Vincenzo Nibali griffa il Tour de France da defending champion vincendo la diciannovesima tappa, terza alpina di questa Grande Boucle. E finalmente, incassati ventagli, cadute, forature, deposto sui Pirenei, il nostro capitano mette un altro sigillo in Francia, vincendo la sua quinta tappa al Tour dopo lo splendido poker giallo di un anno fa. Sheffield, la Planche des Belles Filles, Chamrousse, Hautacam e La Toussuire sono i 30 di Vincenzo Nibali all'università del ciclismo, dal Regno Unito ai Vosgi, dai Pirenei alle Alpi bis.

La gioia di Vincenzo Nibali per il successo nella 19a tappa a La Toussuire, AFP

Credit Foto AFP

La parola attacco è la sintesi perfetta della tappa di Vincenzo Nibali, che scatta a pochi metri dalla partenza in salita di Saint Jean per entrare nel primo gruppetto in fuga sul Col du Chaussy. Contador però s'è già alzato sui pedali e due così, in fuga da inizio corsa, non piacciono alla gialla a prescindere dalla classifica generale. Tutto rimandato allora sull'Hors Catégorie del Col de la Croix de Fer: 22.4 chilometri al 6.9% che accendono la miccia alpina dopo due giorni di fuochi di paglia.
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Sui primi tornanti dell'HC infatti, salta subito ed esce di classifica Geraint Thomas mentre Nibali manda Grivko e Scarponi a menare l'andatura sgretolando il gruppo maglia gialla. Christopher Froome non si scompone oltremodo davanti ai primi attacchi alpini di Contador, Nibali e Valverde esitando solo per un salto di catena nella parte centrale della Croix de Fer. Così, il chilometro 79 diventa l'epicentro della tappa quando Froome mette lo scarpino a terra e Nibali sferra l’attacco vincente, all'inseguimento di Pierre Rolland.
A cinquanta chilometri dall'arrivo, il corridore della Europcar scollina sulla Croix de Fer con un minuto di vantaggio su Nibali immediato inseguitore in discesa. Vincenzo ricama qui la sua tappa perfetta in chiave tattica, scalando con Rolland il Col du Mollard prima di staccarlo all'imbocco della Toussuire per l'assolo finale. Nibali è anche fortunato quando il vincitore di ieri, il formidabile discesista Romain Bardet, deve rinunciare all'attacco in picchiata sui due battistrada per un problema al cambio: un difetto meccanico che gli impedisce di sviluppare il rapporto lungo in fase di rilancio sui pedali.
Estromessi sia Bardet che il gruppo maglia gialla finché sarà Majka a fare l'andatura, a Nibali manca solo l'ultima escalation prima del trionfo in solitaria: 18 chilometri al 6% di pendenza media, con punte massime dell'11% sui tornanti, fino al traguardo della La Toussuire. A cinquemila metri dall'arrivo, Vincenzo ha un vantaggio costante di 2 minuti sul gruppo maglia gialla: un chilometro più avanti, Quintana attacca Froome, la Jaune risponde d'andatura e la coppia Contador-Valverde salta.
Sul traguardo, Nibali vince con 44 secondi di gap su Nairo Quintana e +1'14 sulla maglia gialla. Valverde e Contador chiudono a 2'26 e in classifica generale, sotto Froome e il colombiano della Movistar, si fa la guerra alla vigilia dell'Alpe d'Huez. Perché Vincenzo scavalca Gesink, Thomas, Contador e si piazza quarto a ridosso del podio, a +1'19 da Valverde in difficoltà fin dall'inizio della campagna alpina. Domani la resa dei conti prima del tappeto giallo sugli Champs-Élysées, lassù dove osano le aquile e dove i campioni fanno la storia: forza Vincenzo, che il bello deve ancora venire.
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