Non è un Tour per italiani. Non per questioni di bravura, percorso o ostracismo da parte dei cugini d’Oltralpe, ma per un semplice dato numerico: saranno solamente nove gli azzurri al via della 108esima Grande Boucle, in partenza sabato 26 giugno da Brest. Un dato così basso non si vedeva dal 1983 e fa impressione pensare che nel 1996 i nostri portacolori fossero addirittura in 61 ai nastri di partenza. Altri tempi, certo, ma tant’è che per questioni di scelte di squadra, programmazione differente o forfait dell’ultima ora, la conta si fa sulle dita di due mani scarse. Inutile pensare agli assenti, e allora cosa aspettarsi da chi c’è? Vediamo ruolo, obiettivi e speranze dei Nove.

Classifiche e risultati

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Tour de France
L'Albo d'oro del Tour de France: tutti i vincitori dal 1903 al 2021
14/06/2021 A 13:11
CHI VINCE IL TOUR DE FRANCE 2021?

Sonny Colbrelli

Sicuramente il più atteso dei nove italiani in gara. Perché la gamba di questa stagione, il 31enne della Bahrain-Victorious non l’ha mai avuta, dimostrando costanza di rendimento fin da inizio anno. Sesto alla Kuurne, ottavo alla Sanremo, quarto alla Gand. Poi le vittorie: un successo e la classifica a punti al Tour de Romandie, una zampata (più tre secondi posti e un’altra maglia a punti) al Delfinato, il fresco titolo di campione italiano. Sonny punta con credenziali alla maglia verde, che si giocherà con Peter Sagan e chissà quanti altri. Ma il sogno è anche la prima gialla, quella di Landerneau. Il mirino è già puntato.

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Vincenzo Nibali

Trovare gamba e certezze verso Tokyo. Dopo un Giro abbastanza anonimo e condizionato dall’infortunio al polso di aprile, Nibali arriva al Tour con l’obiettivo di affinare la condizione in vista dell’appuntamento olimpico, in programma appena sei giorni dopo la sfilata sugli Champs- Élysées (anche se i nomi dei convocati sono ancora da svelare). Fare classifica è fuori discussione, un successo di tappa sarebbe un toccasana miracoloso. Perché alla Grande Boucle non si vince mai per caso e riuscirci sarebbe sintomo di ottima condizione. Sarà il suo 25esimo Grande Giro, da affrontare come un lunga preparazione verso la gara a cinque cerchi (con cui ha un conto in sospeso) e senza particolari pressioni, pur sul palcoscenico più prestigioso che ci sia.

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Daniel Oss e Jacopo Guarnieri

Angeli custodi, pesci pilota, confidenti. Quasi sempre lontani da ambizioni personali, ma fondamentali come nessun altro per i loro capitani: Daniel Oss per Peter Sagan alla BORA Hansgrohe, Jacopo Guarnieri per Arnaud Demare alla Groupama-FDJ. E se lo slovacco e il francese si scorneranno per la maglia a punti, compito dei nostri due sarà proteggerli durante le tappe, soprattutto nei passaggi più critici, e scortarli il più avanti possibile negli arrivi veloci. Poco appariscenti, ma decisivi.

Mattia Cattaneo e Davide Ballerini

Compagni di squadra alla Deceuninck-Quick Step, ma con ruoli decisamente diversi. Mattia Cattaneo, a fine Tour, potrebbe anche essere l'italiano meglio posizionato in classifica. Certo, dipenderà dal lavoro che il lombardo dovrà svolgere per Julian Alaphilippe e quanto il francese vorrà curare la classifica. Ma l'ex Androni può puntare alla top 20 della generale e con un po' di fortuna anche a qualcosa di più. Dovesse uscire di classifica, è uomo da fughe nelle tappe di montagna. Davide Ballerini parte con compiti di supporto al redivivo Mark Cavendish, ma occhio agli arrivi da finisseur, dove il classe '94 può dire ampiamente la sua.

Il ruggito di Ballerini, riguarda la volata vincente alla Omloop

Davide Formolo, Kristian Sbaragli, Lorenzo Rota

Niente classifica per Davide Formolo e difficilmente avrà libera uscita per una vittoria di tappa. Il motivo? In squadra alla UAE Emirates c'è un certo Tadej Pogacar, che va a caccia del bis al Tour de France con una squadra più solida rispetto al 2020. Il veneto sarà uomo prezioso in molte della sessanta salite disseminate sul percorso. Compiti da gregario anche per Kristian Sbaragli, che nella rampante Alpecin-Fenix può vantare la compagnia dell'esordiente Mathieu van der Poel e in seconda battuta di Tim Merlier. Certo, potrebbe entrare in qualche fuga in cerca di impresa, proprio come Lorenzo Rota. Il corridore della Intermarché Wanty Gobert non ha certo paura di attaccare da lontano o addirittura da lontanissimo, come all'ultima Liegi-Bastogne-Liegi dove venne ripreso dopo 230 km di fuga. Aspettiamocelo in avanscoperta.

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