È nata e cresciuta in Primavera, prima di trovare residenza a fine estate. Basta questo per capire che la 75esima edizione della Vuelta di Spagna avrà un sapore diverso rispetto al passato. Incastrato a fine calendario, però, il terzo Grande Giro stagionale mantiene lo status di “salva annata” per chi, per un motivo o per l’altro, ha qualche conto in sospeso nel suo percorso stagionale.

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Vuelta di Spagna
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20/10/2020 A 00:06

Jumbo, ci risiamo: Roglic o Dumoulin?

Quando nel 2019 ha vinto la Vuelta, Primoz Roglic deve aver tirato un bel respiro liberatorio. Il suo primo Grande Giro, dopo aver messo in cascina tante brevi e prestigiose corse a tappe, ma arrivato anche dopo un terzo posto al Giro che qualche rimpianto – magari taciuto – doveva averlo lasciato. Stavolta il Giro di Spagna lo affronta col dorsale numero uno, ma anche dopo un epilogo clamoroso al Tour, per certi versi ancora inspiegabile. Lo sloveno è favorito per il bis? Può darsi anche di sì, ma il futuro prossimo è tutto da decifrare perché in squadra c’è un certo Tom Dumoulin. Il nativo di Maastricht ha corso da gregario di lusso la Grande Boucle, issandosi fino al settimo posto finale. Non è escluso che i ruoli possano ribaltarsi in questa occasione. Dopo il Tour, Roglic ha vinto una meritata e rocambolesca Liegi-Bastogne-Liegi e non è detto che la miglior forma lo sostenga fino a fine Vuelta. Dumoulin, invece, è uscito dal Tour in crescendo. Partono alla pari, poi si vedrà. La squadra, inoltre, resta molto competitiva: Robert Gesink, George Bennett e soprattutto Sepp Kuss saranno pedine fondamentali.

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L’ultima di Froome (ma c'è Carapaz)

Dopo 11 stagioni si chiuderà uno dei più floridi sodalizi del ciclismo contemporaneo, con l’addio di Chris Froome al Team Ineos, già Sky. Sette grandi Giri valgono un’ultima occasione da capitano? Non è detto. Il britannico non ha mai dato segnali di vera ripresa nell’anno post incidente e la squadra non può permettersi di aspettarlo: il rischio è di chiudere l’anno per la prima volta senza GT dal 2011. Il backup – e che backup - si chiama Richard Carapaz, un altro che dopo la Grande Boucle avrà voglia di spaccare il mondo. La Ineos acchiappa tappe vista al Giro è inedita e meravigliosa, ma alla Vuelta rivedremo la versione classica. L’ecuadoriano è uscito bene dal Tour, pur restando a secco di vittorie. Il percorso impegnativo fin da subito e gli otto arrivi in quota (Tourmalet e Angliru per citarne due) potrebbero sposarsi alla grande con le sue caratteristiche: a conti fatti e logica, è lui il vero rivale del duo Jumbo Visma.

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Movistar e un digiuno infinito

Il GT di casa per rompere una carestia che dura dal 1° febbraio, quando Marc Soler vinse l’unica corsa del 2020 per il team spagnolo: la non leggendaria Pollenca-Andratx. Nessuno ha fatto peggio tra le squadre World Tour. Proprio Soler potrebbe essere il leader della squadra, con l’immarcescibile Alejandro Valverde regista ed Enric Mas gregario di lusso dopo il “capitanato” al Tour che l’ha portato fino al quinto posto finale. Anche se leggere le gerarchie e le intenzioni in casa Movistar rimane sempre un rompicapo. La squadra convocata sarà sostanzialmente identica a quella della Grande Boucle, con Jorge Arcas al posto di Dario Cataldo.

Marc Soler

Credit Foto Getty Images

Pinot e gli altri

La crisi nera sul Port de Bales ha polverizzato per l’ennesima volta le ambizioni di Thibaut Pinot al Tour de France. Peggio ancora è che dopo quella tappa il corridore della Groupama-FDJ non si sia praticamente più visto, neanche in qualche azione da lontano per provare a salvare il salvabile. Ora il francese torna alla Vuelta dopo due anni con un ruolo da outsider più che da serio pretendente alla maglia roja. Dopo il Tour non ha più corso e la sua condizione resta un’incognita. Se dovesse avere una discreta gamba potrebbe anche lasciare la leadership di squadra a David Gaudu e puntare ai tanti prestigiosi successi parziali e, perché no, alla classifica degli scalatori. Ambiscono a qualcosa di importante anche Guillaume Martin (Cofidis) e Daniel Martinez (Education First). Il primo ha bazzicato in zona podio al Tour per quasi due settimane, prima di uscire addirittura dalla top 10. Il secondo è stato anche sfortunato in Francia, dove si presentava da fresco vincitore del Delfinato.

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E poi? Alexander Vlasov (Astana), in gara a sorpresa dopo il ritiro forzato al Giro, sarà una mina vagante se avrà recuperato la condizione. Wout Poels (Bahrain McLaren) avrà finalmente i gradi di capitano in un GT e una top 10 non gli è preclusa, lo stesso vale per un veterano come Daniel Martin (Israel Start-Up Nation). E i nostri? Difficile puntare in alto, anche vista la sparuta presenza di azzurri (l'esclusione di Fabio Aru è cosa nota). Torna Davide Formolo, che sulla carta dovrebbe essere il primo uomo di David de la Cruz nella UAE Emirates. E nella Deceuninck votata alle volate di Sam Bennett, cercheranno qualche acuto Mattia Cattaneo (al rientro dall’infortunio) e Andrea Bagioli, al debutto in un Grande Giro.

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