Non si sono fatte attendere le reazioni in merito alla positività di Davide Rebellin ai Giochi Olimpici di Pechino. Il corridore veneto, che lo scorso anno in Cina conquistò la medaglia d'argento nella prova di ciclismo su strada, avrebbe assunto l'ormai famigerato Cera, l'Epo di quarta generazione. Questo, almeno, quanto emerso dai nuovi test antidoping disposti dal Cio ed effettuati, pensate un po', addirittura nove mesi fa. La notizia viene fuori quasi un anno dopo, quando ormai nessuno più ci pensava. Nonostante questo il ciclista azzurro si sente innocente: "Sono tranquillo e con la coscienza a posto: non ho preso nulla". Sono state queste le prime parole pronunciate da Davide Rebellin, nel corso di un'intervista al Tg2. "Voglio solo dire che vado avanti con tutte le mie forze per dimostrare la mia estraneità e la mia innocenza rispetto a queste accuse", ha aggiunto il corridore veneto che di recente ha vinto la sua terza Freccia-Vallone. "Non so cosa sia successo - ha poi aggiunto - si tratta certamente di un errore. E' impossibile che io sia risultato positivo, perché non ho niente da nascondere".
Il primo a non crederci, com'è ovvio che sia in questi, è il diretto interessato, che per bocca della moglie e procuratrice, Selina Martinello, fa sapere che "Davide non sa nulla, è distrutto. Cadiamo dalle nuvole. Abbiamo già parlato con un direttore sportivo della Diquigiovanni. Ora dobbiamo restare lucidi di fronte a questa cosa incredibile. Abbiamo spedito la richiesta delle analisi del campione B. Andremo fino in fondo".
Intanto il Coni, così come rivela lo stesso presidente Giovanni Petrucci, ha già preso posizione: Rebellin è stato immediatamente sospeso dal club olimpico, ma non solo. Il corridore veneto è stato anche sospeso dall'attività agonistica in generale, con il procuratore antidoping del Coni, Ettore Torri, che ha anche aperto un'inchiesta sulla vicenda. Rebellin è stato convocato, al fine di chiarire la sua posizione, per le 12:00 di lunedì prossimo presso lo stadio Olimpico di Roma.
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La Diquigiovanni Androni, appresa la notizia, ha diramato immediatamente un comunicato attraverso il quale rende nota la sospensione del corridore fino a data da destinarsi. "Il provvedimento è coerente con la nostra linea di assoluto rigore contro il doping. Premessa la totale estraneità della nostra squadra dalla presunta positività di Davide - prosegue la note - in quanto l'atleta nella passata stagione militava nella Gerolsteiner (già, la Gerolsteiner, la stessa squadra di Schumacher e Kohl, ndr), restiamo sconcertati e increduli: speriamo che le controanalisi possano dare ragione al corridore che si dichiara innocente".
Rebellin è lo stesso corridore che, una volta transitato sul traguardo di Pechino, aveva detto: "Questa è la medaglia del ciclismo pulito. Mi sono sempre allenato duramente e tutto quello che ho conquistato me lo sono guadagnato sul campo...".
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