Non è stata esattamente la più classica Vuelta di Spagna. Il percorso si è uniformato alle linee guida dettate dal moderno ciclismo, andando ad assomigliare a quello di un normale Tour de France. Pochissimi i fatidici muri al 20% che si erano visti nelle ultime edizioni e la presenza di due cronometro, di cui una decisiva all'ultima tappa aveva già delineato l'andamento della corsa. Il favorito numero uno non ha deluso: Primoz Roglic non avrà portato la maglia rossa dall'inizio alla fine della Vuelta, ma alzi la mano chi ha pensato che non fosse lui il vincitore al termine delle tre settimane. Il livello degli avversari non era, almeno sulla carta, nemmeno così basso, sebbene dando un occhio alla classifica emergano distacchi impressionanti nella top 10. I 3 grandi giri 2021 hanno avuto 3 dittatori: Bernal (Giro), Pogacar (Tour) e Roglic (Vuelta). Ecco le nostre valutazioni dai migliori ai peggiori della corsa spagnola.

Roglic re di Spagna, lo sloveno festeggia la terza Vuelta consecutiva

Classifiche e risultati

Vuelta di Spagna
Tutte le classifiche della Vuelta 2021
05/09/2021 A 19:45
Classifica generale | Risultati e highlights |

Voto 10 e lode...a Primoz Roglic e alla terza corona

Era il favorito assoluto, ma la lode la merita comunque per come ha ottenuto la vittoria. Vince la crono di apertura e mette le cose in chiaro, poi di fatto non veste mai la maglia di leader nelle prime due settimane, evitandosi le incombenze annesse. Fa sua una tappa in linea sul muro di Valdepenas, in cui stronca mentalmente le ambizioni di Mas che era sembrato davvero brillante nei primi 10 giorni. Non c'è verso di attaccarlo in salita: sugli strappi duri è il più forte, sulle ascese più lunghe viene battuto solo da Lopez sul Gamoniteiru, seppur la volata finale abbia lasciato intendere che avrebbe potuto vincere anche in quella cima. Ed effettivamente le tre vittorie di tappa (due a crono) dello sloveno non corrispondono al suo reale valore in questa Vuelta: tra piazzamenti e marcature a uomo avrebbe facilmente portato a casa un terzo delle frazioni. I distacchi inflitti nell'ultima crono a Santiago confermano l'idea che questa Vuelta l'avrebbe vinta anche crollando in montagna.

Roglic senza limiti, vince la cronometro conclusiva e parte la festa

Voto 10...al ritorno di Fabio Jakobsen

Per come era uscito dalla spaventosa caduta al giro di Polonia dell'agosto 2020, il fatto che Fabio Jakobsen sia tornato su una bicicletta sarebbe già di per se un successo. A un anno di distanza il velocista della Deceuninck si porta a casa la maglia verde della Vuelta e soprattutto 3 vittorie di tappa. Una resurrezione che ha dell'incredibile. Nella prima settimana deve lottare con un ottimo Philipsen in volata e al momento del ritiro del belga i due sprinter si trovavano sul 2-2. Dal ko del corridore della Alpecin Fenix, la Vuelta di Jakobsen è una passerella in maglia verde, cercando di rimanere entro il tempo massimo.

Jakobsen domina la classifica a punti, sua la maglia verde

Voto 9...ai formidabili Cort Nielsen e Storer

Due veri protagonisti della Vuelta. Magnus Cort Nielsen ha vissuto tre settimane in stato di grazia. Resiste al ritorno di Roglic alla Cullera, vince in volata su Bagioli a Cordoba e si ripete al termine di una fuga a Monforte de Lemos. Tris di successi, ma il danese poteva andare per il pokerissimo: sul muro di Valdepenas viene ripreso solo dalla sfiammata di Roglic ed è sempre lo sloveno a togliergli una clamorosa vittoria nella crono di Santiago de Compostela.

Cort Nielsen, la tripletta è servita! Vince ancora il danese

Michael Storer porta a casa la maglia a pois, la quale sembrava destinata al compagno Bardet. Vince due tappe, va regolarmente in fuga e da spettacolo. Diamo 9 a lui e alla sua squadra, la DSM.

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Voto 8...all'eccellente Bahrain Victorious di Caruso

Non è un voto legato solo alla classifica a squadre. La Bahrain Victorious è stato il miglior team a livello di strategie e uomini. Damiano Caruso (voto 9) centra l'impresa sull'Alto de Velefique e si mette al costante servizio di Jack Haig (voto 8,5) nelle restanti tappe. Nota di merito al siciliano, il 2021 è stato il suo anno. La trappola tesa a Lopez nella penultima tappa è forse il momento più emozionante di questa Vuelta e inserisce un solidissimo Haig sul podio. La maglia bianca di Gino Mader (voto 8,5) è la ciliegina sulla torta. Eppure alla vigilia della gara si diceva che ci fosse un Mikel Landa in piena forma. Ma di lui parleremo più in basso in questo pagellone.

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Voto 7...a Enric Mas, non totalmente espresso

Per molti la Vuelta di Enric Mas merita voti altissimi. Ci può stare, ma significherebbe considerare questo secondo posto a 5 minuti da Roglic il massimo raggiungibile dallo spagnolo. L'uomo della Movistar era in grande condizione, eppure è sembrato correre spesso sulla difensiva. Attacchi a Roglic pochi, forse condizionato dalle strategie cervellotiche della Movistar e da un dualismo difficile da gestire con il complicato Lopez. Condizione fisica da 9, corsa da 5,5: nessuno pensa che potesse battere Roglic, ma un tentativo in tre settimane si poteva azzardare.

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Voto a 6...al duo Bernal/Yates

Per la Ineos una corsa assolutamente negativa: 0 vittorie, una più che dubbia gestione delle convocazioni (Carapaz e Pidcock perchè portarli?) e due capitani non al top della condizione. Bernal non era quello del Giro e si sapeva. Il colombiano da comunque spettacolo e merita la sufficienza. Yates giù dal podio rasenta a stento il 6, anche se nell'ultima settimana è sembrato il più brillante tra i big della classifica.

Bernal attacca, Roglic risponde "presente"

Voto 5...all'Italia, Caruso non può bastare

Gli italiani alla Vuelta sicuramente ci hanno provato. Damiano Caruso ci regala l'unico successo di tappa, mentre in classifica nessuno entra nella top10. C'erano grandi aspettative per Giulio Ciccone (voto 5): nelle prime due settimane ha pagato costantemente dei distacchi seppur minimi dai migliori e al momento del ritiro (per una sfortunata caduta alla 16a tappa) si trovava 12esimo. Lo aspettiamo nel 2022 per capire davvero quali sono le sue potenzialità di alta classifica. Per il resto si danno da fare Andrea Bagioli (voto 6,5) e Matteo Trentin (voto 6) sempre all'attacco e chi ci prova va sempre premiato. Peccato aver trovato un Cort Nielsen in forma spaziale, altrimenti le vittorie sarebbero arrivate.

Bis di Cort davanti a Bagioli, rivivi la volata a Cordoba

Voto 4...alla gestione Movistar

Come al solito la squadra spagnola fatica a mettere sulla strada tutto il potenziale. Il secondo posto di Mas è buono, ma la situazione legata a Miguel Angel Lopez lascia pensare. Il colombiano deve (o almeno vuole) essere capitano unico e il team lo doveva sapere. In generale è la solita corsa passiva della Movistar che limita le potenzialità dell'ottimo Mas. Pesa il ritiro di Valverde in avvio di Vuelta.

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Voto 3...a Mikel Landa, disperso

Tanti proclami alla vigilia della Vuelta. Sembrava dovesse essere finalmente il momento del Landismo. Nulla da fare, lo spagnolo è completamente fuori condizione e si trascina in un lungo calvario che termina con l'inevitabile ritiro alla tappa 17. Vedremo mai il "vero" Landa?

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Voto 2...a Demare, invisibile

In teoria era uno dei nomi grossi tra le ruote veloci. In realtà non si vede praticamente mai a parte un piazzamento alla quarta tappa. Paradossalmente si vede di più in fuga rispetto alle volate. Ombra di se stesso, con l'unica attenuante del ritiro di Jacopo Guarnieri, il suo ultimo uomo.

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Voto 1...al ritiro di Miguel Angel Lopez

La debolezza mentale del pittore è risaputa. Arrivare al ritiro per una crisi di nervi alla penultima tappa è però davvero troppo. Viene intrappolato dagli attacchi incrociati di Ineos e Bahrain Victorious, rimanendo da solo in un momento delicato. Finisce alla deriva a 5 minuti dai migliori e fuori dal podio, ma avrebbe potuto benissimo accettare la sconfitta e chiudere con un onorevole quinto posto. Tra l'altro la vittoria sul Gamoniteiru era già abbastanza per definire positiva la sua Vuelta.

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Voto 0...alle zero vittorie della Spagna nei grandi giri 2021

Zero successi al Giro, zero al Tour. Nella corsa di casa gli spagnoli si aspettavano il riscatto e invece si chiude una stagione davvero complicata per il ciclismo iberico. Tolto il buon risultato di Mas, resta davvero poco da salvare. A 42 anni Valverde rimaneva l'uomo migliore per i successi di tappa, davvero un peccato averlo perso nella prima settimana

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Menzione d'onore a Fabio Aru

L'ultima apparizione di Fabio Aru in un grande giro. Nessuno si aspettava nulla, però il sardo ha onorato al meglio l'ultima uscita nel grande ciclismo nella corsa che lo lanciò nel 2015. Sempre tra i migliori nella prima decina di giorni, soffre per problemi di salute a metà Vuelta, per poi affrontare in fuga l'ultima settimana. Ciao Fabio, ci hai fatto divertire. Grazie.

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