Dopo Omloop e Kuurne, nel terzo capitolo stagionale sul pavè del Belgio c'è gloria per l'Alpecin-Fenix. Tutto come da pronostico, col successo del favorito Mathieu van der Poel? Non stavolta. Ad alzare le braccia è Tim Merlier, più veloce di tutti nello sprint ristretto di Dour. Bravo il belga ad azzeccare i tempi della volata, risucchiando un fin troppo generoso Rasmus Tiller (Uno-X) e vincendo Le Samyn davanti al norvegese e a un ottimo Andrea Pasqualon (Wanty-Gobert). Quarto, a più di una bicicletta, è Sep Vanmarcke.

Merlier si prende Le Samyn, van der Poel rompe il manubrio nel finale

Nella sfida annunciata tra Mathieu van der Poel e Deceuninck-Quick Step, la prima parte di gara vive di ritmi altissimi. La fuga di giornata evade dopo più di un'ora, ma non prende mai il largo e a 60 km il gruppo torna sotto. È già tempo di bagarre, con un pimpante Mark Cavendish che sgambetta nelle prime posizioni. Nel finale c'è da percorrere un circuito di 26 km e al terzultimo passaggio sul traguardo, la corsa sembra già a un punto di svolta. Se ne vanno in 25, con tutte le formazioni più quotate con almeno un rappresentante. Dietro, dove ci sono anche van der Poel e John Degenkolb, sembrano rialzarsi. Davanti ci sono anche Vanmarcke e Danny Van Poppel.
Le Samyn
Merlier si prende Le Samyn, van der Poel rompe il manubrio nel finale
02/03/2021 A 16:34
Mai fare i conti senza l'oste però, soprattutto se l'oste si chiama Mathieu van der Poel. Con una sgasata delle sue, il figlio di Adrie chiude il buco, trascinandosi dietro proprio Degenkolb e a seguire buona parte dei ritardatari. Mancano 34 km al traguardo, da vivere in un sospiro. Ci riprovano Vanmarcke e Campenaerts, poi ancora il detentore del record dell'Ora, che allunga al suono della campanella dell'ultimo giro. La Deceuninck si mette in testa, a tenere il belga a bagnomaria. Campenaerts viene ripreso ai -12, poco dopo la foratura di Vanmarcke. Il corridore della Israel risucirà comunque a rientrare.
Continuano gli attacchi. Campenaerts volume III, poi Lukasz Wisniowski della Qhubeka. Van der Poel, in sordina per alcuni chilometri a rifiatare, torna in testa al gruppo nel giro di una curva e attacca sull'ultimo tratto di pavè. Solo Senechal resta con lui, MVDP tentenna. Prima non dà cambi, poi ci ripensa. Nel frattempo sono rientrati ancora Wisniowski, Vanmarcke e Danny Van Poppel. Mancano 3 km al traguardo, se la giocano loro? Sbagliato. I cinque si guardano e ai -1,5 km rientrano ancora da dietro. È volata. Van der Poel è ancora lì davanti a tirare e si capisce che non sarà della partita. Dopo aver tenuto alta la velocità, si sposta. Verrà fuori che il suo manubrio è spezzato e la volata impossibile da affrontare. Poco male per la Alpecin: Merlier risponde presenta e premia la sua squadra per il grande lavoro. La Deceuninck, invece, scompare nel finale: nessun uomo del Wolfpack è nella top 10 di giornata, il migliore è Tim Declercq (addirittura 26esimo). Prossima fermata in terra belga: sabato 6 marzo, GP Monserè.

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