Ci aspettavamo qualcosa di importante da Lorenzo Fortunato. Aveva pedalato con i migliori in quasi tutte le tappe di montagna ed era nella top 10 della classifica giovani. Ma volevamo vedere un suo guizzo e sullo Zoncolan è riuscito a fare qualcosa di importante. Scrivere il proprio nome nell'albo d'oro della salita più dura d'Europa è un qualcosa di magico. È vero, non era il versante più duro, ma il 25enne della Eolo Kometa ha trovato la sua prima vittoria in carriera battendo gente come Mollema e George Bennett oltre a resistere al ritorno del gruppo e, soprattutto, ad un Bernal scatenato. E ora cosa accadrà? Prima di capire quale sarà il futuro del corridore bolognese, andiamo a scavare un po' nel suo passato...

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Giro d'Italia: startlist, ritirati e squalificati dalla Giuria
08/05/2021 ALLE 21:47

Fortunato fa l'impresa! Trionfo sullo Zoncolan, rivivi l'arrivo

Fortunato ha comincato come calciatore: era un bomber

Prima di iniziare col ciclismo, Lorenzo Fortunato sognava una carriera da calciatore. Aveva cominciato con la squadra del San Lazzaro di Savena, la squadra del suo Paese (lo stesso di un certo Alberto Tomba), ma dopo qualche tempo si stufò. Con tanto di motivazione: “Io segno, ma la mia squadra perde
La mia prima passione è stata il calcio. Ho giocato fino ai 10 anni e mi ritenevo anche forte. Facevo parecchi gol, ma la mia squadra non era granché. Se facevo un gol, poi ne prendevamo quattro. Alla fine mi sono stancato e ho optato per il ciclismo. Mi è subito piaciuto, mi divertivo, e con gli esordienti e allievi ho anche cominciato a vincere. Poi con la Petroli Firenze sono cresciuto e ho trovato la mia dimensione. E ora eccomi qui. [Lorenzo Fortunato a Spaziociclismo]
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Gli inizi e lo stage alla Tinkoff... Da Contador

Comincia quindi con la squadra di ciclismo della S.C. San Lazzaro, facendo tutta la trafila esordienti, allievi e Juniores. Tra gli Juniores vince 12 gare, tra queste il Giro del Friuli, il Trofeo Guido Dorigo e il GP Borgo Panigale. Successi che lo portano a partecipare a due Mondiali juniores con la maglia della Nazionale italiana con un 11° posto nel 2013 e un 8° nel 2014. Nel 2015 fa il salto tra gli Under 23 con la squadra pistoiese della Mastromarco, poi passa alla Hopplà-Petroli Firenze l'anno successivo. Qui ottiene il primo successo tra gli Under, con la vittoria del Trofeo Fagni. Nel frattempo ha anche l'occasione di effettuare uno stage con la Tinkoff. La squadra dove milita un certo Alberto Contador.
Ero al secondo anno di dilettanti e ho avuto questa opportunità. In quel periodo andavo forte e la Tinkoff mi ha fatto partecipare a diverse corse. In particolare ricordo con piacere il Tour des Fjords, che ho chiuso 13° in classifica generale dopo anche un 8° posto di tappa. Poi il fatto che fosse l’ultimo anno della squadra non mi ha aiutato per niente. A quel punto mi sono un po’ rilassato e i risultati hanno cominciato a venire meno. L’anno dopo ho fatto anche un’esperienza con la Bardiani, che però non è andata come speravo
Con la Tinkoff che chiude i battenti, passa alla Bardiani - sempre come stagista - ma non riesce a trovare dei successi. Continua così l'attività di Under con la Hopplà-Petroli Firenze, con la guida preziosa si Orlando Maini, prima di passare a professionista nel 2019 con la Neri Sottoli di Angelo Citracca. Partecipa anche al Giro di Lombardia, ma non perde la voglia di studiare tanto che si laurea in Scienze motorie. Sempre con Citracca passa alla Vini-Zabù nel 2020 e comincia con un 8° posto nella generale del Tour de Langkawi. Sogna il Giro d'Italia, ma non viene convocato per l'edizione 103. Poi il passaggio alla Eolo Kometa. Contador si ricorda di quel giovane che aveva intravisto e, a caccia di ragazzi giovani da far cresce, ecco la chiamata nella neonata squadra professional che lo porta al Giro d'Italia.

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Un futuro da leader delle corse a tappe?

E ora quale futuro si profila per Lorenzo Fortunato? Grazie all'azione sullo Zoncolan è salito all'8° posto della classifica giovani e al 26° della classifica generale, ma ha perso un po' di terreno e sarebbe inutile curare ormai la classifica nell'ultima settimana. Al corridore della Eolo, però, non basta aver vinto sullo Zoncolan e spera di centrare un altro successo di prestigio in salita. E di terreno fertile ce n'è da qui a Milano. Poi nei prossimi anni si potrà provare a curare anche la classifica...
Il mio terreno è la salita. Non sono proprio uno scalatore puro però, mi definirei più uno scattista-scalatore. Mi piacciono le corse a tappe, nei dilettanti mi sono sempre trovato bene, ma è ancora troppo presto per dire se potrò fare bene su questo terreno anche coi professionisti
Non resta quindi che aspettare. Il sogno di Alberto Contador è proprio questo: trovare i corridori del futuro. Quando lo spagnolo ammise di voler fare il grande passo. e portare la sua squadra nel World Tour, gli venne chiesto dell'idea di chiamare corridori come Nibali o Aru, visto i rapporti che il Pistolero aveva mantenuto con i due italiani. La risposta fu di voler puntare ad un progetto a lungo termine piuttosto che guardare il presente: “Quello che vogliamo fare con la nostra squadra è quello di trovare i nuovi Nibali e Aru. Corridori che possono vincere nelle corse a tappe, ma puntiamo a farli crescere qui con la nostra Fundación”. E allora in bocca al lupo per il futuro Lorenzo! Intanto ha vinto sullo Zoncolan, mica male, dove conquistò un prestigioso successo il suo attuale direttore sportivo Ivan Basso.

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Il corridore di riferimento? Marco Pantani

E parlando di corse a tappe, Lorenzo Fortunato ha la risposta pronta quando gli si chiede a quale corridore si ispira.
Marco Pantani. Ero molto piccolo durante il suo periodo d’oro, ma ho avuto la fortuna di farmelo raccontare da chi lo conosceva bene, Orlando Maini, che più volte mi ha narrato delle sue imprese. E poi su internet è pieno di video con le vittorie e i suoi attacchi memorabili

La curiosità: Alberto Tomba è suo tifoso perché...

Nella tappa Modena-Cattolica, si passava anche da San Lazzaro, da casa di Lorenzo Fortunato. Il corridore della Eolo anticipò il gruppo per la classica 'visita parenti' in città con tanti conoscenti a salutarlo a bordo strada. C'era il papà Marco e con lui un ospite d'eccezione, Alberto Tomba. C'è una piccola chicca: Marco Fortunato, padre di Lorenzo, era il compagno di banco di Alberto Tomba che ha voluto anche lui andare a salutare il piccolo Lorenzo.

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