È successo per davvero! Mathieu van der Poel ha vinto la Ronde, la sua seconda Monumento della carriera dopo aver conquistato il Giro delle Fiandre già nel 2020. Quale vale di più? La prima è difficile da dimenticare, poi vinta contro il rivale di sempre van Aert. Ma questa - a nostro avviso - vale qualcosa di più. Si perché il 27 dicembre 2021, cominciata da un giorno la sua nuova stagione, si è fermato di nuovo. Di nuovo per il problema alla schiena che l'aveva ostacolato nell'annata precedente. Si sapeva che sarebbe tornato solo a marzo, con 0 corse sulle gambe. E, invece, van der Poel ha messo in fila un 3° posto alla Milano-Sanremo, la vittoria dell'Attraverso le Fiandre e, ora, la vittoria del Giro delle Fiandre. Se non è un fenomeno lui...

van der Poel è l'imperatore del Belgio: rivivi la volata

Mathieu van der Poel: le tappe della rinascita

Giro delle Fiandre
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03/04/2022 A 18:04
La sua stagione comincia il 26 dicembre, ma forse sarebbe meglio tornare a quel 26 luglio 2021. Siamo a Tokyo e VDP vuole l'oro nella prova di mountain bike. Aveva incentrato tutta la sua stagione su quell'evento, su quell'appuntamento, tanto da chiudere in fretta e furia il Tour per volare in Giappone. A Tokyo, però, non è andata come voleva. Una caduta neanche finito il primo giro e tanti saluti ai sogni d'oro. Infortunio che si porterà dietro nei mesi a venire, tanto da rinunciare ai Mondiali di Mountain Bike in Trentino. La sua stagione su strada ripartirà a settembre, giusto in tempo per fare 3° alla Parigi-Roubaix. Tutto rinviato al 2022, quindi, ma l'inizio non è confortante. Il 26 dicembre debutta a Dendermonde, e fa bene, con un 2° posto dietro a van Aert. Il 27 dicembre, però, il ritorno di quel maledetto mal di schiena. Addirittura cade e si ritira a metà corsa. Van der Poel rientra nel dramma, dovendo dire addio a tutta la stagione di ciclocross, Mondiali compresi, mancando così il poker di successi consecutivo.

Van der Poel non ce la fa più: l'olandese si ritira

Come se non bastasse, il 13 gennaio viene anche operato al ginocchio per un intervento di pulizia. Altra benzina sul fuoco per dire al neerlandese di osservare un lungo periodo di riposo. Van der Poel, questa volta, si mette l'animo in pace e si riposa, con la speranza di rientrare. Certo, sarebbe rientrato, anche per fare qualche Classica, ma nessuno si sarebbe aspettato questi successi. A sorpresa viene convocato per la Milano-Sanremo, solo qualche giorno prima della Classicissima. E sul Poggio, con Pogacar e van Aert, c'è anche lui. Anzi, farà 3° nella volata finale. Poi si presenta alla Settimana Coppi e Bartali e attacca a destra e a sinistra, trovando poi il successo nella frazione di Montecatini del 25 marzo. Il suo “tour” prosegue con Attraverso le Fiandre e Giro delle Fiandre, che vincerà entrambi. Spaventoso.

Le tappe della rinascita di VDP

-26 dicembre - 2° a Dendermonde alla prima stagionale,
-27 dicembre - Cade nella tappa di Zolder e si ritira per i soliti problemi alla schiena,
-9 gennaio - dichiara fine alla stagione di cross e salta i Mondiali,
-13 gennaio - viene operato anche al ginocchio,
-19 marzo - 3° alla Milano-Sanremo,
-25 marzo - 1° a Montecatini: 4a tappa della Settimana Coppi e Bartali,
-30 marzo - 1° all'Attraverso le Fiandre,
-3 aprile - 1° al Giro delle Fiandre,

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7a Classica vinta. Un bene sia rientrato (per il ciclismo)

E poi un bel giorno, il 3 aprile - considerata la Pasqua per ogni belga - è andato a vincere la Ronde. Per la seconda volta in carriera. È ormai una corsa che conosce come le sue tasche, considerando il 4° posto nel 2019, il 2° posto nel 2021 e appunto la vittorie del 2020. È stato perfetto nel 'gestire' Pogacar che ha piazzato scatti a profusione dal Koppenberg in poi. E non è facile gestire la veemenza dello sloveno che è riconosciuto per la letalità dei suoi scatti. Ma van der Poel è un corridore che sa fare tutto e sa stupire. Al Tour prese la maglia gialla, andò in fuga per 200 km insieme a van Aert, e resistette a cronometro, in un palcoscenico che non conosceva. Van der Poel è rinomato per non fare calcoli, per attaccare sempre a testa basta, ma ci ha sorpreso anche questa volta. La beffa della Ronde 2021 era stata troppo grande quando perse da Asgreen e si è riscattato. Ormai Pogacar lo conosce bene ed è stato lì tranquillo fin quando ha potuto farlo. Senza inventarsi attacchi assurdi che non avrebbero portato all'effetto sperato. Poi ha sofferto, e tanto, nello stare dietro allo sloveno sul Kwaremont e sul Paterberg, prima di infilarlo in un'epica volata. Chapeau Mathieu! Ben tornato e non te ne andare mai più per il bene del ciclismo. Uno che a 27 anni ha vinto 7 Classiche in carriera e che punta a migliorare ancora questa statistica nell'immediato futuro.

Le Classiche vinte da VDP

-Attraverso le Fiandre 2019,
-Freccia del Brabante 2019,
-Amstel Gold Race 2019,
-Giro delle Fiandre 2020,
-Strade Bianche 2021,
-Attraverso le Fiandre 2022,
-Giro delle Fiandre 2022,

Pogacar scatta, van der Poel resiste sul Paterberg: il momento decisivo

2a Monumento come papà Adrie. Una dinastia vincente

Parlando di statistiche, lo citavamo in precedenza, questa per Mathieu van der Poel è la seconda vittoria di una Monumento in carriera. Stacca il “nemico” van Aert, fermo a quota 1, e riparte a caccia di altri successi. In fondo, basta poco. Tra i corridori in attività il primatista assoluto è Gilbert con 5 Monumento vinte, poi ci sono Valverde con 4 e Nibali con 3. E questo van der Poel può davvero dire la sua alla Parigi-Roubaix (del 17 aprile).

Chi ha vinto più Monumento*?

CorridoriMonumento vinte
Philippe Gilbert5
Alejandro Valverde4
Vincenzo Nibali3
Mathieu van der Poel2
Tadej Pogacar2
Peter Sagan2
Alexander Kristoff2
Niki Terpstra2
John Degenkolb2
Jakob Fuglsang2
*corridori in attività
Ma una statistica interessante è quella che riguarda la dinastia van der Poel. Mathieu è figlio d'arte, perché tra gli anni '80 e i primi '90 c'era un certo Adrie van der Poel. Anche lui campione del mondo di ciclocross, anche lui vincitore di due Classiche Monumento in carriera. Adrie vinse proprio il Giro delle Fiandre nel 1986 e poi conquistò la Liegi-Bastogne-Liegi nel 1988. Parlando di famiglia, non dimentichiamoci anche di nonno Poulidor. Beh anche lui ha conquistato una Classica Monumento in carriera, quando vinse la Milano-Sanremo nel '61 davanti a Van Looy. Tutti in famiglia, quindi, hanno almeno una Monumento in carriera. Alla faccia del bicarbonato di sodio!

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