Alla maniera dei più forti, da favorito, dominando. A Imola, Filippo Ganna si laurea campione del mondo a cronometro in una giornata storica per lui e per il ciclismo azzurro: mai l'Italia aveva vinto l'oro in questa prova dalla sua introduzione, nel 1994. Ce l'ha fatta il 24enne di Verbania, in un trionfo senza appello per ogni avversario. Tutti impotenti di fronte ai suoi muscoli. Dal fenomenale Wout van Aert, che si aggiudica la piazza d'onore in un 2020 sempre più straordinario, al campione europeo della specialità, Stefan Kung. Fino agli altri favoriti della vigilia, come il bi-campione uscente Rohan Dennis (quinto) e Tom Dumoulin (appena decimo), impalliditi come tutti di fronte alla pedalata del nostro numero uno.

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L'ordine d'arrivo della crono mondiale

1. GANNA Italia35:54.10
2. VAN AERTBelgio+26.72
3. KUNGSvizzera+29.80
4. THOMASGran Bretagna+37.02
5. DENNISAustralia+39.76
6. ASGREENDanimarca+47.13
7. CAVAGNAFrancia+48.35
8. CAMPENAERTSBelgio+52.81
9. DOWSETTGran Bretagna+1:06.38
10. DUMOULINPaesi Bassi+1:14.06

Inutile girarci intorno: da Filippo Ganna ci si aspettavano grandi cose in una giornata come questa. Trentunvirgolasette chilometri di gara disegnati per specialisti puri delle prove contro il tempo, con rettilinei ammazza-gambe, curve strette col contagocce e dislivello pressochè inesistente. Certo, vincere da favoriti non è mai semplice, ancor meno a 24 anni e con un parterre regale a competere. Il corridore della Ineos, in ogni caso, ha tempo per preparasi mentalmente alla gara visto che parte per penultimo, appena prima di Dennis. Ma l'Italia è protagonista anche nella prima metà di gara. Merito di Edoardo Affini, che si prende la scena in attesa dell'avvento dei favoriti. Il mantovano segna il miglior tempo all'intermedio e si ripete al traguardo, alzando l'asticella a un crono che gli varrà il quattordicesimo posto finale. Ci vuole infatti un superbo Geraint Thomas per schiodare l'alfiere della Mitchelton Scott dall'angolo del leader. Il gallese ha un altro passo, rifila quasi un minuto ad Affini e sente il profumo della medaglia. Ma la gara è appena cominciata.

Filippo Ganna

Credit Foto Getty Images

Da Victor Campenaerts in poi la gara è senza respiro. Il belga e poi Kasper Asgreen, Remi Cavagna e Wout van Aert avvicinano il tempo di Thomas all'intermedio pur senza superarlo. Sembra profilarsi una lotta serrata per le medaglie, con tanti contendenti in pista. C'è anche Tom Dumoulin, anche se espressione e posa in bicicletta non sembrano quelle dei giorni migliori. Finchè gara ed equilibrio vengono scossi dal sagomone di Filippo Ganna che invade il check point dei 14,9 km: 35 secondi di vantaggio su Geraint, clamoroso. Un tempo reso ancor più nobile dal crono di Rohan Dennis, che circa un minuto più tardi passa di là con venti secondi di ritardo dall'azzurro. Manca una vita, da affrontare controvento tra l'altro, ma la tavola è apparecchiata per qualcosa di speciale. E infatti.

Il ritorno verso l'Autodromo dove è posto il traguardo è dolce per Ganna. Impeccabile alla guida della sua bicicletta. Dumoulin si eclissa, Cavagna, Asgreen e Campenaerts restano dietro Thomas. Non lo fa van Aert, che si prende un effimero primato. Perchè di lì a poco arriva Ganna, che svernicia tutti. Il belga della Jumbo-Visma può solo che applaudire. Rimane Dennis, ma l'australiano non ne ha più. E finisce addirittura giù dal podio, per la gioia di Stefan Kung. La festa azzurra può iniziare: dopo gli argenti di Chiurato e Malori e il bronzo dello stesso Ganna un anno fa, ci prendiamo anche il metallo più splendente.

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