Ci siamo! Sabato 14 agosto scatterà la Vuelta n° 76 che chiude la stagione dei Grandi Giri, almeno per questo 2021. Avremo ben tre campioni olimpici in corsa: Carapaz, Roglic e Pidcock, mica roba di tutti i giorni. C'è anche Bernal che sogna la Tripla Corona e 15 italiani che andranno a caccia di tappe, dopo lo 0 deprimente di trionfi azzurri all'ultimo Tour de France.
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Chi vince tra Roglic e Bernal?

Bella domanda. Anche perché, sia per uno che per l'altro, è difficile interpretare in questo momento il loro stato di forma. Roglic è campione olimpico a cronometro a Tokyo ma, a conti fatti, ha corso solo 5 giorni a luglio e 0 ad agosto. Potrebbe essere un rischio affrontare così la Vuelta senza un po' di fondo. Soprattutto per un corridore come lo sloveno che è stato sempre abituato a correre per tutta la stagione senza grossi periodi di pausa. Non che Bernal abbia corso alla morte in questo 2021. Tra la Tirreno-Adriatico e il Giro d'Italia, che ha vinto, ci sono passati 53 giorni di inattività. Tra il Giro d'Italia e la Vuelta a Burgos, dove è caduto, sono passati altri 62 giorni di inattività. Anche lui sarà un bel rebus. Detto questo, sono entrambi molto motivati. Dovesse vincere, Roglic farebbe una tripletta che manca alla Vuelta dal 2005 (tris di Roberto Heras). Dovesse vincere, Bernal completerebbe la Tripla Corona (vincere almeno una volta tutti i Grandi Giri in carriera). Sarebbe l'8° corridore a farlo nella storia: dal 2000 ad oggi ci sono riusciti solo Alberto Contador, Vincenzo Nibali e Chris Froome.
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Che ruolo avrà Carapaz? Gregario o terzo incomodo?

L'ago della bilancia nel duello tra Roglic e Bernal, potrebbe essere proprio Carapaz. Dopo il 3° posto del Tour e la vittoria delle Olimpiadi di Tokyo, è giusto mettere Carapaz tra i favoriti per la maglia roja, ma lui stesso si è detto incerto della condizioni fisica che potrebbe avere da qui alla settimana decisiva. Insomma, è andato a tutta - senza sosta - nel mese di luglio. Volendo, Carapaz potrebbe battere sia Roglic che Bernal. L'ecuadoriano, però, è stato anche un grande gregario in passato: per Valverde, per Quintana, per Landa. Si potrebbe quindi sacrificare per il colombiano che, avendo un Carapaz in più, può davvero piegare Roglic sulle grandi salite.
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Cosa combinerà Fabio Aru?

Una delle grandi domande di questa Vuelta è proprio quella legata al rendimento di Fabio Aru. Corridore che non completa un Grande Giro dal 2019 e che fu bocciato dalla sua squadra, la Qhubeka NextHash a pochi giorni dal Tour di quest'anno, escludendolo all'ultimo dalla startlist per la Grande Boucle. Arriva però a questa Vuelta forte del 2° posto nella classifica generale della Vuelta a Burgos. Non un dato così tanto di riferimento (è una corsa di 5 tappe), ma è stato un Aru pimpante. Togliamoci dalla testa la classifica generale, il sardo deve provarci nelle tappe, quelle di salita. La stoffa ce l'ha, sembrerebbe anche la condizione. Ma soprattutto la motivazione visto che il 5 settembre prossimo appenderà la bicicletta al chiodo.
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Chi sarà il miglior velocista della Vuelta?

È sempre dura capire chi potrà indossare la maglia a pois o la maglia verde della Vuelta, a causa di un percorso sempre 'caotico', considerando che alcune tappe per 'velocisti' vengono comunque vinte dagli uomini di classifica. In questa Vuelta, però, ci sono ben 7 frazioni che possono essere adatte alle cosiddette ruote veloci. Tra i migliori abbiamo Démare, Philipsen, Jakobsen, al ritorno in un Grande Giro, e il grande favorito per la maglia verde Michael Matthews (già 2° nella classifica a punti all'ultimo Tour). Démare dovrebbe essere però quello più veloce, ma la maglia sarà pane per l'australiano. A caccia di volate anche diversi italiani: Alberto Dainese, Riccardo Minali, Davide Cimolai e Matteo Trentin.

Tutti i velocisti della Vuelta

CorridoreSquadra
Arnaud DÉMAREGroupama-FDJ
Michael MATTHEWSBikeExchange
Fabio JAKOBSENDeceuninck Quick Step
Jasper PHILIPSENAlpecin Fenix
Magnus CORT NIELSENEducation Nippo
Juan Sebastián MOLANOUAE Emirates
Matteo TRENTINUAE Emirates
Davide CIMOLAIIsrael
Alberto DAINESEDSM
Jon ABERASTURICaja Rural
Jordi MEEUSBora Hansgrohe
Andreas KRONLotto Soudal
Clément VENTURINIAG2R Citroën
Riccardo MINALIIntermarché-Wanty Gobert

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Chi potrebbe essere la sorpresa?

Una sorpresa potrebbe essere proprio Fabio Aru, soprattutto vedendolo in ottica di fuggitivo nelle grandi tappe di montagna. Tra giovani e talentuosi, però mettiamo un po' di nomi da seguire in questa Vuelta. Clément Champoussin dell'AG2R Citroën, Thymen Arensman della DSM, il duo Jay Vine-Tobias Bayer dell'Alpecin Fenix oltre ad Anton Palzer della Bora Hansgrohe. Primo Grande Giro per il corridore tedesco, che in realtà è diventato corridore solo nel mese di aprile. A 28 anni. Prima, di mestiere, faceva lo sci alpinismo, poi si è dedicato al ciclismo. Dicono che abbia valori sopra alla media anche per i professionisti e sarà tutto da vedere in questa Vuelta. Pidcock neanche lo calcoliamo tra le sorprese e, invece, ci aspettiamo tanto da lui. Ma come sorpresa/speranza citiamo soprattutto Andrea Bagioli che avrà carta bianca dalla Deceuninck Quick Step nelle tappe non adatte ai velocisti (quindi Jakobsen). Bagioli, per dire, è stato uno dei pochi a battere Roglic nel 2020.

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