Quando si era ragazzini e si pedalava per gioco a cavallo del nuovo millennio, si faceva a gara per "essere" lui. "Parte Mario Cipollini!" e via a sprintare con i compagni di merende nella strada dietro casa. Era facile per i più giovani cavalcare con la fantasia ed immedesimarsi in uno così. Il Re Leone dominava gli sprint a ogni latitudine, sfruttando il treno impeccabile dei compagni di squadra prima di sprigionare tutti i suoi cavalli e divorare traguardi su traguardi. Al Giro 2003, statuario nella sua maglia iridata conquistata 8 mesi prima a Zolder, Cipollini si presenta con una certa dose di aspettative. Non per la classifica generale, ovviamente, che avrebbe poi visto il dominio senza appello da parte di Gilberto Simoni. Ma per un numero, il 42, che il corridore toscano spera di scrivere nel personale libro dei record. Dal 1989, Super Mario ha vinto quaranta (40) tappe al Giro d'Italia, appena una in meno del record assoluto del leggendario Alfredo Binda. Un primato a portata di mano, eppure non affatto scontato. A 36 anni compiuti, è sì campione del mondo in carica ma vede emergere sempre più la sagoma ingombrante di Alessandro Petacchi, nuovo Signore delle volate. A fare da contorno a quel Giro una prima e un’ultima volta: il debutto del mito moderno dello Zoncolan e la recita finale alla corsa rosa di Marco Pantani.

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Giro d'Italia
Giro d'Italia: startlist, ritirati e squalificati dalla Giuria
08/05/2021 A 21:47

L'azione decisiva

Quel Giro parte dal Sud e l’attacco al record sembra stregato per Cipollini. Il Re Leone chiude due volte secondo, a Lecce e Catania, sempre dietro a uno spadroneggiante Petacchi. Ma quando la carovana sbarca nella sua Toscana, la musica cambia. Nell’ottava tappa, la Rieti-Arezzo, il campione del mondo agguanta Binda tornando imbattibile con una volata di forza a centro strada. Secondo McEwen, terzo Petacchi. Scrivete 41.
Io come Binda? Non scherziamo, potrei essere al massimo il suo cameriere [Mario Cipollini, 18 maggio 2003]
L’indomani, nella Arezzo-Montecatini, c’è un’altra occasione per le ruote veloci, con il percorso che dopo qualche ondulazione iniziale nel Chianti si presenta liscio come un biliardo. Cipollini fiuta l’odore di casa, Montecatini è la città natale del padre Vivaldo. Esiste uno scenario migliore per scrivere la storia? La tappa è un’attesa frenetica per la resa dei conti, il finale un sospiro. Ai -1,5 km, il francese Dacruz prova ad anticipare tutti ma il suo tentativo si dissolve in un amen. La Domina Vacanze ha gli artigli sulla corsa e non lascia andare nessuno. Ai -800 Cipollini è già in terza posizione dietro ai fidi Bennati e Lombardi. Ottima strategia, visto che ai -350 un’infida curva a gomito verso destra manda per terra diversi corridori e trasforma il finale a uno sprint ridotto. Cipollini non può più indugiare: scarta l’ultimo gregario e si invola a denti stretti verso la gloria, resistendo alla rimonta di McEwen. Ce l’ha fatta, Super Mario, cancellando Binda e un primato vecchio do 70 anni. Quarantadue, come i chilometri di una maratona iniziata nel 1989 e corsa a velocità folli.

I plurivincitori al Giro

1. Mario CIPOLLINI (ITA)421989-2003
2. Alfredo BINDA (ITA)411925-1933
3. Learco GUERRA (ITA)311930-1937
4. Costante GIRARDENGO (ITA)301913-1926
5. Eddy MERCKX (BEL)251967-1974

L'epilogo del Giro

Cipollini festeggia a champagne e polemiche quel record, attaccando il Tour de France che non ha invitato la sua squadra per luglio ("Possono andare a quel Paese”). Il suo Giro, invece, ha vita breve. L’arrivo di Faenza non è roba per velocisti, mentre a San Donà l’ultima curva e l’asfalto viscido come una saponetta tendono un tranello al Re Leone. La volata è già partita quando lo spagnolo Galvez scivola e travolge Mario, che capitombola sui cartelloni pubblicitari. La caduta è generale e mentre biciclette e boracce si spargono dappertutto, McEwen vince la tappa. Per giorni si sprecheranno polemiche e attacchi agli organizzatori, rei di non aver modificato un finale reso pericoloso dal maltempo. Cipollini taglia il traguardo dolorante, con la tutta strappata e lo sguardo mesto. Il giorno dopo non riparte ed è un peccato: con altre tre tappe adatte a lui quel record poteva anche essere aggiornato. Quel Giro, come detto, se lo aggiudicherà Gibo Simoni con una vita su Garzelli e Honchar. Cipollini, invece, non vincerà più alla corsa rosa, dove tornerà per un’ultima volta nel 2004, senza lasciare il segno. Ma con in tasca un primato che forse durerà un’eternità.

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