La prima gara che ho corso è stata difficile. Sono arrivato ultimo: 40° su 40. [Tadej Pogacar prima della Vuelta 2019]

21 anni e non sentirli. Anzi 22, perché il giorno dopo la conclusione del Tour de France, Tadej Pogacar può festeggiare al meglio il proprio compleanno. Questa è la sua seconda stagione tra i professionisti ma ha già fatto qualcosa di eccezionale. 3 tappe vinte alla Vuelta lo scorso anno e il podio dietro a Roglic e Valverde, al Tour ha rilanciato e ha vinto altre 3 tappe conquistando la maglia gialla. Non solo, ha monopolizzato il podio prendendosi anche la maglia bianca (di miglior giovane ovviamente) e la maglia a pois di miglior scalatore. Insomma, un fenomeno.

Tour de France
Tutte le classifiche del Tour 2020: è il trionfo di Pogacar
21/09/2020 A 08:30
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A volte la parola “fenomeno” viene un po' abusata dai giornalisti e dagli appassionati. Basta un'azione particolare, una fuga portata al termine, per diventare subito un predestinato. Ci vuole sempre un po' di moderazione, ma con Pogacar questo discorso è davvero difficile. Cosa vuoi dire a un corridore che al primo Grande Giro fa 3° e al secondo - cioè al primo Tour in carriera - vince la corsa, riuscendo a battere addirittura Roglic a cronometro? E, siamo sicuri, non è finita qui: il 22enne sloveno è pronto a diventare una delle star assolute di questo sport negli anni a venire.

Il momento che ha fatto la storia: il sorpasso di Pogacar su Roglic

Gli inizi grazie al fratello e quel 40° su 40 che ha fatto la storia

Pogacar comincia a pedalare grazie al fratello. Comincia anche lui nella Rog-Ljubljana, ma ben presto smette, mentre Tadej incuriosito e motivato da questo sport continua a pedalare. Anche se l'impatto nel mondo del ciclismo è durissimo. La prima vera corsa per Pogacar è da dimenticare: è una corsa giovanile si intende, ma arriverà 40° su 40 partecipanti. Tadej non la prende benissimo, ma spiega che era difficile ambire a qualcosa di meglio visto che si era allenato pochissimo anche a causa di una serie infinita di impegni scolastici. In quegli inizi, il massimo che farà Pogacar sarà un un 15° posto.

Prima ha iniziato a pedalare mio fratello, poi io, perché volevo fare tutto quello che faceva lui. Lui ha smesso di pedalare, io ho continuato fortunatamente

Nel 2015 comincia la vera e propria attività da juniores e le cose cambiano. Non vince nessuna corsa, ma comincia a mettersi in mostra. Nel 2016 la vera svolta con i successi alla Course de la Paix Juniors (in Repubblica Ceca), la vittoria del campionato nazionale a crono sloveno juniores e soprattutto il grande Giro della Lunigiana disputato. Vincerà la terza tappa e si porterà a casa la classifica generale e la classifica a punti, venendo così convocato per i Mondiali di Doha (sempre a livello juniores). Nel 2017 continua la sua crescita: è 5° al Giro di Slovenia vinto da Majka, 3° al Giro dell'Ungheria e fa 7° al Piccolo Lombardia con altri giovani interessanti (ci sono Hirschi, Vlasov, Riabushenko tanto per citarne alcuni). Nel 2018 la svolta, passa alla Ljubljana Gusto Xaurum e comincia a fare il corridore da corse a tappe. Vince la Grand Prix Priessnitz, fa 4° al Giro di Slovenia (vinto da Roglic), ma soprattutto vince il Giro del Friuli Venezia Giulia e il Tour de l'Avenir.

Pogacar non molla Roglic: ancora tenerezze tra i due sloveni

Una Vuelta da sogno

Dopo la vittoria del Tour de l'Avenir (una sorta di versione giovanile del Tour de France), ovviamente tante squadre mettono gli occhi su Tadej Pogacar. L'UAE Emirates ha l'intuizione giusta e, non potendosi permettere un corridore da classifica per il presente oltre a Fabio Aru, decide di puntare sul futuro. Pogacar comincia molto bene vincendo una tappa della Volta ao Algarve e la classifica generale della corsa a tappe portoghese. Poi vince una tappa al Tour of California e la classifica generale della corsa a tappe statunitense. Non saranno Giro d'Italia e Tour, ma Pogacar dimostra subito di avere qualcosa di importante. A fine 2019, poi, la convocazione alla Vuelta dove cercherà di dare manforte a Fabio Aru. Le gerarchie però vengono stabilite dalla strada e ben presto sarà proprio lo sloveno a diventare il capitano della formazione di Beppe Saronni. Vince a Cortals d’Encamp la nona tappa, vince ancora a Los Machcusos la 13a frazione.

Il momento in cui Roglic e Pogacar hanno staccato tutti: è slovenian power alla Vuelta

Diventa 3° nella generale e sogna di portare a casa un risultato straordinario alla sua prima Vuelta. È l'unico che tiene il passo di Roglic in salita e riuscirà ad arrivare a Madrid alle spalle del connazionale e di Valverde. Davvero tanta roba per essere il suo primo Grande Giro.

Il podio della Vuelta 2019: Roglic davanti a Valverde e Pogacar

Credit Foto Getty Images

Record su record al Tour

Un anno dopo c'è il Tour. Inevitabile sia lui il capitano dell'UAE Emirates: questa volta l'obiettivo è la top 5, però non si sa mai perché il podio può essere comunque alla portata. Al primo arrivo in salita è sempre lui l'unico a tenere testa a Roglic e poi comincia a vincere. Vince a Laruns, vince sul Grand Colombier. L'autostima cresce e il 2° posto alle spalle di Roglic diventa troppo poco. Riuscirà a ribaltare il Tour con la crono di La Planche des Belles Filles e riuscirà così a vincere la maglia gialla a 21 anni e 365 giorno. Diventa il secondo più giovane a farlo nella storia del ciclismo, il più giovane se consideriamo solo il periodo dal dopoguerra ad oggi. Porta a casa tre maglie, non si vedeva una roba del genere da Merckx nel 1969 e realizza diversi record di scalata durante il Tour.

Questo è il ciclismo! L'epica rimonta di Pogacar in 90 secondi

  • Tutti i record di scalata di Pogacar nel Tour 2020 (dati climbing-records.com)
SalitaTempoVelocità media
Planche des Belles Filles (5,9 km all'8,5%)16'10''21,90 km/h
Grand Colombier (17,6 km al 7,1%)46'24'' *22,76 km/h
Pas de Peyrol (5,4 km all'8%)13'52'' **23,37 km/h
Col de Marie-Blanque (9,3 km al 7,6%)24'30'' ***22,78 km/h
Peyresourde (9,8 km al 7,7%)24'35''23,92 km/h

*insieme a Roglic
**insieme a Roglic
***insieme a Roglic e Landa

Tadej Pogacar sul podio di Parigi

Credit Foto Getty Images

La sfida ad Evenepoel e Bernal con la benedizione di Merckx

Ora a 22 anni, quale potrà essere il futuro di Pogacar? Beh gli scenari sono tantissimi. L'UAE Emirates punterà a rinforzare la squadra per dare una mano allo sloveno che può davvero monopolizzare i Grandi Giri anche se la concorrenza del prossimo anno potrebbe essere più folta. In questa stagione, con il covid, la preparazione degli atleti non può considerarsi ottimale e, per esempio, Bernal non ha neanche provato a competere. Il colombiano fu la sorpresa dello scorso anno e non vuole certo lasciare la scena al solo Pogacar. Senza dimenticarsi poi di Evenepoel che in questa annata sperava di dominare il Giro d'Italia fino all'infortunio del Giro di Lombardia dove ha rischiato groppo. In questa stagione, però, si è visto in atto il cambio generazionale e nei prossimo anni vedremo infiammarsi le sfide tra le nuove leve. Non dimentichiamoci di Enric Mas, Vlasov, Daniel Martínez e Sergio Higuita che potranno giocare un ruolo importante nei prossimi Grandi Giri.

CHI SARÀ LA VERA STAR DEI GRANDI GIRI NEI PROSSIMI ANNI?

Intanto si è esposto Merckx e non è poco. In favore di Pogacar e contro Bernal e Evenepoel.

Lo sapevo da giorni che questo Tour l'avrebbe vinto Pogacar. La Jumbo Visma erano i più forti e non avrebbero fatto partire nessuno, ma anche i più stupidi perché così hanno lasciato 'riposare' Pogacar che ha rimontato Roglic alla cronometro. Si erano dimenticati che c'era un corridore a 57''?

E la sfida con Bernal e Evenepoel?

Bernal ha corso male e vedremo se riuscirà a competere con Pogacar nel futuro. Evenepoel? Per ora ha parlato tanto, ma non ha dimostrato niente nei Grandi Giri

Il discorso di Pogacar sul podio di Parigi: "Sono qui grazie al duro lavoro"

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