Ci sono salite tanto belle quanto impegnative, ostiche, impassibili. Una di queste è il Mortirolo, la montagna che ti guarda in faccia, che è esigente, è un incubo. È persino difficile fare la differenza su salite di questo tipo perché, con pendenze che vanno fino al 18%, quasi nessuno ha la forza di fare una 'sparata' e lasciare tutti sul posto. La differenza la puoi fare, quando è il tuo stesso avversario a sventolare bandiera bianca, cedendo, non sentendo più risposte dal proprio corpo. Sì perché il Mortirolo è una salita di questo stampo: una salita che ti dà l'illusione di andare forte per i primi 5 km, fino a stenderti a 3 km dallo scollinamento. Vince solo chi si alimenta bene, vince solo chi si sa gestire bene, vince solo chi conosce i propri limiti. È una salita che fu inserita solo qualche anno fa al Giro d'Italia, ma che ha tanta storia. Pantani ci fece un numero, da giovanissimo, nel 1994. Fu proprio quella salita a lanciare il "Pirata” che in quell'occasione, nel Giro di Berzin, batté anche Chiappucci e Wladimir Belli, con tanti secondi e minuti di vantaggio. Ogni volta che appare al Giro ci mostra una storia nuova. Come quella del 2015, quando l'Astana provò ad intrappolare la maglia rosa di Contador. Solo, senza compagni di squadra in salita, dopo una foratura in discesa. Una preda perfetta per Landa e Fabio Aru, duo a cui si era unito anche Kruijswijk. I tre vogliono fare la differenza, ma nella foga del momento è lo stesso Aru a patire le pendenze del Mortirolo.
Su, del suo passo, ma costante, prova a rimontare Alberto Contador che con la maglia rosa addosso salterà tutti i corridori presenti sulla salita, fino a portarsi sul terzetto di testa. Aveva cominciato la salita con 52'' di ritardo, a metà salita era rientrato sui battistrada, con buone pace di Landa che scuoteva la testa perché costretto a stare con il suo compagno di squadra Aru. A vincere quella tappa fu proprio Landa, mentre Aru perse quasi due minuti da Contador. Una rimonta pazzesca, da vedere e rivedere. Un po' perché ci ricorda cosa fece Pantani, proprio lui, qualche anno dopo il Mortirolo... Era un'altra salita, quella di Oropa, ma Pantani fece un po' la stessa cosa, saltando tutti - da solo - in rimonta.
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L'azione decisiva

Il momento decisivo della tappa arriva ai -61 km, in discesa dopo il primo passaggio dell'Aprica, andando verso il Mortirolo. Contador fora in discesa, peggio non gli poteva capitare, e la Katusha di Trofimov e Zakarin parte all'attacco, cercando di sfruttare la 'sfortuna' del corridore spagnolo. L'Astana non è da meno e Aru e Landa fanno lavorare a tutta Cataldo, Tiralongo, Luis León Sánchez, Zeits e Diego Rosa. Contador perde circa 30'' per il 'pit stop forzato' e prova ad andare all'inseguimento in una sorta di cronosquadre. Sembra la scena di Pantani ad Oropa, con tutta la Mercatone Uno al proprio servizio. La squadra di Contador, però, si sfalda subito: grande lavoro in avvio di Boaro e Paulinho, ma gli altri sono già indietro. Resta con lui solo Michael Rogers, poi si ritroverà Kreuziger che era in fuga e fu richiamato per il miracolo. Anche loro due dureranno poco e l'ultimo uomo diventa Manuele Boaro che era riuscito a rientrare per dare l'ultima spinta. Il Mortirolo è iniziato e Contador comincia la salita con 52'' di svantaggio rispetto ai vari Zakarin, Trofimov, Landa, Aru e Krujiswjk. È un ritardo quasi incolmabile. Se non altro perché Contador è da solo contro tutti, non ha né compagni di squadra né altri corridori di classifica che ambiscono a rifarsi sotto per riprendere la testa della corsa
È uno spettacolo. È uno spettacolo. Sono veramente emozionato oggi perché sembra che ci sia stato un disegno, che qualcuno dall'alto l'abbia disegnata questa tappa. Mi viene in mente Oropa, mi vengono in mente tante imprese di Marco Pantani. Io non voglio fare accostamenti però sembra fatta apposta. [Riccardo Magrini in telecronaca]
Landa fa l'andatura per il suo capitano, Kruijswijk impassibile alle loro spalle. Contador recupera subito una decina di secondi, ma non riesce ad andare regolare viste le alte pendenze della salita (si arriva fino al 18%). Troverà comunque assistenza: ci sarà infatti una sorta di andatura da parte di Edoardo Zardini (Bardiani-CSF), Rinaldo Nocentini (AG2R) e quella di Igor Antón, che aiuterà comunque il connazionale nonostante fosse di una squadra rivale (la Movistar) e compagno di squadra di Amador (uno dei rivali di Contador nella generale). Insomma, la maglia rosa è stata comunque rispettata... Contador resta però distante, nella disperata missione di non perdere troppo terreno dal duo Landa-Aru. Non dimentichiamoci che dopo il Mortirolo, ci sarebbe stato anche il secondo passaggio dell'Aprica... I russi abdicano e lasciano andare via il trio Landa-Aru-Kruijswijk, ma anche il sardo - a metà salita - comincia a sentire la stanchezza e la fame, costringendo Landa a moderare il ritmo. Da una possibile battuta di caccia, è Aru che si trova ad essere braccato. Dalle retrovie infatti, a 5 km dallo scollinamento, si vede l'ombra della maglia rosa arrivare. Come un fantasma dopo l'inseguimento: non sembra vero, Aru si volta un paio di volte e alla fine scorge la presenza del leader della generale accanto a lui. Gli aveva dato 52'' grazie al lavoro di tutta la squadra, ma a metà salita Contador era riuscito a rimontare. Qualche km e Contador scatterà, perché quella salita voleva 'vincerla', era la salita di Pantani - un suo idolo - e voleva chiudere così dopo quanto successo. Arrivarono così gli ordini di Scuderia: Landa è libero di fare la sua corsa. Il basco vinse così la tappa, davanti a Kruijswijk (che vincerà comunque il GPM) e uno stremato Contador che nel mentre aveva dato quasi 2 minuti a Fabio Aru. Il Giro in pratica era finito.

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L'ordine d'arrivo

CorridoreTempo
1. Mikel LANDA5h02'51''
2. Steven KRUIJSWIJK+38''
3. Alberto CONTADOR+38''
4. Yuri TROFIMOV+2'03''
5. Andrey AMADOR+2'03''
7. Fabio ARU+2'51''

L'epilogo del Giro

Quella poteva essere l'occasione giusta per Fabio Aru, o al massimo per Mikel Landa, per ridurre il notevole svantaggio che avevano accumulato da Alberto Contador. Soprattutto considerando le fatiche del corridore della Tinkoff ad inizio salita. Invece, quella fu la tappa in cui Contador vinse in pratica il Giro d'Italia, portandosi a +4'02'' da Landa e a +4'52'' da Fabio Aru che era addirittura retrocesso in terza posizione. C'è stata, comunque, una reazione da parte del corridore sardo che ha poi vinto le tappe di Cervinia e Sestrière, frazioni che gli hanno permesso di risalire in seconda piazza nella generale e diminuire il gap con il primo posto. Contador, infatti, concesse qualcosa nell'ultima settimana, ma stravinse il Giro con un vantaggio di 1'53'' da Fabio Aru, conquistando il suo 9° Grande Giro in carriera.

La classifica finale del Giro

CorridoreTempo
1. Alberto CONTADOR88h22'25''
2. Fabio ARU+1'53''
3. Mikel LANDA+3'05''
4. Andrey AMADOR+8'10''
5. Ryder HESJEDAL+9'52''

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