A volte si usa la frase non tutti gli eroi hanno bisogno di un mantello. Non si parla per forza di fumetti, ma di vita quotidiana. Ognuno di noi, nel nostro piccolo, può fare qualcosa di importante. Traslando questo concetto nel ciclismo, non tutti i vincitori devono per forza aver conquistato il 1° posto. Non vogliamo dare il patentino di "vincitore morale dell'edizione...”, non siamo mica a Sanremo. Ma quanto fatto in questo Giro da Damiano Caruso è stato entusiasmante. Arriverà solo 2°? Non ci importa, sarà un 2° posto che vale oro. Per tanti motivi. Un 2° posto dietro a Egan Bernal, quello che ha vinto il Tour 2019. Un 2° posto partendo come gregario di Landa, che si è poi ritirato, senza essersi allenato per vincere il Giro. Un 2° posto davanti a tutti gli altri big. Vlasov, Almeida e Hugh Carthy che volevano il podio, Simon Yates che voleva la vittoria. Insomma, un Caruso aveva realizzato un piccolo miracolo ritrovandosi a quel secondo posto. Lui ha fatto di più, con la cavalcata vincente fino all'Alpe Motta. Siamo al Giro, ma possiamo usare comunque questa espressione: chapeau Damiano!

Classifiche e risultati

Giro d'Italia
Giro d'Italia: startlist, ritirati e squalificati dalla Giuria
08/05/2021 A 21:47
| Da Torino a Milano: il percorso del Giro | La classifica generale | L'Albo d'oro del Giro |

Una vita da gregario

È stato ribattezzato il riscatto della classe operaia. Quel che è certo, è che Damiano Caruso ha fatto sempre il suo in carriera. Si è sacrificato, ha lavorato per la squadra e per i suoi capitani. Uno abituato al lavoro fin da piccolo, guardando cosa faceva il padre che, per pochi soldi, con grande senso civico, svolgeva uno dei lavori più pericolosi, facendo la “scorta” al giudice Falcone. Dopo i dilettanti, Caruso comincia a fare sul serio con la Liquigas, la squadra di Basso e Nibali. Il suo primo approccio con i Grandi Giri arriva nel 2011 quando “accompagna” proprio Nibali alla Vuelta. L'anno dopo tocca fare da gregario a Ivan Basso al Giro d'Italia. Poi fa 9° alla Vuelta nel 2014. È un palestra per Caruso che nel 2015 viene chiamato dalla BMC, la squadra di van Garderen e Richie Porte. Anche in quel caso è il gregario di lusso, ma si vedono i primi risultati. C'è un 8° posto al Giro nel 2015, un 11° al Tour nel 2017. Qualche cronometro a squadre, ma non arrivano i successi di tappa pesanti. La BMC purtroppo si dissolve e nel 2019 finisce alla Bahrain Merida di Vincenzo Nibali. Il messinese si ricorda del lavoro che faceva Caruso e lo vuole con sé al Giro 2019.

Damiano Caruso, Mikel Landa - Tour de France 2020, stage 18 - Getty Images

Credit Foto Getty Images

La loro “collaborazione” dura però solo una stagione, visto che lo “Squalo” andrà alla Trek. Tocca quindi fare da scudiero a Mikel Landa, nuovo acquisto della Bahrain ma per Damiano Caruso fa lo stesso. Lui è il gregario, suo il compito di rendere più facile la vita del capitano. Il ragusano cresce sempre più e il lavoro per Landa sarà apprezzato da tutti. 10° al Tour dello scorso anno, portando comunque Landa ai piedi del podio. E che Tour quello dell'anno scorso. Poi quest'anno la scoperta di poter andare più lontano, con un fantastico 2° posto al giro d'Italia.
Segui il Giro d'Italia LIVE su Eurosport Player e Discovery+: scopri l'offerta bomba

Damiano Caruso conquista l’Alpe Motta: l’impresa in 200"

Un Giro da protagonista, con la ciliegina finale

Si comincia con la crono di Torino, dove si era risparmiato, poi pedala sempre con i migliori, non perdendo neanche un secondo. Segue come un'ombra Mikel Landa, lo aiuta, lo protegge, lo salva. Poi Landa finisce comunque contro uno spartitraffico e la Bahrain Victorious, che aveva creato una super-squadra attorno al basco, deve cambiare strategia. Ma nella squadra c'è un certo Damiano Caruso che non è l'ultimo arrivato. Anzi, il siciliano risponde presente: fa 6° a Ascoli Piceno, il primo arrivo in salita, è 6° posto nello sterrato di Campo Felice, perde qualcosa a Montalcino, ma è comunque 14°. È 10° sullo Zoncolan, ma il vero capolavoro lo fa a Cortina. Parte un attimo dietro, ma poi si fa la salita del Giau in maniera intelligente. In discesa aspetta Bardet e provano l'inseguimento a Bernal. Farà 3° dopo una grande rincorsa in discesa. Con lui, appunto, Bardet ma nessun altro. Comincia a maturare il sogno podio.

Caruso e Bardet insieme al traguardo, il bel gesto tra i due

A Sega di Ala fa meglio di Bernal, ad Alpe Mera lascia però qualcosa sul piatto. Già questo basta, visto che il siciliano è dietro solo a Bernal, il grande favorito, e davanti a Simon Yates. Ma nella tappa di Alpe Motta cerca il colpaccio. Pilotato da Pello Bilbao, va all'attacco addirittura a 52 km dal traguardo. Via in discesa e poi Spluga e Alpe Motta, cercando qualcosa di grande. Non riuscirà a riaprire il Giro, ma Bernal ha visto comunque i sorci verdi, aiutato da Castroviejo e Daniel Martínez fino alla salita finale. Arriva però un bellissimo successo di tappa che vale tantissimo. È oro per come è arrivato, è oro per chi ha battuto, è oro perché per Caruso è il primo successo di tappa in un Grande Giro.
https://i.eurosport.com/2021/05/30/3142244.jpg

Caruso tra Olimpiadi e Vuelta

Si aprono sicuramente nuovi scenari, adesso, per Damiano Caruso. Il 10° posto al Tour 2020 e il 2° posto al Giro d'Italia 2021 vogliono dire tanto. Se il ragusano fa un certo tipo di lavoro, può arrivare lontano. Scalatore vero, regolarista, solido in salita e forte anche a cronometro. Forse non risponderà a qualsiasi attacco, e preferisce andare del suo passo, ma Caruso ha dimostrato di poter andare forte per tutte e tre le settimane di un Grande Giro. Ecco che la Vuelta 2021 potrà essere un'occasione di conferma. Ci sarà, si spera, Mikel Landa, ma il basco non potrà arrivare a quell'appuntamento in condizione. L'infortunio alla clavicola non passa in quattro giorni e, se riuscirà ad andarci, Landa sarà ancora lontano dal miglior stato psicofisico possibile. Ecco che i gradi di capitano tornerebbero nuovamente a Caruso che spererà, a quel punto, di avere un'intera squadra a disposizione. Non come quella di quest'anno che ha visto partire - per infortunio - Landa, Mohoric, Mäder... Gli avversari non mancheranno, ma Caruso va forte. Prima della Vuelta, però, ci saranno le Olimpiadi dove Caruso tornerà a fare da gregario, questa volta per Nibali. Anche se...

Caruso, che signore: pacca a Bilbao per ringraziarlo del lavoro

Giro d'Italia
Il film del Giro: le tappe e i risultati da Torino a Milano
03/05/2021 A 16:07
Giro d'Italia
Froome il più pagato, Nibali 11°: la classifica degli stipendi
19/04/2021 A 21:53