In continua evoluzione la situazione ad Abu Dhabi, dove i corridori sono bloccati in albergo ormai da tre giorni per la paura del coronavirus. L'UAE Tour 2020 era stato fermato il 27 febbraio scorso, a due tappe dalla conclusione della corsa, per due sospetti casa di positività al coronavirus di due membri (italiani) dello staff tecnico di un team non specificato. Ecco la decisione della direzione di corsa di sospendere l'attività e mettere in quarantena preventiva tutti i componenti del Tour: dai corridori allo staff, ovvero tutti gli elementi della carovana. Tanto per fare un numero: alla partenza da Dubai erano presenti 140 corridori.
Nel corso degli ultimi due giorni sono stati fatti fare tamponi a tutti, ma nel pomeriggio di oggi le segnalazioni erano di zero positività, inclusi i casi sospetti. Qualche ora più tardi il contrordine: altri quattro casi sospetti, questa volta di corridori, che avevano accusato degli stati febbrili. Ecco l'arrivo delle ambulanze sul luogo degli hotel delle squadre, per trasportare i corridori presso l'ospedale più vicino per nuovi test e un nuova quarantena.
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Secondo Rai Sport e il Corriere della Sera, i corridori che avevano ottenuto la conferma di negatività potevano lasciare comunque il Paese. Mentre a Cofidis, Gazprom e Groupama-FDJ sarebbe stato richiesto dall'organizzazione di restare in albergo per la quarantena, dovessero essere stati contagiati dai propri compagni. Una situazione assurda e che non ha ancora un lieto fine. Passano i minuti e nuovo capitolo della vicenda: anche le squadre che erano in partenza sono state fermate.

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