La prima settimana del Giro d'Italia è andata in archivio. Quella è stata la sorpresa più significativa? Senza dubbio la maglia rosa, Juan Pedro López. Il 24enne della Trek Segafredo è al suo terzo Grande Giro in carriera. Si conoscevano le sue doti da scalatore, ma alla Vuelta 2021 e alla Vuelta 2020 non era riuscito a mettersi particolarmente in mostra. In questo Giro, partito come gregario di Giulio Ciccone, invece la svolta. La fuga nella tappa dell'Etna, la sfida con Kämna e la maglia rosa appunto. Maglia rosa che ha difeso con le unghie e con i denti nei giorni successivi, visto che Kämna ha provato a fargli qualche sgarbo. Maglia rosa che è riuscito a difendere persino sul Blockhaus, nonostante una caduta. Che colpo! Chissà quanto durerà ancora, ma lui si gode il momento. E che storia quella di López. Un ragazzo che, per permettersi di fare il ciclista, ha lavorato in pizzeria, prima di essere lanciato nel ciclismo che conta da Alberto Contador.

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Juan Pedro López: nato e cresciuto nella squadra di Alberto Contador

La tappa dell'Etna ha rivoluzionato la classifica generale dopo le prime tre tappe. C'era il primo arrivo in salita, quello dell'Etna appunto, e ad alzare le braccia al cielo è stato Kämna. Il tedesco ha battuto Juan Pedro López ma, al traguardo, lo spagnolo era comunque molto felice. Era in maglia rosa. Il 18° spagnolo in maglia rosa nella storia del Giro e dire che non ce n'era uno dal 2015, quando Alberto Contador conquistò il suo ultimo Grande Giro in carriera. 31 maggio 2015, ci sono voluti 2536 giorni per vedere un nuovo spagnolo in maglia rosa. La cosa curiosa, è che Juan Pedro López ha davvero tanto in comune a Contador. Sapete perché? Il corridore andaluso è nato e cresciuto nella Fundación Alberto Contador. La squadra di giovani messa in piedi da Contador e da suo fratello per dare una chance a tanti ragazzi che vogliono fare ciclismo nelle provincie spagnole. E proprio da questo progetto che viene fuori 'Juanpe' che ha poi debuttato nella Polartec-Kometa (la Eolo Kometa di oggi).
Quando López è entrato a far parte della Fondazione era uno dei migliori della squadra. La prima volta che è andato in Italia, è stato quando ha scalato lo Stelvio con Alberto Contador. Era ancora un po' pesante e tutti gli dicevano che doveva dimagrire. Ma era chiaramente un grande talento. [Jacinto Vidarte, addetto stampa Fundación Alberto Contador a cycling news]

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Nella seconda parte del 2019, invece, il passaggio alla Trek Segafredo. E anche qui lo zampino di Contador c'è eccome. La Trek Segafredo è stata l'ultima squadra del Pistolero che, dopo l'addio al ciclismo, ha intavolato una collaborazione col team statunitense che avrebbe preso in esame tutti i giovani usciti dal progetto Kometa, dandogli - eventualmente - la possibilità di fare uno stage in Trek. López è stato uno dei ragazzi che hanno colto questa chance e, oggi, è diventato il capitano della Trek Segafredo al Giro.
Le parole di Contador
Ogni anno organizziamo gare di selezione nel nostro campus a Pinto, da cui poi formiamo una squadra di giovani. Il primo anno in cui Juan Pedro ha partecipato a questo campus, non ha fatto la selezione. Lo odiava davvero, ma poi ci ha detto che sarebbe tornato. Un anno dopo, lo abbiamo visto di nuovo e ha fatto la selezione. Questo caratterizza la sua perseveranza. Sono orgoglioso che Juan Pedro sia il primo spagnolo in rosa dopo il sottoscritto, ma non è la cosa più bella che penso di questa situazione. È il fatto che siamo stati in grado di accompagnarlo nel suo viaggio che lo ha portato dove si trova oggi. È stato nella nostra squadra juniores, poi nella squadra U23 e un altro anno con la nostra squadra principale, poi ancora gareggiando a livello Continental. Il nostro obiettivo è allenare i corridori del nostro campus e portarli alla Eolo Kometa. Juan Pedro è quindi per noi un modello di scuola e ne siamo orgogliosi. [Alberto Contador a Cyclingnews]

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López: dalla pizzeria alla maglia rosa

Ma gli inizi di López non sono stati così facili. L'andaluso arriva da una famiglia umile dell'Andalusia e per permettersi di comprare una bici e per permettersi un po' di spese con i suoi amici, ha cominciato a lavorare molto giovane. Ma non nel senso di fare il ciclista presto, nel senso che tutti i giorni andava a lavorare nella pizzeria del Paese a Lebrija per mettere un po' di soldi da parte.
Sebbene in casa mia non sia mai mancato nulla, non ce n'era nemmeno tanto. Volevo lavorare per pagare le mie spese e mi vergognavo a chiedere soldi ai miei genitori. I soldi servivano per altre cose. Ecco perché, ad esempio, ho iniziato a lavorare presso la pizzeria del Paese. Facevamo la pasta da portare alle sagre paesane. Siamo una famiglia umile e ne sono molto orgoglioso. [Juan Pedro López a Marca]

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Non solo, López ha lavorato anche la malta col mortaio. Un lavoro di pochi giorni, anche quello per portare un po' di soldi a casa.
L'ho fatto con un mio amico. Ho lavorato diversi giorni sulla malta, per avere un po' di soldi. Volevo fare il ciclista, ma allo stesso tempo avevo bisogno di guadagnare per le mie spese. È vero che non ero per niente un pizzaiolo o un artigiano e adesso sono in testa al Giro. Ma tutti hanno lavorato da giovani per guadagnare qualcosa. Lo vedo normale. E mi emoziona perché in qualche modo mostra che, anche se sei umile, se lavori, ce la puoi fare. Questa maglia in qualche modo mostra che si può fare. Mi sono allenato molto per essere dove sono. [Juan Pedro López a Marca]

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Juan Pedro López che resta, inoltre, molto legato alla sua comunità. Juanpe è molto tifoso del Betis e sperava di avere un messaggio di incoraggiamento da Joaquin, l'ex giocatore della Fiorentina, ma anche e soprattutto storico capitano dei Verdiblancos. Joaquin non si è fatto attendere e ha mandato il suo messaggio d'augurio... Su una cyclette.

Un futuro da uomo classifica?

Da gregario a uomo classifica nel giro di pochi giorni? Non è il primo, non sarà neanche l'ultimo. Pensare che è successo anche a Tadej Pogacar. Lo sloveno, al suo primo Grande Giro, fece 3° alla Vuelta 2019, ma Pogacar aveva cominciato quella corsa come gregario di Fabio Aru. Il sardo, però, cadde subito nella cronosquadre, perse altro terreno fino a ritirarsi anzitempo. A quel punto semaforo verde per Tadej e il resto della storia lo conoscete... Ma, come detto, non è la prima volta. Proprio al Giro, Hindley prese il posto di Kelderman che non andava, Geoghegan Hart prese il posto di Geraint Thomas infortunato. Di storie così ne è piena la storia stessa del ciclismo. Vi ricordate Cunego con Gilberto Simoni? In questo caso, nessuna diatriba tra López e Ciccone, anzi, López aveva confermato - alla vigilia del Blockhaus - che avrebbe lavorato per l'abruzzese nonostante fosse in maglia rosa. Poi i verdetti li danno la strada ed è quello che conta. Ma adesso? È uno scalatore e può stare in quelle posizioni. Difficile che vinca al Giro, ma pensare ad una top 5 non sarebbe un qualcosa di sbagliato. E, adesso, con la debacle di Ciccone, tutta la Trek Segafredo lavorerà per lui.

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Dove seguire in tv e streaming il Giro d'Italia

Il Giro d'Italia 2022 sarà trasmesso in DIRETTA su Eurosport 1 e 2 (Canali 210 e 211 di Sky e su DAZN) con la telecronaca di Luca Gregorio e Riccardo Magrini e commento bonus di Moreno Moser e Wladimir Belli. Se non volete perdervi neanche un metro delle 21 tappe di questa edizione, potrete seguire il Giro d'Italia in DIRETTA INTEGRALE, dal km 0, in streaming su Eurosport Player, Discovery+ (Scopri l'offerta) e GCN+ con tanti contenuti esclusivi in più. Sarà anche possibile recuperare tutte le corse On Demand su tutte le nostre piattaforme.

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