Si, è tutto vero. Per Filippo Ganna questa sarà la prima mattina da campione del mondo, chissà se avrà dormito con l’oro al collo o sotto il cuscino. La dimostrazione dello strapotere del 24enne nella prova a cronometro lo attesta nell’olimpo del ciclismo italiano, essendo il primo iridato nella specialità della storia. Come se non bastasse, solo in due (Boardman e Wiggins) si sono laureati campioni del mondo sia nell’inseguimento individuale che nella crono su strada.

“Sento la sensazione di qualche cosa di storico – ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport – soprattutto perchè sono il primo italiano a vincere questo titolo e ci sono riuscito in Italia. Ho percepito il tifo in strada, e le urla dell’ammiraglia. Ed è speciale il traguardo all’interno dell’autodromo di Imola, dove tra qualche settimana ci saranno i bolidi di F1”.

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Modalità aereo: ecco il segreto di Filippo

“Il segreto del successo forse è da cercare nel periodo di altura che ho passato dopo la Tirreno-Adriatico a Macugnaga, al rifugio Oberto-Maroli. Ho dormito a 2800 metri e poi andavo ad allenarmi molto più in basso. Una novità che con il mio allenatore Dario Cioni abbiamo introdotto quest’anno. È stato importante per il fisico e anche perchè non c’era il wi-fi! Mi collegavo in pratica solo dopo i pasti, così non ho controllato i social.Non ho letto eventuali commenti che mi consideravano il favorito. Poi, ha piovuto 5 giorni su 7 e oltre 2000 metri a volte c’erano 4 gradi. Magari ti poteva passare la voglia. A me no, c’era un Mondiale da provare a vincere”.

La strategia (vincente) di gara

“Sapevamo che bisognava fare la differenza nella prima parte, perchè nella seconda con il vento a favore i distacchi non sarebbero stati grandi. Nel finale ho preso qualche rischio in meno. Non è stato facile da gestire. Il meteo non era perfetto, c’era tanto vento e io ho cercato di sfruttare al meglio i vantaggi della posizione aereodinamica”.

...e adesso il Giro d’Italia

“È il mio primo grande giro e mi aspetto che saranno 21 giorni di enorme fatica. Ho un grande capitano come Geraint Thomas e dovrò aiutarlo. Senz’altro la prima maglia rosa sarà un obiettivo. Ma tutt’altro che facile perchè i rivali saranno tanti e due come Thomas e Dennis ce li ho in casa. Non parto soltanto per mettere il numero sulla schiena. Lo stesso farò in Sicilia”.

La dedica speciale del ct Cassani

Su Facebook sono arrivate le parole, toccanti, di Davide Cassani che in un'altra giornata speciale da commissario tecnico della nazionale ha rivolto un pensiero al suo papà che non c'è più:

"Quando martedì scorso sono arrivato a Imola ho parcheggiato l’auto, ho raggiunto i box e sono entrato in pista dove stavano montando il traguardo. Ho pensato a mio Babbo, a quando mi portò, 52 anni fa, a vedere il campionato del mondo vinto da Vittorio Adorni. Fu quel giorno che mi innamorai del ciclismo e ne feci una ragione di vita. Sullo stesso traguardo ho vinto da Juniores nel 1979, la mia prima corsa da dilettante nel 1980 e tre anni dopo ho colto il mio primo piazzamento da professionista: secondo alla Coppa Placci. Oggi Filippo Ganna mi ha regalato un’emozione indescrivibile, ha vinto il campionato del mondo. Mio babbo non c’è più e questa è l’unica nota triste di questa fantastica giornata."

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