italia e la Jumbo Visma riabbraccerà Groenewegen, che sarà sulle strade italiane esattamente un giorno dopo la fine della squalifica di 9 mesi, che gli era stata comminata dall'UCI per l'incidente con Jakobsen dell'agosto scorso. Sicuramente un bel momento per lo sprinter della Jumbo Visma che chiude così il cerchio dopo quanto accaduto, dopo aver pagato il suo gesto che sarebbe potuto essere letale al suo connazionale. Certo, Groenewegen ha il cosiddetto “concorso di colpa” in questo caso, considerando le transenne presenti sul traguardo e “l'idea geniale” degli organizzatori di piazzare un arrivo di gruppo in discesa, con il plotone che viaggia a più di 80 km/h.

Fabio Jakobsen e Dylan Groenewegen

Credit Foto Getty Images

Ma questo non basta a redimere Groenewegen e chissà quale sarà l'accoglienza che gli riserverà il gruppo e, in special modo, la Deceuninck Quick Step, la squadra di Jakobsen. Alcuni hanno glissato sull'argomento, altri sono pronti ad accoglierlo considerando che ormai ha pagato le sue colpe. Lo hanno detto Pello Bilbao e Elia Viviani. C'è chi invece ha ancora il dente avvelenato come Remco Evenepoel. Il ciclismo, ci assicurano, non è uno sport in cui si vedono vendette, però, speriamo vivamente che non succeda nulla che possa alimentare la polemica. Groenewegen è tornato, ha pagato le sue colpe, in bocca al lupo per questo rientro!
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La querelle con Jakobsen continua

Proprio alla vigilia della fine della squalifica, però, “l'imboscata”. Groenewegen aveva detto di essersi confrontato con Jakobsen e, in un certo senso, di essersi sbloccato, riprendendosi finalmente da quel terribile gesto. Purtroppo, il connazionale ha espresso sui social tutto il suo malcontento per le frasi dette da Groenewegen. Intanto perché ha reso pubblico un incontro che doveva rimanere privato, secondo perché il discorso è ancora da chiudere. Altro che chiarimento, c'è un'intesa “legale” ancora da trovare tra i due, intesa che è lontana dall'essere sancita. Anche perché, a detta di Jakobsen, Groenewegen non si è mai scusato per quanto accaduto sul traguardo di Katowice. Purtroppo, perché speravamo di esserci lasciati alle spalle questo episodio. Questo complicherà ulteriormente il ritorno in gruppo di Groenewegen?
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Può vincere? Non corre da 276 giorni...

Ma al netto di tutti i problemi con i rivali o, più precisamente, con la Deceuninck Quick Step, quante chance ha di vincere Groenewegen? La Deceuninck Quick Step è arrivata senza velocisti a questo Giro, e una squadra è andata. Nel parterre ci sono comunque Elia Viviani, Giacomo Nizzolo, Caleb Ewan, Tim Merlier, Peter Sagan e Matteo Moschetti. Insomma, la concorrenza c'è, anche se il miglior Groenewegen sarebbe al pari del miglior Caleb Ewan. Il problema è tutto nei giorni di corsa che ha sostenuto l'olandese nell'ultimo periodo: 0. Il corridore della Jumbo Visma non corre da quel nefasto 5 agosto scorso, la bellezza di 276 giorni fermo al netto degli allenamenti.
Vincere le volate? Per come mi sento ora, direi di sì. Vedremo come sarà in gara. Lo spero. Non vedo l’ora di correre il Giro, mi sento davvero bene. Cercherò le vittorie? No, principalmente il divertimento in corsa e giocarmi i finali e vedere poi come le cose andranno. Magari in quei finali ci sarà qualcosa di bello. [Groenewegen alla vigilia del Giro]
Lui dice di non puntare alle tappe, poi chissà. Già affrontare una nuova volata a 70 km/h sarà un banco di prova importante per capire cosa si ha nelle gambe. Dopodiché si potrà capire le reali chance di vittoria. In casa Jumbo Visma, comunque, c'è un certo David Dekker che scalpita. Il classe '98 ha sfiorato la vittoria in un paio di volate all'UAE Tour e ha vinto la classifica a punti di quella corsa. La Jumbo ha già lo sprinter del futuro.

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