Cosa mi è rimasta dell’incidente? La paura. Fino a quel giorno non l’avevo mai avuta, non avevo mai pensato di essere a rischio come ciclista.

Una settimana esatta fa Letizia Paternoster, 20enne stella della pista azzurra e grande speranza del ciclismo italiano anche in ottica Tokyo 2020, veniva investita da un auto a Riva del Garda a pochi passi dalla sua abitazione, mentre affrontava una rotonda in bici. Un incidente che gli ha lasciato una frattura allo scafoide e la consapevolezza che il problema della sicurezza dei ciclisti è serio e va affrontato come ha raccontato alla Gazzetta dello Sport.

Ciclismo
Letizia Paternoster: se l’hai fatto una volta, puoi farlo sempre
25/11/2019 A 15:32
Ero al centro della rotonda quando la macchina mi ha agganciato al centro del cofano. L’auto mi ha trascinato avanti, poi ho inchiodato e sono caduta giù. Il guidatore si è fermato, piangeva, ha ammeso le sue colpe. Sono un tuo tifoso, sono uno che andava anche in bici, mi ha detto disperato. Poteva finire molto peggio, oh sì. Se la macchina era di un altro tipo, ero finita sotto. Io ci credo che mi ha investito non mi ha visto. Bisogna rendere virali messaggi come questo: ‘Pensate a noi ciclisti come vostri figli, volete farli morire così’. Servono norme che tocchino i guidatori delle auto, così ci penseranno due volte. E bisogna provare anche qualche azione simbolica alle gare.

"Tokyo 2020 il sogno che diventa obiettivo"

Parlando degli obiettivi per il 2020, il bersaglio grosso di Paternoster eè senza dubbio Tokyo 2020...

Tokyo è il sogno che sta diventando l’obiettivo, la realtà. Abbiamo fatto passi in avanti enormi da Rio 2016, ma non dobbiamo più rallentare, perché tanti altri quartetti sono diventati forti. Fino all’Olimpiade farò tutto per la pista, anche se farò le classiche su strada.

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Letizia chiude con un aneddoto su Michele Scarponi...

Non sono una che si emoziona e nella mia vita ho pianto solo una volta. E l’ho fatto per Michele Scarponi, quando al Giro 2016 si fermò ad aiutare Nibali al Colle dell’Agnello. Questo è il mio idolo, dissi quel giorno, più di Nibali. Non ho mai conosciuto Michele, era il mio sogno incontrarlo. Lo cercavo su Youtube, guardavo le sue interviste, i video con il pappagallo sulla spalla. Mi ero appassionata a lui.

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