Mortirolo, Monterovere, Kolovrat, Passo Pordoi, Passo Fedaia. Siamo già focalizzati sulla terza settimana del Giro, quella decisiva per assegnare la maglia rosa del 2022. Ma, visto che ci siamo, tracciamo il bilancio di quanto visto negli ultimi giorni. Dalla sfida tra i big, con la classifica generale che ha vissuto un profondo scossone nella tappa di Torino, alle sfide tra velocisti, con la sorpresa Alberto Dainese che ha sbloccato il conto dell'Italia a questo Giro. Tante le rinascite, da Nibali a Ciccone, tante le delusioni, vedi Caleb Ewan che è tornato a casa.

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Giro d'Italia
Nibali: "Voglio vincere, ma sono ancora in classifica. Contento per Ciccone"
22/05/2022 A 21:18
CHI VINCE IL GIRO 2022

Biniam Girmay, voto 8

Girmay ha fatto la storia. È il primo eritreo a vincere al Giro d'Italia, anche se non è il primo africano a farlo. Quel record appartiene all'incredibile Alan Van Heerden (sudafricano) che nel 1979 conquistò la tappa di Pesaro. Poco male, si alza sempre più la parabola di Biniam Girmay che continua a crescere e a crescere. L'anno scorso si issò sul podio ai Mondiali U23, diventando così il primo corridore di colore a salire su un podio iridato. Quest'anno ha vinto la Gand, diventando il primo africano a vincere una Classica. Ha rifinito il tutto vincendo una tappa del Giro, battendo nientedimeno che Mathieu van der Poel. Il corridore eritreo, a questo punto, si inserisce nella sfida tra VDP e van Aert per le Classiche a partire dalla prossima stagione.
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(Voto 0, però, nell'aprire le bottiglie: Girmay ha vinto la tappa di Jesi quest'anno al Giro, ma neanche il tempo di festeggiare che è andato a casa. Ha aperto la bottiglia di spumante in maniera imbarazzante sparandosi il tappo nell'occhio. Che male e che ritiro beffardo. Anche questa, chiamiamola, esperienza).

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Vincenzo Nibali, voto 7,5

Prima settimana da dimenticare per Vincenzo Nibali che però, già sul Blockhaus, aveva mostrato segni di ripresa. In questa seconda settimana non ha mollato neanche un cm, tanto da ritrovarsi addirittura all'8° posto in classifica generale. E, soprattutto, ha lottato come un leone per la vittoria nella frazione di Torino. Quella più dura di quelle affrontate finora. Ha la gamba per cercare un successo di tappa.
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Giulio Ciccone, voto 7,5

Rinascita anche per Giulio Ciccone. Lui la classifica l'aveva già lasciata perdere dopo il Blockhaus e ha pensato alla classifica di Juan Pedro López, diventando il suo angelo custode ad ogni tappa fino a Torino. Una volta persa la maglia ha subito attaccato e ha vinto, conquistando una tappa al Giro che gli mancava da tre anni. Questo deve fare nella vita, l'attaccante.

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Domenico Pozzovivo, voto 7,5

Applausi a scena aperta anche per Domenico Pozzovivo signori. È meno appariscente rispetto a Ciccone e Nibali, ma è la nostra migliore carta per la classifica generale. È 5° a 1'01'' da Carapaz. Le vere salite devono ancora arrivare, ma il corridore dell'Intermarché-Wanty Gobert ambisce a rimanere da “quelle parti”. Beh, cogliamo l'occasione anche per fare i complimenti alla squadra franco-belga che fino al 2020 era solo una Professional. Oggi vince al Giro con Girmay, fa classifica con Pozzovivo, ha gregari di livello come Hirt e Taaramäe e ha sfiorato una tappa con Lorenzo Rota. Chapeau!

Jai Hindley, voto 7

È la vera sorpresa di questo Giro. Nessuno, alla viglia, avrebbe puntato un euro su di lui. Sembrava solo una meteora dopo quel Giro 2020. L'anno scorso non si è mai visto, ma mai mai mai, e quest'anno era comunque Kelderman il capitano della Bora Hansgrohe. Jai Hindley, invece, è ancora lì a lottare per la maglia rosa con soli 7'' di ritardo da Carapaz. Ha vinto sul Blockhaus, ma ha continuato ad andar forte, come va forte la sua squadra. Carapaz ha un avversario vero in questo Giro.

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Juan Pedro López, voto 7

Non è riuscito a tenere la maglia fino al terzo giorno di riposo. Poco male, Juan Pedro López è stato uno dei migliori in questa edizione del Giro d'Italia, onorando fino all'ultimo la rosa. È un ragazzo ancora giovane e molto promettente e chissà che questa avventura in rosa non gli farà venire voglia di lottare davvero per la classifica un domani. Quel che è certo, è che ha mostrato grande personalità e grande autorità nel condurre il gruppo. Sarà lui il futuro del ciclismo spagnolo?
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Mathieu van der Poel, voto 7

Non è riuscito a bissare il successo di Visegrád, a volte anche per qualche errore di troppo dal punto di vista strategico. Ha trovato Girmay sulla sua strada a Jesi, a Genova ha lasciato andare Oldani che ne aveva di più. Ma si è buttato sempre in fuga, con azioni clamorose, pronto a dare spettacolo, come accaduto anche nelle tappe di Torino e Cogne. Non proprio il suo terreno. Mathieu van der Poel ha divertito il pubblico ed è un vero personaggio, vedi il fuoriprogramma col discorso della pizza all'ananas. Di personaggi come lui ce ne vorrebbero altri nel ciclismo moderno.

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Alberto Dainese, voto 7

È stato lui a sbloccare l'Italia che dopo 10 tappe ancora non aveva vinto. Tra il 'padrone' Démare e Gaviria, che quella volata la stava per vincere, è sbucato dalle retrovie Alberto Dainese che ha piazzato una clamorosa rimonta a Reggio Emilia. Primo successo di peso per il corridore della DSM che già l'anno scorso, alla Vuelta, aveva fatto vedere sprint molto interessanti. Siamo sicuri che sarà lui il velocista italiano del futuro.
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Stefano Oldani, voto 7

E dopo Dainese, è arrivata subito la vittoria di Stefano Oldani. Entrato nella fuga con van der Poel, ha avuto poi semaforo verde dal suo capitano per continuare l'azione nella tappa di Genova. Sfruttando il suo spunto veloce, ha poi battuto Rota e Leemreize allo sprint, conquistando così la sua prima vittoria in carriera. Il ragazzo cresciuto nel vivaio della Colpack e della Polartec-Kometa di Contador è un altro dei giovani interessanti che speriamo di vedere presto ad alti livelli. Lui sogna di vincere le Classiche...
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Arnaud Démare, voto 7

Con la vittoria di Cuneo fa 3 su 5 in volata in questa edizione del Giro. È davvero tornato quello del 2020 quando si impose in 4 volate su 4. Riuscirà a fare poker come due anni fa? Intanto Arnaud Démare ha trovato la sua vittoria n° 8 in carriera al Giro, la decima in carriera nei Grandi Giri. Bravi anche tutti quelli del suo treno. Uno su tutti il suo ultimo uomo Jacopo Guarnieri, ma anche Ramon Sinkeldam che ha una corte spietata dalla Quick Step Alpha Vinyl.

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Simon Yates, voto 7-

7, ma col meno. Sì perché quel dolore al ginocchio, patito nella tappa del Blockhaus, puzza un po'. Sì ha avuto la botta, sicuramente, ma Simon Yates ha vissuto la classifica giornata no che sempre vive in un Grande Giro. Ecco perché, fino ad oggi, ha vinto solo una Vuelta e niente di più. Poi ti combina dei numeri come nella tappa di Torino. Era lui il favorito di giornata, ma se fosse andato in fuga. Prova la fuga, non riesce ad andare, resta nel gruppo dei big e poi li batte tutti con un attacco sull'ultima salita. Che azione. È davvero un peccato che sia fuori causa per la vittoria del Giro.

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Richard Carapaz, voto 6,5

In molti si aspettavamo che Richard Carapaz avesse già un bel margine all'ultimo giorno di riposo e, invece, l'ecuadoriano ha solo 7'' di vantaggio su Hindley. Lui, comunque, ha preso la maglia rosa ed è stato, a ben vedere, quello più scattante di questo Giro. Sul Blockhaus l'unico scatto l'ha fatto lui, a Torino è lui che ha provato lo scatto a Superga, anche se poi è stato ripreso sul Colle della Maddalena. Il tutto senza squadra che in questa seconda settimana è un po' sparita. Ma Carapaz, alle Olimpiadi, l'ha dimostrato: sa fare anche senza squadra. Resta il nostro favorito n° 1.

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João Almeida, voto 6,5

Barcollo, ma non mollo. Questo 'mantra' potremmo affibbiarlo proprio al portoghese che si stacca su tutti gli scatti, ma torna sempre e non si stacca mai. João Almeida è ancora lì a giocarsi il Giro. Ha soli 30'' di ritardo da Carapaz e ha la cronometro finale a sua vantaggio. Ha davvero delle chance per vincere la maglia rosa?

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Mikel Landa, voto 5,5

Degli uomini di classifica, quello che è andato peggio è Mikel Landa. Per carità, non è uscito di classifica e, anzi, ha ancora tanto da giocarsi. Il podio è alla portata se non prende delle ciabattate, ma nella tappa di Torino ha davvero rischiato di scivolare indietro e indietro. Fortuna per lui, che al suo fianco c'era un certo Pello Bilbao che non molla mai. Anche il basco ha le sue giornate no nei Grandi Giri, se dovesse trovare continuità diventerebbe invece un cliente difficile. Posto che la cronometro finale...

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Thymen Arensman, voto 5

È un talento purissimo, tanto che la Ineos Grenadiers ha già messo le mani su di lui. E non era facile prendere l'eredità di Bardet in casa DSM dopo l'addio del francese. Thymen Arensman è però naufragato nella tappa di Torino, prendendo 10'41'' da Yates, ed è andato malissimo anche nella tappa di Cuneo. Era entrato nella fuga di giornata, ma dopo la prima salita è stato raggiunto e scavalcato dal gruppo. Non è ancora pronto per fare classifica generale.

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Mark Cavendish, voto 5,5

Che dura la vita senza Morkov. In questa seconda settimana, con due volate a disposizione, Mark Cavendish ha raccolto solo piazzamenti. Ha fatto 6° a Reggio Emilia e 3° a Cuneo. Non risultati da buttare, ma il britannico non riesce a bissare il successo di Balatonfüred senza il suo ultimo uomo. Per non parlare delle difficoltà incontrate in salita, con Cavendish lasciato addirittura da solo nella frazione di Torino. La convocazione per il Tour sembra ormai svanita visto il rendimento senza Morkov...

Caleb Ewan, voto 5

E se ne va... Ancora una volta Caleb Ewan è tornato a casa prima del tempo anche se, questa volta, il corridore australiano è quasi andato via per inerzia vista la fatica che mostrava nel pedalare. Ha pagato quella caduta della prima tappa, ma nelle ultime frazioni non veniva più sostenuto neanche dalla squadra. Almeno l'anno scorso lasciò, tra le polemiche, dopo due tappe vinte, qui va a casa con un brutto 0.
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Fernando Gaviria, voto 5

Lo abbiamo difeso in tutte le salse fino alla volata di Cuneo. Lì si è proprio perso. C'era Richeze con una gamba clamorosa che lo guardava per dirgli di seguirlo in vista dello sprint, il colombiano ha fatto di testa sua mettendosi in scia a Démare perché non aveva le gambe per seguire il proprio compagno di squadra. Se lasciasse così, senza successi, sarebbe davvero un Giro da dimenticare per Fernando Gaviria.
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Giacomo Nizzolo, voto 5

Non aveva una brutta condizione, sentendo lo sprinter brianzolo, ma di vittorie non ne sono arrivate. C'era qualcosa da registrare nel treno della Israel PremierTech nei primi giorni, ma poi si sono sempre impegnati per sostenere al meglio Giacomo Nizzolo che però allunga la collezione di piazzamenti al Giro d'Italia. Meno male che ha vinto a Verona l'anno scorso...

Dove seguire in tv e streaming il Giro d'Italia

Il Giro d'Italia 2022 sarà trasmesso in DIRETTA su Eurosport 1 e 2 (Canali 210 e 211 di Sky e su DAZN) con la telecronaca di Luca Gregorio e Riccardo Magrini e commento bonus di Moreno Moser e Wladimir Belli. Se non volete perdervi neanche un metro delle 21 tappe di questa edizione, potrete seguire il Giro d'Italia in DIRETTA INTEGRALE, dal km 0, in streaming su Eurosport Player, Discovery+ (Scopri l'offerta) e GCN+ con tanti contenuti esclusivi in più. Sarà anche possibile recuperare tutte le corse On Demand su tutte le nostre piattaforme.

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