Anche se il mondo del ciclismo si sta godendo le meritatissime vacanze invernali, i pensieri di tutti gli addetti ai lavori sono già ampiamente proiettati verso una stagione 2023 che avrà tanto di dire, sotto molteplici punti di vista. Uno degli aspetti più importanti sarà, ovviamente, capire se Jonas Vingegaard sarà in grado di centrare il bis al Tour de France, dopo lo splendido trionfo del 2022. Anzi, leggendo quanto scritto da più parti nelle ultime settimane, occorrerà valutare anche se il danese sarà effettivamente al via della Grande Boucle dato che, al momento, non c’è nulla di sicuro o già ben definito. Il fuoriclasse della Jumbo-Visma sta analizzando in questi giorni i piani riguardanti il suo futuro, con la possibilità che possa anche prendere parte al Giro d’Italia, come vorrebbe soprattutto la sua squadra.

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Il venticinquenne (compirà i 26 anni il 10 dicembre prossimo) nativo di Hillerslev ha raccontato i suoi pensieri su quello che potrebbe essere il suo 2023: “La programmazione della prossima stagione? Non ne abbiamo ancora parlato. Lo faremo durante lo stage di dicembre. Dobbiamo analizzare le altre possibilità, come il Giro e le sue tre cronometro. Prenderò la mia decisione assieme allo staff della squadra. Ma, al momento, la mia preferenza è ancora per il Tour de France“. (Fonte: Spaziociclismo).

Su Evenepoel e Pogacar

Ad ogni modo, che si scelga la Corsa Rosa, oppure il Tour de France, per Jonas Vingegaard si aprirà una annata contraddistinta da sfide notevoli, contro rivali di altissimo livello e quanto mai agguerriti. Tra la possibile rivincita con Tadej Pogacar sulle strade transalpine, a quella con Remco Evenepoel. “È già un grandissimo corridore. Ha vinto la Liegi-Bastogne-Liegi e la Clasica San Sebastian, poi è diventato campione del mondo. Tutto questo in un un solo anno. È impressionante. Attualmente è uno dei migliori al mondo. Lo sto già tenendo d’occhio. Dovrà essere preso in considerazione nei Grandi Giri. Sta emergendo come uno dei miei principali rivali, anche se oggi Tadej Pogacar resta il corridore da battere“.

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