Il post su Instagram di sabato di Filippo Pozzato, riferito a un episodio di venerdì, è inquietante. L'ex corridore racconta di come ha rischiato morire menttre pedalava tranquillo dal suo lato della strada e un camion ha invaso la sua corsia, costringendolo a una manovra eversiva per salvarsi che l'ha fatto precipitare a terra, fortunatamente senza conseguenze.
Per chiarire l'accaduto, il ciclista è stato raggiunto dalla Gazzetta dello Sport, e in un podcast ha raccontato meglio la dinamica di quello che poteva essere un incidente dalle gravissime conseguenze e che invece, per fortuna, si è risolto con qualche ammaccatura grazie alla prodezza di Pippo.
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Pozzato era sulla Discesa della Rosina, luogo iconico per i ciclisti che si trova tra i colli veneti nella zona di Marostica (VC) e che il corridore conosce benissimo. Stava pedalando tranquillamente dal proprio lato della strada, quand'ecco lo spavento: "Mi sono visto in faccia un camion in salita un metro dentro la mia corsia. Io non ero un super-drago in discesa quando correvo e non rischio adesso, figuriamoci, andavo a 50 all’ora".
Il primo pensiero è stato sono morto e mi sono salvato grazie alla mia abilità da ex professionista: ho frenato, l’ho evitato per un pelo e sono andato a sbattere sul guardrail. Se ci fosse stato un altro, parleremmo di una nuova tragedia. Sì, ho pensato a Scarponi. E il camion non si è fermato
Una situazione pericolosissima, dunque, aggravata anche dall'omissione di soccorso, perché Pozzato è caduto e ipoteticamente avrebbe potuto anche necessitare di aiuto, ma il conducente non si è fermato. Questa negligenza però potrebbe anche derivare da altro: se il camionista era distratto da qualcosa mentre guidava, potrebbe non essersi accorto di nulla di ciò che stava accadendo a Pozzato e quindi ha proseguito ignaro la sua strada. Il tema della sicurezza stradale, quindi, in questo caso torna più vivo che mai: "Fortunatamente è andata molto bene, solo qualche abrasione. La gente al volante è sempre più arrabbiata e mette in pericolo chi va in bici, e non parlo solo di noi, ma anche della signora che va a fare la spesa".
Serve educazione, bisogna iniziare a educare i giovani sin da piccoli, però anche noi dobbiamo rispettare gli automobilisti: l’educazione stradale deve entrare nelle scuole, dobbiamo rispettarci a vicenda.
Quali consigli si possono dare dunque per evitare episodi simili? "State sempre attenti quando pedalate, non distraetevi e soprattutto non tagliate le curve. Il rischio è sempre quotidiano, rispetto al passato ci sono molte più auto in giro. E io adesso ho paura ad andare per strada, pedalo a destra, molto più che a destra, perché ho paura che qualcuno mi investa da dietro".
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