Dopo l'infortunio alla Vuelta a Burgos, c'era qualcuno che temeva la sua mancata partecipazione al Giro Donne ma, per fortuna, Marta Cavalli è ripartita alla grande. Prima il successo nella Mont Ventoux Challenge, la prima edizione femminile, e poi comunque l'ottimo 3° posto nella crono ai campionati nazionali italiani. È vero che c'è la campionessa del mondo Elisa Balsamo, è vero che c'è l'eterna Elisa Longo Borghini, ma Marta Cavalli è un po' il volto del ciclismo italiano femminile di questa stagione, considerando i successi in primavera. La ciclista della FDJ Nouvelle-Aquitaine ha portato a casa Amstel Gold Race prima e Freccia Vallone poi. È lei la vera favorita per la vittoria del Giro Rosa?

Cosa è cambiato rispetto al passato?

Sinceramente non saprei. Ipotizzo che sia stato solamente questione di tempo e quindi aumentare gradualmente l’intensità ed il lavoro e quindi acquisire più esperienza che è il frutto di anni di lavoro. Con le vittorie sono riuscita ad acquisire maggior consapevolezza? Sì, credo che la vittoria sia stata il punto chiave. Erano un po’ di mesi che me l’aspettavo, come se la pretendessi, sapevo di essere ad un buon livello, ero sempre lì, ma non avevo quella brillantezza giusta per poter centrare il risultato. Ottenuta la prima vittoria ho rotto il ghiaccio e mi sono sbloccata. [Marta Cavalli a OA Sport]
Mont Ventoux Dénivelé Challenge
Marta Cavalli nella storia, prima vincitrice sul Mont Ventoux
14/06/2022 A 12:42

Cosa c’è dietro questi grandi risultati?

Un buon team. In squadra mi trovo davvero bene, anche sul Mont Ventoux la squadra ha lavorato per me, abbiamo parlato spesso e c’è stata quindi una buona comunicazione. Il team crede in me e sono sempre disponibili, il clima è rilassato e le pressioni non le percepisco. Corro in tranquillità, pensando solo a ciò che devo fare io, niente di più

Due Classiche vinte e la corsa sul Mont Ventoux. A quale sei più legata?

Quella che porto più nel cuore è la Freccia Vallone perché è stata la prova di una grande forza fisica, è la corsa in cui stavo meglio

Le altre si guardano e Marta Cavalli piazza l'attacco: rivivi il momento decisivo

Ora la doppietta Giro-Tour. Si comincia dalla maglia rosa?

Il mio obiettivo è fare una bella corsa, dare un po’ di spettacolo e fare emozionare tutti gli appassionati di questo sport che spesso mi scrivono sui social e che spero di vedere sulle strade del Giro. Se poi si dovesse presentare qualche occasione la coglierò sicuramente, ma lo vedrò strada facendo, non voglio partire con un obiettivo preciso perché rischierei di bruciare troppe energie mentali. Conosco le mie capacità e quindi imposteremo la corsa giorno dopo giorno

Chi sarà l’avversaria più tosta?

Annemiek van Vleuten. Lei rimarrà l’avversaria più temibile sicuramente. Però in una gara a tappe ci possono essere tante sorprese, ma non voglio focalizzarmi troppo sulle altre per rimanere concentrata su me stessa

Che rapporto c’è tra le altre big italiane in gruppo?

In corsa siamo rivali come è giusto che sia, al di fuori c’è rispetto e amicizia. In gara spesso parliamo tra di noi, è un po’ una forma di svago. Quest’inverno sono stata con la Nazionale a Calpe e lì ho avuto modo di legare maggiormente con le altre ragazze che poi ritrovo alle corse

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