La Vuelta a España 2020 alza le barriere di difesa contro il Covid-19 e cerca di aumentare la protezione per i corridori che parteciperanno alla corsa spagnola dal 20 ottobre all’8 novembre. La situazione sanitaria in Spagna preoccupa gli organizzatori e per questo motivo Unipublic, il comitato che gestisce la Vuelta, ha deciso di vietare la presenza del pubblico in nove tappe, tutte quelle che presentano le migliori salite della corsa.

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Vuelta 2020, tappa 2: Pamplona-Lekunberri, percorso in 3D
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Le autorità basche avevano già vietato la presenza del pubblico nelle tappe con il Puerto de Arrate ed il Puerto de Orduña. Adesso gli organizzatori hanno esteso questa restrizione anche su altre sette montagne: La Laguna Negra, Col du Tourmalet, Alto de Moncalvillo, Alto de la Farrapona, Alto del Angliru, Mirador de Ezaro e Alto del la Covatilla.

Questa una parte del comunicato di Unipublic: “L’organizzazione de La Vuelta, in coordinamento con le autorità sanitarie e le delegazioni governative di tutti i territori attraversati dal percorso della 75a edizione della gara, ha concordato di applicare una serie di restrizioni ad alcune partenze, traguardi e passi di montagna, limitando la quantità di pubblico che può partecipare. L’obiettivo è evitare ogni tipo di folla intorno alla manifestazione, rispettando in ogni momento i criteri stabiliti dalle autorità sanitarie nazionali e autonome, con le quali manteniamo una comunicazione costante e ininterrotta, proprio come abbiamo sempre fatto”

Queste restrizioni potrebbe subire delle modifiche ulteriori in base alla situazione sanitaria in Spagna. La corsa non è a rischio per il momento, ma ovviamente un aggravarsi del numero dei contagi potrebbe portare anche alla cancellazione dell’evento.

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