Assegnare le fantomatiche stelline ai favoriti di una corsa ciclistica è un’operazione divertente, ma non sempre facile. E se la gara in questione si chiama Milano-Sanremo, il rischio di dimenticare qualcuno è quasi inevitabile. Sabato 19 marzo si disputa la 113esima edizione della manifestazione sportiva che annuncia la primavera e se nel giochino di cui parliamo qui sopra è piuttosto facile inserire i nomi di gente come Wout van Aert o Tadej Pogacar, più complicato è prevedere cosa aspettarsi dalla pattuglia italiana in gara, che tra assenze, giochi di scuderia e una forma ancora da registrare non potrà che recitare un ruolo da outsider.

Viviani come un missile: 1a vittoria con la Ineos, rivivi la volata

CHI VINCE LA SANREMO 2022?
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Due carte in casa Ineos Grenadiers. Lo squadrone britannico ha convocato una formazione valida per tutte le stagioni, uno schieramento dove a parte il buon Luke Rowe gli altri sei possono spartirsi i gradi di capitano con percentuali tutto sommato simili. Tra questi, ci sono i nostri Filippo Ganna ed Elia Viviani. Il primo è il volto e il corpo statuario del nostro movimento, uno con un fisico talmente da supereroe che gli vien chiesta sempre la Luna. Nel 2021 si sacrificò per i compagni, come andrà quest’anno? Alla Tirreno-Adriatico ha dimostrato una gran gamba anche in salita e sul Poggio potrebbe resistere e provare poi un’azione di ritorno sull’Aurelia, à la Stuyven. Certo, se uno come Tadej Pogacar dovesse sgasare alla sua maniera sull’ultima ascesa sarebbe dura ricucire (e non solo per Pippo). L’incognita, poi, è legata alla salute, visto che il verbanese ha avuto la febbre nei giorni passati. Viviani, invece, è l’uomo di riferimento in caso di volatona. Il suo inizio di stagione è stato confortante, con la vittoria al Tour de la Provence e due podi di tappa a la Comunitat Valenciana. Poi, però, un UAE Tour complesso e il ritiro alla Tirreno. Probabilmente non è l’Elia dei giorni migliori e dal suo punto di vista bisognerà lottare anche contro la tradizione recente della Sanremo, che non vede un arrivo allo sprint dal successo di Arnaud Demare nel 2016.

Nizzolo ci va vicino, ma vince Bauhaus: rivivi la volata

Un altro che vorrebbe giocarsi le sue chance allo sprint è Giacomo Nizzolo. L’indicatore della sua condizione sembra puntare verso l’alto e anche se non ha ancora vinto con la maglia della Israel Premier Tech, viene da un positivo secondo posto nell’ultima frazione della Tirreno-Adriatico. Inoltre, fatto di non poco conto, dovrebbe avere una squadra al suo servizio. Nelle ultime tre edizioni si è sempre piazzato discretamente bene, con il quinto posto del 2020 come highlight. Restando nel campo delle ruote veloci, ci sono dei corridori dai buoni numeri, ma che condividono la squadra con dei capitani designati. È il caso di Simone Consonni, al fianco di Bryan Coquard nella Cofidis, e di Niccolò Bonifazio, compagno di Peter Sagan alla TotalEnergies. Il secondo in particolare, corre sulle strade a lui care. Nel 2019 fu protagonista di uno spettacolare attacco in discesa, mentre nel 2015 fu quinto nel giorno di John Degenkolb.

La discesa da brividi di Niccolò Bonifazio durante la Milano-Sanremo: don't try this at home!

Su corridori di spessore come Gianni Moscon (Astana) e Alberto Bettiol (EF Education Easy Post) resta un punto di domanda visto l’attuale stato di forma. E se loro almeno sulla carta ci saranno, hanno dovuto alzare bandiera bianca altri pedalatori che avrebbero potuto dire la loro. Davide Ballerini, ad esempio, che dopo il forfait di capitan Julian Alaphilippe poteva anche mettersi in proprio. O Matteo Trentin, alternativa a Tadej Pogacar, costretto alla rinuncia dopo la caduta alla Parigi-Nizza. A fianco dello sloveno, ci saranno anche un pimpante Alessandro Covi e il veterano Diego Ulissi, che però non ha mai brillato in carriera alla Classicissima. Tra gli assenti, invece, figura anche Sonny Colbrelli. Il vincitore della Parigi-Roubaix 2021, capace di quattro top 10 alla Sanremo, è uno dei tanti corridori del gruppo messi ko dalla bronchite. Ci sarà Mattia Cattaneo e chissà che non si muova sul Poggio. Andrea Vendrame (Ag2R Citroen) e Andrea Pasqualon (Intermarché Wanty Gobert, la squadra di Alexander Kristoff) , invece, sono altri due uomini che mirano allo sprint.

Nibali, sei nella leggenda! L'Italia torna a vincere la Milano-Sanremo dopo 12 anni

Il miglior italiano alla Sanremo nelle ultime edizioni

2021S. COLBRELLI (8°)
2020G. NIZZOLO (5°)
2019V. NIBALI (8°)
2018V. NIBALI (1°)
2017E. VIVIANI (9°)
2016F. POZZATO (8°)
2015N. BONIFAZIO (5°)
2014S. COLBRELLI (6°)
2013L. PAOLINI (5°)
2012V. NIBALI (3°)
L’obiettivo, in generale, è cercare di restituire vigore a una tradizione che in tempi recenti si è piuttosto ingiallita. Negli ultimi quindici anni, un solo italiano è stato profeta in patria in questa corsa così antica. Non uno qualsiasi, Vincenzo Nibali. Nel 2018, la pinna dello Squalo uscì dall’acqua sul Poggio, per poi fendere la discesa di rientro sull’Aurelia e disegnare una scia che tutti gli avversari poterono solo ammirare da vicino e restarne abbagliati nell’oceano di folla in via Roma. Il siciliano ruppe un digiuno che durava dalle grandi volate dei primi anni Duemila, quando vincevamo in serie con velocisti del calibro di Mario Cipollini, Alessandro Petacchi, Paolo Bettini e Filippo Pozzato. Intorno al successo dell’allora corridore della Bahrain, vacche magre. Anzi, magrissime.

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