Ci sono tappe e prestazioni che non si possono dimenticare, che rimarranno per sempre nella storia. La vittoria di Pantani ad Oropa nel 1999 è uno di quei momenti. Sì, perché la maglia rosa di quel Giro rischiò di perdere tutto quello che aveva fatto fino a quel momento, con uno sfortunatissimo salto di catena ai piedi dell'ultima salita. Ma il ciclismo è anche questo: dolore e sofferenza, sfortuna e fatica. Pantani lo sapeva e non aveva paura di questi altri aspetti del ciclismo. Si è rialzato e ha aspettato, in attesa di sferrare l'attacco. Davanti a sé tutta la squadra, con Garzelli e Velo che lo portarono fino a metà salita. Poi su del proprio passo prima di scatenare un sorpasso dopo l'altro. Uno a uno, tutti i grandi della classifica sono costretti a soccombere. Savoldelli, Clavero, Simoni, Heras, Ivan Gotti fino a Jalabert che era rimasto solo in testa. Pantani sorpassa anche il francese, che il giorno prima era ancora in rosa e sognava di riprendersela. Pantani va dritto per la propria strada, facendo anche la volata sul traguardo finale. Perché? Perché semplicemente non si era accorto di essere rimasto solo, di aver vinto, si aspettava che ci fosse ancora qualcun altro davanti a sé. Fu un'impresa, nel vero senso della parola. A volte si abusa spesso del termine 'impresa', ma quella prestazione, quella salita, quella rimonta sono la definizione esatta di impresa. Peccato che fu l'ultima della carriera del Pirata...

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L'azione decisiva

All'imbocco della salita di Oropa, a circa 8,5 km dal traguardo, Pantani è costretto a fermarsi per un salto di catena e ci vorranno circa 30 secondi per rimettersi in strada. L'episodio scatena tutti gli altri: parte Roberto Heras, lo stesso Jalabert ci crede, Savoldelli, Simoni, Miceli e Clavero sperano di guadagnare secondi sul corridore della Mercatone Uno. Velo e Borgheresi si fermano, poi anche Zaina, Brignoli e Podenzana. Tutta la Mercatone Uno è attorno al Pirata come in una cronometro a squadre. Pantani è in fondo al suo gruppetto, ma perde addirittura le ruote dei suoi, il nervosismo è alto e le gambe non possono dare il massimo. Poi è Garzelli a dare la trenata decisiva quando la salita comincia ad avere pendenze più dure: rimane solo Marco Velo a supporto di Pantani che, ai -6 km dall'arrivo, parte in solitaria nel suo tentativo di rimonta. Il lavoro della squadra è stato eccellente soprattutto per ricaricare la testa, ed ecco che il Pirata riparte, trasformando la rabbia in energia positiva. Ad ogni colpo di pedale c'è un sorpasso (ne farà poco più di 50 quel pomeriggio) e dopo 2 km ritrova un gruppetto composto da Savoldelli, Simoni e Clavero. Davanti Heras è in fuga, Jalabert prova a inseguirlo, mentre Ivan Gotti comincia a perdere terreno. Aveva esagerato nel suo ritmo, forse pensando di staccare Pantani, ma si ritrova a far fatica. Pantani sfrutta il lavoro di Savoldelli e Simoni e va a recuperare Gotti, o meglio a staccarlo senza neanche guardarlo in faccia. Qualche metro più tardi, il sorpasso su Jalabert, con Pantani che va addirittura a trionfare in solitaria. Una delle vittorie più belle di tutto il ciclismo, con Pantani che è riuscito a sorpassare davvero tutti. Il Pirata consolida così il primato in classifica e ottiene la sua seconda vittoria in quell'edizione del Giro.

22 anni fa l'impresa di Pantani a Oropa: rivivi la rimonta

L'ordine d'arrivo

CorridoreSquadraTempo
1. Marco PANTANIMercato Uno-Bianchi3h47'31''
2. Laurent JALABERTONCE-Deutsche Bank+21''
3. Gilberto SIMONIAlessio-Ballan+35''
4. Ivan GOTTIPolti+38''
5. Daniel CLAVEROVitalicio Seguros-Grupo Generali+38''
7. Paolo SAVOLDELLISaeco-Cannondale+49''
Una vittoria che rafforzò la leadership di Pantani in classifica generale, con Paolo Savoldelli che andò quasi a 2 minuti, mentre Jalabert perse ulteriormente terreno dal Pirata.

La classifica generale dopo quella tappa

CorridoreSquadraTempo
1. Marco PANTANIMercato Uno-Bianchi67h01'19"
2. Paolo SAVOLDELLISaeco-Cannondale+1'54''
3. Laurent JALABERTONCE-Deutsche Bank+2'10''
4. Ivan GOTTIPolti+2'11''
5. Daniel CLAVEROVitalicio Seguros-Grupo Generali+2'12''

L'epilogo del Giro

Per Pantani furono 4 i successi in quella edizione, trovando la vittoria anche al Passo di Pampeago e a Madonna di Campiglio (portandosi a +5'38'' sul secondo classificato Savoldelli). Ormai aveva le mani sul Giro, il suo secondo consecutivo. Quella maglia rosa, però, non fu mai vinta dal Pirata. Il 5 giugno 1999, infatti, Pantani venne fermato per un valore di ematocrito nel sangue non consentito (era a 52) e fu costretto a lasciare la competizione, con Ivan Gotti che conquistò così il Giro. Eravamo arrivati alla 21a tappa, l'ultima di montagna, la Madonna di Campiglio-Aprica e tutta la Mercatone Uno-Bianchi (diretta al tempo da Beppe Martinelli) decise di non partire in segno di protesta per l'esclusione di Marco Pantani. Il Pirata tornò poi alle corse l'anno dopo e vinse anche due tappe al Tour de France 2000 (sul Mont Ventoux e a Courchevel), ma non riuscì più ad imporsi al Giro d'Italia.

Magro racconta: Pantani e la vittoria sul Mont Ventoux nel 2000

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