Jonas Vingegaard. Sembrava impossibile trovare un avversario credibile per Pogacar, soprattutto dopo l'uscita di scena di Roglic nella tappa del pavé, ma la Jumbo Visma aveva già la soluzione in casa. Si trattava proprio del danese che già al Tour dell'anno scorso si era piazzato in 2a posizione, facendo meglio di uno come Richard Carapaz. Ma Vingegaard poteva fare meglio anche di Pogacar? La risposta unanime era NO. Come fare meglio di uno che sembra la reincarnazione di Eddy Merckx? Eppure qualcosa è cambiato in questo Tour. Con Roglic fuori causa, per colpa della caduta, il danese si è responsabilizzato ancor di più e ha sentito che questa poteva essere l'occasione giusta per far saltare il banco. Ha sfruttato le ultime residue energie dello sloveno per far cadere il re, buttando nel trappolone Pogacar nella tappa di Galibier e Granon. Colpaccio, con Pogacar che ha perso 3' tra distacco e abbuoni. Ma, proprio in quel momento, arrivava il duro. Pogacar avrebbe attacco 10, 100, 1000 volte, ma questo Vingegaard lo sapeva e ha mantenuto la calma. Sì, forse ha tremato un attimo quando ha perso in un colpo solo Kruijswijk e Roglic, ma con la testa - e soprattutto con le gambe - è riuscito a respingere il tentativo di rimonta di Pogacar. Anzi, con una tattica perfetta, la famosissima Bi-Zona (non quella di Oronzo Canà), ha spedito il suo rivale ad oltre 3 minuti di ritardo con la vittoria sull'Hautacam. Ha vinto due tappe, la classifica scalatori, la classifica generale e per poco non vinceva anche la crono finale. E pensare che fino a 4 anni fa, quando correva per il Team ColoQuick, come primo lavoro puliva le interiora al mercato del pesce di Hillerslev al bancone di proprietà dei genitori. Chapeau!
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24/07/2022 ALLE 09:05

Alle 5 del mattino al mercato del pesce

Vingegaard ha sempre avuto la passione per il ciclismo, praticava anche Badminton ed è un grande tifoso del Liverpool. Non sempre riesce ad andare ad Anfield, ma con degli amici - quando può - si reca in Gran Bretagna per assistere alle partite dei Reds. Comincia a fare ciclismo seriamente nel 2015, a 19 anni, quando corre per l'Odder Cykelklub. Una piccola squadra di giovani, che però lo proietta l'anno dopo al Team ColoQuick. Squadra sconosciuta ai più, ma che fa parte del circuito Continental, così da affrontare gare di un certo livello per mettersi in mostra. Ancora non si può definire 'lavoro' per Vingegaard che, nel mentre, un impiego ce l'ha. Al mercato del pesce di Hillerslev, la sua città natale, al bancone con mamma e papà. Tutti i giorni si cominciava alle 5, sfilettando salmoni, merluzzi, orate e spigole fino alle 12. Poi pausa pranzo e via in bicicletta per 4 o 5 ore con la sua squadra.
Se qualcuno 3 o 4 anni fa mi avesse detto che sarei arrivato secondo al Tour de France, probabilmente non gli avrei creduto. Ho dovuto faticare tanto per diventare un professionista. La mattina all’alba andavo a lavorare al mercato e poi, nel pomeriggio, facevo 4 o 5 ore di allenamento. Penso che sia stata la mia resistenza alla fatica a permettermi di arrivare dove sono adesso. [Jonas Vingegaard, dichiarazioni raccolte da tuttobiciweb]
E qualche risultato arriva. Nel 2017 vince la classifica giovani del Tour du Loir-et-Cher (vinto da Kamp), nel 2018 vince il prologo al Giro della Valle d'Aosta, una delle corse più importanti a livello giovanile, conquistando la crono con arrivo a Saint-Nicolas de Véroce. Rivince la classifica giovani del Tour du Loir-et-Cher l'anno dopo e conquista la 4a tappa del Tour de l'Avenir di quell'anno (il Tour de France dei giovani). Insomma, è in una squadra piccola, ma Vingegaard si mette in mostra e attira le mire di grandi squadre.

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Il passaggio alla Jumbo Visma grazie a Lars Johansen

Un altro risultato da annoverare negli anni, con il piccolo Team ColoQuick, è il KOM sul Coll de Rates in Spagna, ad Alicante, durante un ritiro. E le squadre, per scovare giovani di belle speranze, avevano visto anche questo grande risultato. Diversi media narrano la storia che in quel periodo la Jumbo Visma stesse visionando un altro danese, Mikkel Honoré, in forza alla squadra Under 23 della Lotto Soudal, ma la scelta del team neerlandese ricadde su Vingegaard. Perché? Tutto merito di Lars Johansen, collaboratore tecnico di grandi squadre del passato come la CSC, che aveva analizzato i valori di Vingegaard, sottoponendo il suo profilo alla Jumbo. Quello che emergeva era il basso peso del corridore danese, all'epoca di 58 kg (oggi pesa 60 kg), confronto agli scalatori della sua età, potendo così 'azionare' un rapporto peso/potenza più efficace durante le salite. Fate il raffronto con Pogacar sul Col du Granon, con lo sloveno che pesa 6 kg di più, per capire meglio.

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Nel 2019, quindi, comincia la sua avventura alla Jumbo Visma. Ci mette un po' per carburare, ma viene subito inserito in gruppo nelle prime gare dell'anno. Fa la Volta Valenciana in supporto a Kruijswijk, il Giro dei Paesi Baschi in supporto a George Bennett e il Tour di Romandie in supporto a Roglic. Fa il gregario, ma coglie l'occasione quando può farlo. Al Giro di Polonia 2019, infatti, trova il successo di tappa a Koscielisko, battendo nella volata a tre Sivakov e Hindley, evitando anche il ritorno di Higuita, Majka e Formolo. Sfiora la vittoria di tappa in due occasioni al Giro di Danimarca, poi fa 2° nella classifica giovani del Giro di Germania (dietro a Hirschi). Insomma, il primo anno è molto positivo per Vingegaard che dimostra di poterci stare in gruppo.

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Nel 2020 decisivo per Roglic alla Vuelta, nel 2021 fa 2° al Tour

Nel 2020 lo si vede poco, come i 3/4 del gruppo causa la stagione contratta. Viene però inserito nella startlist della Jumbo Visma alla Vuelta dove si rimette al servizio di Roglic. Lo sloveno ha George Bennett e Kuss, ma Vingegaard in più di una tappa sarà decisivo per tenere al coperto Roglic ed evitare attacchi fulminei di Carapaz e degli altri avversari.

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Nel 2021 comincia poi alla grande la sua stagione. Vince una tappa all'UAE Tour, nonostante Pogacar volesse vincere tutto anche lì, vince due tappe e la classifica generale della Settimana Coppi e Bartali e vince la classifica giovani del Giro dei Paesi Baschi battendo addirittura Pogacar (nella genrale sarà secondo dietro a Roglic e davanti a Pogacar). Vingegaard è ormai maturato e si merita la chiamata al Tour. Roglic esce di scena dopo 3 tappe, van Aert non va su sulle grandi salite e, a sorpresa, tocca a Vingegaard fare l'uomo di classifica.
Il Tour 2021? Sono stato chiamato per aiutare Roglic e van Aert. Poi Roglic è stato costretto a ritirarsi e per noi è stato un dramma. In quel Tour abbiamo perso molti uomini e ci siamo dovuti reinventare e abbiamo iniziato a vincere tappe. Quando sono arrivato sul Mont Ventoux e abbiamo fatto quel meraviglioso gioco di squadra, ho capito che potevo fare qualcosa in questa corsa. Quel giorno ho iniziato a credere in me stesso
Lui si fa trovare pronto. Sui Pirenei ha anche sfidato Pogacar, anche se lo sloveno lo ha sempre battuto sulla linea del traguardo. È stato comunque un bel duello, con Vingegaard che si è issato al 2° posto della generale al suo primo Tour.

Arrivo in parata: a Vingegaard la tappa, a Roglic la generale

Quest'anno è partito col successo alla Drôme Classic, poi non benissimo al Giro dei Paesi Baschi dove si è piazzato 6°, e ha vinto l'8a tappa del Giro del Delfinato arrivando in passerella con Roglic. Partito come co-capitano del team ad inizio Tour, è diventato capitano unico dopo la caduta dello sloveno nella tappa del pavé. La responsabilità era alta, ma ha colto la sua occasione nella frazione del Col du Granon. Una volta presa la maglia gialla non se l'è più tolta, rispondendo ai 20, 30, 50 attacchi successivi di Tadej Pogacar che ha provato a ribaltare tutto anche puntando sulla psicologia. Attacchi rispediti al mittente e, anzi, è stato poi Vingegaard a chiudere ogni discorso con la straordinaria vittoria sull'Hautacam.

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