Il Mondiale di Ostende si avvicina e, oltre ai soliti due Mathieu van der Poel e Wout van Aert, i fari saranno puntati sul ritorno di Zdenek Stybar. Il ceco in carriera ha vinto ben tre Mondiali (2010, 2011 e 2014), ma non gareggia nel ciclocross da un anno: la sua ultima gara è datata 4 gennaio 2020, ormai una vita fa. Il corridore della Deceuninck Quick Step non voleva però mancare e ha avuto l'ok dalla sua squadra per partecipare alla rassegna iridata, ok ad una sola condizione: che tutti i costi fossero a suo carico...

Hai detto che sei da podio?

Mi è stato chiesto quale risultato fosse veramente raggiungibile per me. Io ho risposto dal 3° al 20° posto. Lo dico tenendo conto che Wout van Aert e Mathieu van der Poel sono comunque troppo forti e che di solito sei doppiato dal 20° posto in poi. Quindi sì, sogno il terzo posto, ma soprattutto sarà meraviglioso per me, essere nuovamente a questo appuntamento. [Stybar a Het Nieuwsblad]
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Come è nata la decisione di venire al Mondiale?

Tutto è stato deciso velocemente. Lo stage in Portogallo con la squadra è terminato e sono venuto in Belgio. A febbraio c’erano gare che sono state annullate e ho avuto una settimana di allenamento tranquilla, nella quale ho capito che c’era spazio per il Mondiale. Ho chiesto il permesso alla squadra e adesso eccomi qui. Patrick Lefevere ha deciso che potevo partecipare. Sogno il 3° posto, ma sarà un'impresa molto difficile

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Credit Foto Imago

Anche se sarà difficile già dal primo giro...

Ho avuto un buon feeling con il percorso, ma domenica la corsa sarà di un'ora intera. Non è quello per cui mi sono allenato nelle ultime settimane. Inoltre, partirò dall'ultima fila. So cosa significa questo, l’ho provato già l'anno scorso. Quando sei finalmente davanti, sei praticamente devastato. Spero di poter recuperare molte posizioni già al primo giro

"E sarà tutto a mie spese"

Posso usare il camper della squadra, questo sarà l'unico costo per loro. Pagherò tutto io, anche i meccanici, che sono gli stessi che mi hanno seguito in tutta la mia carriera. La mia partecipazione al Mondiale mi costerà solo soldi, probabilmente non sarò neanche sulle foto, ma sono molto motivato. Anche i materiali li ho acquistati tutti io e non sono minimamente vicini agli standard che avevo una volta. Ho ancora tre bici dello scorso anno che sono praticamente nuove, ma il problema più grande sono le ruote. Una volta ne portavo 25 ai Mondiali, con tutti i profili di pneumatici possibili. Adesso ne avrò solo 7, ma va bene così. Sono felice di poter correre e come ho detto, per me questa è la realizzazione di un sogno

Peccato che non ci sia Aru

Mi dispiace che Fabio Aru non ci sia. Con lui e Heinrich Haussler sarebbe stato un po’ più divertente partire insieme in ottava fila

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