Lo spaccato più simbolico di una rivalità romanzesca ce lo regala uno dei diretti interessati. È il 19 ottobre 2020 e Wout Van Aert affida ai social i suoi pensieri del giorno dopo: “Grazie per avermi spinto al limite per anni”. Il destinatario del messaggio è Mathieu van der Poel, che poche ore prima ha bruciato il belga in uno sprint leggendario a Oudenarde, regalandosi il Giro delle Fiandre 34 anni dopo papà Adrie. Lo sconfitto poi chiosa: “È stata la nostra sfida più dura…e non finisce qua”. No, affatto, perché anche se il dualismo tra i due ha radici ormai lontane, il libro è ancora tutto da sfogliare. A partire da domenica pomeriggio in quel di Ostende (Belgio), dove tra fango e sabbia si giocheranno entrambi il quarto titolo mondiale nel ciclocross. Da favoriti, naturalmente.

Van der Poel vince di mezza ruota su Van Aert

Mathieu e Wout, Wout e Mathieu. Sempre loro, ancora loro, ovunque loro. Da una vita nel cross, da qualche tempo anche su strada, con inevitabile goduria di chi li ammira da fuori. Vicini nella data di nascita – Van Aert è nato quattro mesi prima – vicinissimi al primo grande duello. Correva l’anno 2012, fine gennaio. Van der Poel conquista il Mondiale juniores di ciclocross al primo anno di categoria e forse per la prima volta non ci si riferisce a lui solo come “figlio di” o “nipote di” (Raymond Polidour). Alle sue spalle, ad appena otto secondi, si prende l’argento un altrettanto imberbe – ed esultante - Wout van Aert.
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Van der Poel e Van Aert sul podio iridato 2012

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A livello iridato, i due si ritrovano nel 2014: cambia la categoria – siamo negli under 23 – e pure il vincitore. Wout van Aert “espugna” Hoogerheide e rifila una cocente delusione al rivale, che giocava in casa ed era considerato il favorito. Mvdp si prende comunque il bronzo, ma arriva a oltre un minuto dal belga. E sul podio la sua faccia è tutta un programma, a rimuginare su future rivincite. Nel 2015 è tempo di fare davvero sul serio. Van Aert passa alla categoria Elite e Van der Poel fa altrettanto, dopo solo un anno da Under-23. I due si scornano nei vari circuiti, ma è al Mondiale di Tabor che avviene la resa dei conti. Da fresco ventenne, Mathieu si prende tutte le copertine. All’attacco fin dai primi metri, una sinfonia solitaria a cui nessuno resiste. Van Aert rimonta come un treno, ma è troppo tardi: ancora secondo, mentre Mvdp piange di gioia sul traguardo.

Van Aert batte van der Poel a Overijse: la Coppa del Mondo è sua

Superprestige, Coppa del Mondo e non solo arricchiscono i palmarès nel corso delle stagioni, ma l’appuntamento clou è sempre quello che porta in dono l’iride. Nel 2016 il momento decisivo, davanti ai 70.000 spettatori di Heusden-Zolder, arriva lontano dall’epilogo. I due rivali fanno parte del gruppetto di testa, quando a tre giri dalla fine, su di un’erta fangosa, van der Poel sbaglia e ostacola anche Van Aert, finendo con il piede tra i raggi della ruota dell’avversario. I due ripartono leggermente attardati, ma mentre il belga trova nuova linfa per lanciarsi all’inseguimento, il figlio di Adrie va nel pallone. E saluta il sogno del bis. Wout, invece, è irresistibile e vince in rimonta il suo primo oro tra i grandi.

Van Aert vince il suo terzo Mondiale di ciclocross

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È l’inizio di un triennio magico per il belga a livello mondiale. Già, perché nel 2017 e 2018, van Aert confeziona una tripletta consecutiva che non si vedeva dagli anni ’80 con Roland Liboton. E van der Poel, suo malgrado, è solo il coprotagonista in entrambe le occasioni. Nel 2017, a Bieles, paga dazio a causa di un problema meccanico e chiude secondo, a 44 secondi da Wout. Nel 2018, si ritrova ben presto al comando insieme al rivale, ma sbaglia una curva e rivede un indomabile Van Aert solo in zona podio, bronzo e battuto anche da Michael Vanthourenhout. Mvdp si consola con la prima Coppa del Mondo, dove vince sette gare su nove. Le restanti due sono affare di Van Aert, ovviamente. Sempre loro.

Van der Poel straccia van Aert nel loro primo duello

Ciclocross e non solo. Wout è il primo a provarci sul serio su strada, debuttando al Fiandre nel 2018 (nono). Mathieu esplode anche qui l’anno successivo. Il 2019 è il suo anno, decisamente. A gennaio strappa la maglia iridata a van Aert vincendo a Bogense (Danimarca) il suo secondo mondiale Elite dopo il 2015, interrompendo il regno del rivale. Sul traguardo è un tripudio per l’uomo in arancione, che solleva la bicicletta al cielo urlando di gioia. Wout è argento, a 16 secondi. Ad aprile van der Poel si esibisce in una delle più clamorose dimostrazioni di forza in una gara in bicicletta viste negli ultimi anni. Un missile terra-aria, protagonista di una volata lunga un chilometro che lo porta a vincere l’Amstel Gold Race. Dopo l’arrivo si accascia a terra e piange, perché non ci crede manco a lui. In maglia di campione olandese su strada, perché nel frattempo ha vinto anche quello. Mathieu splende, Wout è in ombra: una brutta caduta al Tour cancella il resto della sua stagione. Arrivederci al 2020.

Le lacrime di van der Poel dopo aver battuto il nemico di sempre van Aert

Van der Poel e Van Aert ai Mondiali di ciclocross (Elite)

van der PoelVan Aert
2015
2016
2017
2018
2019
2020
Storia più o meno recente. Il 2 febbraio, van der Poel rinnova il suo regno. A Dubendorf, sotto pioggia e vento, parte al primo del giro sul circuito iridato e mette in saccoccia il suo terzo oro mondiale Elite, come il grande rivale. Avversari dispersi, con Wout “solo” quarto. Durante l’inverno, il figlio di Adrie vince 24 gare su 25, compreso titolo nazionale ed europeo. Imbattibile. Ci si sposta su strada, ma il Covid posticipa tutto. Van Aert torna grande e per una fetta di stagione è l’uomo copertina anche di questo ciclismo: Strade Bianche, Sanremo, tappe sparse a Delfinato e Tour. Van der Poel fatica, non ha lo spunto dei giorni migliori. Alla ripresa vince “solo” il Binck Banck Tour. Ma manca ancora la Campagna del Nord, pur orfana della Parigi-Roubaix. I due, fino a questo momento, non si sono veramente sfidati. Il momento arriva alla Gand-Wevelgem: tanta tensione, marcamento allo stremo e successo a Mads Pedersen. Una giornata negativa per entrambi, ma che apparecchia la tavola per lo spettacolo del Fiandre.

La vittoria Mathieu van der Poel su Wout van Aert al Fiandre

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Della Ronde, si è detto. Gli ultimi 35 km di corsa da soli, dopo il ko di Alaphilippe. La collaborazione, la sfilata su Kwaremont e Paterberg, l’ultimo rettilineo, la volata. Al fotofinish. Vince van der Poel, ma per lo spettacolo che hanno saputo regalare sarebbe stato giusto un salomonico ex aequo. Ora ci risiamo. Il teatro di Ostende è allestito, gli attori sono pronti. L'obiettivo del quarto iride per entrambi. Una delle più grandi rivalità del ciclismo e dello sport contemporaneo è pronta ad essere rispolverata. Vinca il migliore.

Tra Alaphilippe e la moto vince van der Poel: gli highlights del Fiandre

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