È arrivata la tappa tanto agognata. Siamo in Umbria, con l'11a frazione che si snoderà fino a Montalcino, nei pressi di Siena, in Toscana. Sono i luoghi di una delle Classiche più belle al mondo, la Strade Bianche che sta diventando ben presto luogo di culto per gli appassionati di ciclismo, come lo è il Palio di Siena per gli amanti delle corse dei cavalli. A rendere caratteristica la Strada Bianche (van der Poel l'ultimo vincitore a Siena) è la difficoltà del tragitto e lo sterrato che rende tutto più ostico. Sei tu contro te stesso più che contro i tuoi avversari. Basta poco, una caduta, un problema meccanico o una disattenzione per perdere quanto guadagnato finora. Fare un percorso del genere in mezzo ad un Giro d'Italia rende tutto più succulento, perché il tempo perduto oggi potrebbe non essere più recuperato (guarda la classifica). La tappa di Campo Felice ci aveva mostrato dello sterrato, ma questa volta sarà ancora più impegnativo con 4 settori che ricordano le difficoltà del pavé del Belgio. Fuoco alle polveri e vedremo chi vorrà vincere davvero il Giro.

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Giro d'Italia
Giro d'Italia: startlist, ritirati e squalificati dalla Giuria
08/05/2021 A 21:47

Dall'Eroica alla Strada Bianche: uno sterrato che ha fatto la storia

Parlavamo di caratteristiche tecniche. Dopo una prima parte sostanzialmente pianeggiante, a 70 km dal traguardo comincia la bagarre. Da Torrenieri partirà il primo tratto di 9,1 km, quasi tutti in discesa, poi il secondo tratto di sterrato sarà in salita, quella del Passo del Lume Spento. Parliamo di un 3a categoria, ma con lo sterrato si potrà creare tanta distanza, facendo cadere nella trappola i corridori rimasti indietro. Poi a Castelnuovo dell'Abate terzo tratto tutto in salita e, infine, il secondo passaggio del Passo del Lume Spento, questa volta da Ponte Fosso Raunate. In questo caso, i corridori affronteranno solo i primi 5 km della salita in sterrato, poi sarà asfalto fino all'arrivo di Montalcino. Insomma, difficoltà altimetriche ma anche di superficie, soprattutto per chi non è abituato. Un percorso molto particolare quello della Strade Bianche che veniva inizialmente utilizzato per le Gran Fondo. Nel 2007 l'introduzione da parte di RCS che ebbe una grande intuizione. Il primo a vincere fu il russo Aleksandr Kolobnev (quando ancora si chiamava Eroica), poi seguito da corridori come Cancellara, Gilbert, Kwiatkowski e Stybar, fino ad arrivare ai giorni nostri con gli ultimi tre Alaphilippe-van Aert-van der Poel. Una corsa dura che si farà sentire nelle gambe dei corridori, sia oggi che domani. Perché, il non aver perso oggi a Siena potrebbe voler dire salvezza, ma potrebbe essere solo un'illusione in vista delle fatiche del giorno dopo.

Fabian Cancellara alla Strade Bianche 2014

Credit Foto Getty Images

Chissà cosa ne pensa Cancellara, l'unico a vincere per tre volte la Strade Bianche e che vuole tenere intatto il suo segreto. Lo svizzero ha visto intitolare un tratto dello sterrato a suo nome, quello di Monte Sante Marie. L'unico italiano a vincere? Moreno Moser nel 2013 davanti a Sagan. Una corsa che vogliono in molti degli specialisti che chiamano questa corsa la Classica del Nord più a Sud del mondo. Con quello sterrato e quella ghiaia che ricordano tanto i ciotoli del pavé presenti al Fiandre o alla Parigi-Roubaix.
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Bernal e quel rapporto con lo sterrato

Lui un messaggio l'ha già lanciato a Campo Felice. Sarà ancora lui l'attaccante di questa tappa? Bernal è carico e vuole continuare a guadagnare sui suoi rivali in una frazione che, come dicevamo, potrà fare più danni dello Zoncolan. L'azione di domenica lasciò tutti interdetti, ma non c'era abbastanza strada per guadagnare più di quei 10'' più abbuono. Fare un attacco sul secondo tratto di sterrato, in questa frazione, sarebbe invece letale per chiunque. Bernal lo sa, ed ecco perché qualche mese fa si presentò alla Strade Bianche. Stupendo tutti con un fantastico 3° posto. Stupendo però fino ad un certo punto per chi lo conosce bene. Nel segno della multidisciplinarità, Bernal cominciò la propria avventura nel ciclismo con la mountain bike. Cominciò quasi per caso. Il padre del colombiano, anche lui ciclista, non voleva che il figlio facesse il corridore. Il piccolo Bernal voleva però provare e, dopo aver vinto una corsa a 8 anni, ricevette in premio una bici nuova e un'iscrizione al camp di mountain bike per bambini. Non aveva neanche un casco, gli regalarono anche la bici. Da lì nacque la sua avventura, prima di passare al ciclismo su strada.

Egan Bernal sul traguardo di Campo Felice dopo lo sterrato - Giro d'Italia 2021 - Imago pub not in FRA

Credit Foto Imago

A Simon Yates non piace? Al Tour il pavé fu decisivo per Nibali

C'è chi questa tappa la attende ormai da tanto tempo, come Bernal o lo stesso Evenepoel, chi invece questa frazione sperava proprio di non farla. Parliamo di Simon Yates che alla vigilia della sfida di Montalcino si è detto contrario a inserire queste strade in un Grande Giro.
Lo sterrato? Non mi piace una tappa del genere in un Grande Giro. C’è posto per la Strade Bianche in calendario, ma non in una corsa a tappe. Ci sono troppi rischi, i corridori possono cadere o forare e questo potrebbe influire in classifia. Comunque, non ho paura della tappa e spero di superarla senza problemi. [Simon Yates martedì al giorno di riposo]
Comprendiamo il punto di vista di Simon Yates visto che questa tappa potrebbe fare in male a molti. Certamente è un percorso un po' particolare, che non favorisce tutti i favoriti della vigilia. Ma, ogni tanto, è giusto vedere questi percorsi per testare la completezza di un corridore. Vi ricordate la tappa del pavé del Tour 2014? Quella di Nibali? È vero che Nibali quel Tour lo vinse senza Froome e Contador, ma è altrettanto vero che il siciliano aveva già preso un buon margine sui suoi rivali. Era la Ypres-Arenberg, con il successo di Boom. Nibali terzo alle spalle di un Fuglsang clamoroso che gli aprì la strade nel pavé. Gli altri? Dispersi. Contador perse 2'35'', Froome si staccò e poi cadde, finendo per ritirarsi da quella edizione. Bisogna sapersi difendere ed è quello che toccherà anche a Yates e agli corridori che non si sentono specialisti su strade non asfaltate.

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