Gli sloveni non finiscono di stupire. Poco da dire, il movimento sloveno è quello che sta trascinando il ciclismo negli ultimi anni, ma a tutti i i livelli. Pogacar ha vinto gli ultimi due Tour de France, Roglic ha conquistato le ultime tre edizioni della Vuelta. Pogacar ha vinto l'ultima Tirreno-Adriatico, Roglic ha vinto l'ultima Parigi-Nizza. Le ultime due edizioni della Liegi? Nel 2020 l'ha vinta Roglic, nel 2021 Pogacar. E ancora Pogacar è andato a medaglia a Tokyo nella prova olimpica in linea, Roglic è campione olimpico nella prova a cronometro. Ma ci sono anche altri sloveni vincenti. Uno di questi è Matej Mohoric, campione nazionale sloveno. In barba proprio a Roglic e Pogacar. Vincitore di due tappe all'ultimo Tour de France e, ora, vincitore della Sanremo. E dire che Mohoric si fece conoscere ancor prima di Pogacar e Roglic. Fu, infatti, campione del mondo nel 2012 e nel 2013.

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Campione del mondo nel 2012 e nel 2013

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Parliamo ovviamente di titoli iridati delle categorie giovanili, ma tant'è. L'anno scorso Mohoric ebbe la sua definitiva esplosione, a 26 anni, ma lo sloveno ha mostrato tutto il suo talento già nel 2012, quando era ancora un 18enne. Si laureò campione del mondo a Limburgo, nella categoria juniores, quando batté nella volata finale Caleb Ewan e Josip Rumac in un percorso tutt'altro che facile. Quel giorno c'era anche van der Poel che fece 9°. Mondiale 2012 che vide Mohoric fare anche 2° nella cronometro juniores (dietro a Svendsen), ma davanti a corridori come Schachmann, Van Hooydonck, Würtz Schmidt ecc.

2012 Valkenburg Mohoric

Credit Foto Twitter

Quella fu una stagione capolavoro per il corridore sloveno che portò a casa anche la classifica generale del Giro di Basilicata (più 4 tappe) e la classifica del Giro della Lunigiana. Tutte corse specializzate sui giovani, in cui Mohoric si mise in bella mostra. L'anno dopo arrivò il primo contratto con la squadra Continental della Sava e si espresse ancora a buoni livelli. 3° nella classifica giovani del Giro di Slovenia, 4° ai campionati nazionali di Slovenia ma, soprattutto, una grande prestazione al Tour de l'Avenir 2013. La versione giovanile del Tour de France. Non era corridore da classifica, ma sfiorò la vittoria in due occasioni. A Châtel (anticipato da Simon Yates) e a Plâteau des Glières (battuto da un certo Alaphilippe). È solo l'antipasto per la seconda parte della stagione, quando fa 7° al Giro di Lombardia giovanile ma, soprattutto, vince un altro titolo iridato, Non più juniores, questa volta Under 23, a Firenze, dove si mise alle spalle ancora Caleb Ewan oltre a Meintjes e Alaphilippe. Un'altra stagione importante per lo sloveno che fu così messo sotto contratto dalla Cannondale.

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Come spesso capita, però, chi fa molto bene da dilettante non riesce a riconfermarsi nel mondo dei pro. Almeno non subito. E Mohoric deve aspettare per farsi un nome tra quelli più grandi. I due anni alla Cannondale sono da dimenticare e nel 2016 va alla Lampre. Con il team italiano centra il primo successo personale da pro, ma siamo soltanto al Tour of Hainan. Intanto partecipa al Giro 2015 in supporto di Diego Ulissi, ma senza guizzi particolari. Nel 2017 fa un primo step. Fa ancora il Giro, questa volta in supporto di Rui Costa e Polanc, ma anche qui si vede poco. Fa benissimo però alla Vuelta dello stesso anno, quando vince la tappa di Cuenca anticipando Poljanski, Rojas e De Gendt dopo una lunga fuga. Una tappa che ricorda una Classica del nord. Da quel momento comincia ad avere più credibilità e viene ingaggiato dalla neonata Bahrain Merida. Qui fa il gregario di Domenico Pozzovivo che chiuderà 5° in classifica generale e si prende anche il tempo di vincere una tappa, conquistando la frazione di Gualdo Tadino nel 2018. Ma, da quel momento, comincerà il suo lavoro in favore dei capitani.

Matej Mohoric, Gualdo Tadino, Giro d'Italia

Credit Foto LaPresse

Nel 2020 è al fianco di Landa al Tour e poi di Poels alla Vuelta. Nel 2021 scende ancora in campo per Landa, al Giro d'Italia, ma il basco esce di scena troppo presto. Lui però continua a mettersi a disposizione e fa un gran lavoro per Damiano Caruso, anche se è costretto a lasciare nella tappa di Campo Felice proprio dopo aver fatto partire un'azione in combinata con Mäder per lanciare Caruso. Al Tour viene chiamato di nuovo in causa, questa volta per Jack Haig che si infortuna ben presto. Lasciato libero, riuscirà poi a vincere due tappe.

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Può vincere anche lui su ogni terreno

Come detto, prima di questa Milano-Sanremo, prima ancora del 2021, Mohoric aveva nel suo palmarès già una vittoria alla Vuelta e una al Giro d'Italia. Non poco. Nel 2021 la sua definitiva esplosione col successo di due tappe al Tour de France. Senza dimenticare il campionato nazionale sloveno e una tappa al Benelux Tour dove ha sfidato per la classifica generale il suo stesso compagno di squadra Sonny Colbrelli. Mohoric è un corridore completo, che può vincere su tutti i terreni, in tutte le competizioni, non ultimo il successo alla Milano-Sanremo. E chissà che un giorno possa essere performante anche sulle pietre, intanto si è piazzato anche 4° alla Liegi di due anni fa. Insomma, se c'è una fuga importante, c'è il rischio di vedere Mohoric lì dentro. È un corridore sempre all'attacco se non occupato in compiti da gregario. Le azioni in discesa sono il suo forte, ma ha anche un discreto spunto veloce e può vincere una volata a ranghi ristretti. Quale sarà la prossima conquista dello sloveno?

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