Col successo in volata alla Volta a Catalunya, Peter Sagan si è finalmente rialzato. È vero, aveva vinto una tappa all'ultimo Giro d'Italia (quella di Tortoreto), ma in quell'occasione era andato via di forza conquistando la frazione in solitaria. Allo sprint, invece, erano quasi due anni che non si ritrovava ad alzare le braccia al cielo. Considerando anche il 4° posto, a sorpresa, alla Milano-Sanremo è lecito pensare in un grande risultato anche al Giro delle Fiandre? È comunque una corsa che Sagan conosce molto bene, avendola già vinta nel 2016. È già un successo, dopotutto, esserci, considerando che alla sua Bora Hansgrohe non era stato concesso di gareggiare alla E3 Saxo Bank Classic e alla Gent-Wevelgem di settimana scorsa, per la positività al covid di Matthew Walls dei giorni precedenti. Si era temuto di non vedere il team tedesco anche al Fiandre, ma per fortuna tutto rientrato. E quindi che Sagan vedremo al Fiandre?
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Sagan torna a vincere 165 giorni dopo: rivivi la volata

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L'esperienza c'è: Sagan può vincere una Monumento

Proviamo a dare una risposta, una risposta sicuramente non facile. In questo avvio di stagione, Sagan ha avuto tanti problemi causati dal covid e - anche se è arrivato qualche piazzamento interessante - ha faticato e non poco in queste prime corse. Sarà difficile vederlo sul gradino più alto del podio a Fiandre e Roubaix. E se pensiamo già al prossimo anno, avrà un anno in più: 32, che per questo genere di corse può essere un fattore (in negativo). Ma quel 4° posto, a suo modo spettacolare, alla Milano-Sanremo ci dice che Sagan può ancora dire tanto. Non avrà più lo spunto veloce di un tempo, ma ha sicuramente una tempra durissima. Un senso della posizione che non si può perdere e una grande caparbietà. E, come ha detto lui stesso, l'età potrà essere un'alleata per delle strategie di corsa vincenti. Quel che è certo, è che lo stesso Sagan dovrà migliorare nel suo modo di correre e cercare di sprecare meno energie possibili. Proprio nelle Classiche Monumento ha sprecato tante occasioni a causa di svariati cali di lucidità, sprecando energie per rintuzzare su questo e su quello. Ora si spera possa avere quel quid in più che sia decisivo anche contro gente del calibro di Alaphilippe, van der Poel o van Aert. Che avranno sicuramente più forza e più brio, ma meno esperienza. Noi ci crediamo.
I piazzamenti di Sagan nelle ultime Monumento
Corsa/EdizionePiazzamento
Parigi-Roubaix 2018
Milano-Sanremo 2019
Giro delle Fiandre 201911°
Parigi-Roubaix 2019
Milano-Sanremo 2020
Milano-Sanremo 2021

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Sarà difficile vederlo vincere una volata 'vera'

A nostro giudizio, sarà più facile vedere Sagan in trionfo in una Classica Monumento che in una volata di gruppo in un Grande Giro. È vero che è arrivato questo successo allo sprint alla Volta a Catalunya, ma è altrettanto vero che non affrontava gente come Sam Bennett, Caleb Ewan o Arnaud Démare. Contro questi, ahimè, non sembra avere più chance come visto all'ultima edizione del Tour prima e del Giro poi. Quel guizzo in velocità è ormai perso, o quanto meno, non si può paragonare agli specialisti delle ruote veloci. Non è un caso che Sagan sia stato dominato al Tour anche per il discorso 'maglia verde', a lui tanto caro, con Sam Bennett a sfinirlo già nei traguardi volanti. Insomma, o Sagan trova la giornata di grazia, o prova con un'azione in fuga come capitato a Tortoreto. Poi nulla gli vieta di battere tutti in una situazione di volata ristretta a 4-5 corridori, ma vederlo vincere in una tappa del Tour contro il miglior parterre possibile ci sembra ormai impossibile.

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Ribaltiamo la risposta: sì Classiche, no volate

E torniamo alla domanda iniziale, partendo dal presupposto che Sagan avesse vinto una volata di gruppo. Ribadiamo: non erano i miglior velocisti della scena. Auguriamo a Sagan altri successi così, ma lo stesso slovacco - dall'alto della sua esperienza - potrà provare nuove strade per tornare a vincere. Del resto uno che ha conquistato tre volte il Mondiale, 17 tappe nei Grandi Giri (in tutti e tre) e due Classiche Monumento, francamente, può fare tante cose. La parola d'ordine è non sprecare, non sprecare energie per rispondere a tutti. Com'era successo all'ultimo Tour... Metterci più testa e partire quando lui lo riterrà più opportuno, sempre nella speranza di avere la gamba giusta.

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