Nel panorama ciclistico attuale, c’è probabilmente un solo corridore in grado di non impallidire dinanzi allo strapotere disumano di Tadej Pogacar e il suo nome è Wout van Aert. Un pedalatore generazionale come il giovane collega sloveno, un talento capace di attirare l’attenzione della gente con la sua sola presenza alle corse, una macchina da guerra che non teme percorso né rivale. Un uomo fatto spettacolo, in poche parole, ed è quello che da lui ci si attende sempre. Anche alla 113esima edizione della Milano-Sanremo, in programma sabato 19 marzo.

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Simbolo della primavera in arrivo, è la corsa che più di ogni altra tra le nobili sorelle si presenta seducente agli occhi di un incredibile numero di corridori, ma che si rivela puntualmente subdola, sfuggente, inafferrabile per la maggior parte di loro. Non per Wout, già padrone in via Roma nell’insolita edizione agostana del 2020. Vi ricordate la trama finale di allora? Julian Alaphilippe attacca sul Poggio, solo van Aert risponde a dovere. Il belga chiude il piccolo gap nella veloce discesa che riporta sull’Aurelia e svernicia il rivale nella volata tra campioni di Sanremo. Un magnifico duello.

I piazzamenti di van Aert nel 2022 (ciclismo su strada)

Parigi-Nizza - ottava tappa
Parigi-Nizza - settima tappa62°
Parigi-Nizza - sesta tappa
Parigi-Nizza - quinta tappa98°
Parigi-Nizza - quarta tappa (crono)
Parigi-Nizza - terza tappa
Parigi-Nizza - seconda tappa
Parigi-Nizza - prima tappa
Omloop Het Nieuwsblad
Quell’anno, il nativo di Herentals arrivava alla corsa con in tasca la Strade-Bianche di una settimana prima e il terzo posto alla Milano-Torino, le sue prime gare dopo lo stop forzato dalla pandemia. Stavolta, se possibile, lo fa con un percorso di avvicinamento ancora più brillante e dopo aver raggiunto un livello più avanzato nella sua evoluzione da corridore. Il successo alla Omloop Het Nieuwsblad di fine febbraio è stato di debordante bellezza. La Parigi-Nizza, il simbolo della completezza eccezionale di questo corridore. Primo a cronometro, tre volte sul podio in tappa in volata, tra i più forti anche in salita, nella frazione finale anche più del capitano Primoz Roglic. Un robot senza punti deboli.

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Certo, per portare a casa una gara “facile” e ambita come la Sanremo serve anche dell’altro. Forza e classe, ma pure opportunismo e un’immancabile dose di buona sorte. Van Aert attende la Classicissima, come tutto il gruppo attende lui. Favorito numero uno designato, il faro di questa corsa e per questo osservato da chiunque da che la gara entrerà nel vivo e chissà, magari anche da prima. Lui dovrà essere bravo a non farsi imbrigliare, ma anche a non eccedere in generosità. Un po’ quello che gli è successo nel 2021. La risposta ad Alaphilippe, sempre lui, sul Poggio, sempre là. L’attacco in prima persona, respinto. Le chiusure sulle stilettate dei rivali, a ripetizione. Fino alla sparata decisiva di Jasper Stuyven, la scelta (o la necessità fisica?) di non reagire, per poi concludere con un terzo posto insoddisfacente per uno come lui.

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Da questo punto di vista, un aiuto, se così si può dire, potrebbe arrivare proprio dalla presenza di Tadej Pogacar. In contumacia di Alaphilippe, sarà l'alfiere della UAE Emirates il fuoriclasse con cui spartire il peso della corsa e le attenzioni degli altri. Lui, Wout, difficilmente si muoverà prima del Poggio. Da lì, però, in quei dieci minuti di apnea e con quasi 300 chilometri nel motore, ogni momento potrà essere buono. Proprio sulla salita finale, nella picchiata successiva, con una sparata nel piano verso Sanremo, in una volata di gruppo o ristretta. Perchè parliamo di Wout van Aert, l'uomo buono per tutte le stagioni.

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