È ormai tutto pronto per i Mondiali di Ostende, che assegneranno le nuove maglie arcobaleno del ciclocross. Dopo due mesi di battaglie, è arrivata la sfida decisiva tra Mathieu van der Poel e Wout van Aert che puntano entrambi al quarto iride in carriera. Occhio però ad eventuali sorprese, con Pidcock pronto a stupire e con uno Stybar tornato apposta per questo Mondiale. Lo spettacolo non mancherà anche nella prova femminile, con la Alvarado che dovrà difendere la maglia dalla Brand e dalle altre ragazze che hanno provato a far saltare il banco nelle ultime settimane. Lato Italia: puntiamo tutto su Arzuffi, Lechner, Dorigoni e Bertolini. Non ci sarà invece Fabio Aru che, dopo un mese di gare ed esibizioni, ha deciso di cominciare a preparare la stagione su strada con la sua nuova squadra. Chi sarà dunque Campione del Mondo? La nostra Ilenia Lazzaro ha fatto luce sul Mondiale che verrà...

Mondiali: la programmazione su Eurosport

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Ciclocross
I convocati dell'Italia per i Mondiali di ciclocross: Aru non c'è
26/01/2021 A 19:11
1) Cominciamo dalla prova maschile: chi è il favorito? Nome secco e perché
È la sfida del secolo, inutile negare che i fari sono puntati su Mathieu van der Poel e Wout van Aert. Sono entrambi in ottima forma e il percorso, molto sabbioso, sembra favorire Wout. Ma le condizioni del tempo possono davvero cambiare le carte in tavola. Qualora piovesse, la sabbia si compatterebbe e i tratti a piedi sarebbero minori (favorendo van der Poel). Ma il mio nome secco, proprio perché è una gara secca… è Wout van Aert (speriamo di non portargli sfiga).

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2) Vincono sempre van Aert o van der Poel. Qual è l'atteggiamento degli altri corridori? È difficile salire in sella sapendo che il massimo a cui puoi aspirare sarà un 3° posto...
È così da anni, prima c’erano altre sfide prima di van der Poel-van Aert. Diciamo che l’obiettivo di tutti gli altri è sempre quello di “rompere le uova nel paniere”. In alcune occasioni, ci sono riusciti! Né van Aert, né van der Poel sono imbattibili, l’abbiamo visto anche quest’anno. E lo spettacolo che ci stanno offrendo i primi 5 del ranking merita assolutamente la visione.

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3) Ci sarà anche Zdenek Stybar. Il ceco ha detto: “Dietro van der Poel e van Aert, la lotta per il podio è apertissima”. Può davvero sognare il 3° posto?
Vuoi la verità? Adoro Stybar, ma se arrivasse 10° sarà stato bravo in questo Mondiale. Il cross non si inventa, né nei ritmi, né nella tecnica. È stato un grande campione di questa disciplina, ma se non frequenti più i campi gara fai fatica, il livello è altissimo (basti pensare lo scorso anno van Aert concluse il suo Mondiale 4°).

Zdenek Stybar - training Ostende 2021 - Imago pub only in ITAxGERxSUIxAUT

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4) Lato Italia, punteremo su Bertolini e Dorigoni, che sono i due che si sono affrontati nel campionato nazionale. Quale sarà l'obiettivo degli azzurri?
Sono due ragazzi giovanissimi. Una top 15 per loro sarebbe già un grande risultato.

Gioele Bertolini - World Cup Ciclocross 2019 - Imago pub only in ITAxGERxSUIxAUT

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5) Non ci sarà invece Fabio Aru che ha annunciato la conclusione della sua stagione di ciclocross con un bel: “lascio il Mondiale agli specialisti”. Ha senso la decisione di Aru?
Fabio ha “usato” il cross per ritornare. Per ritornare alla fatica, al sangue in gola, per ritornare ad avere una mentalità da combattente in bici. È ritornato “in famiglia”, nella famiglia che l’ha lanciato da giovane e che non si era mai scordata di lui. La sua scelta è più che condivisibile e giusta. Penso che non abbia mai avuto l'idea di andare ad un Mondiale di ciclocross con 4 gare nelle gambe. È proprio un altro sport rispetto alla strada, va preparato. Fabio ha un grande rispetto della disciplina, e l’ha dimostrato per l’ennesima volta.
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6) Andiamo alla prova femminile. Anche qui sembra una sfida a due: Alvarado contro Brand. Chi vince e perché?
La stagione è stata lunghissima e devastante per tutte le atlete. Tutti pensano a questi due nomi, ma io ci metto anche la Betsema, in percorsi così, può essere l’atleta che non ti aspetti. La gara femminile penso non sarà dominata, potrebbero arrivare anche in 2-3 allo sprint… In quel caso la Brand sarebbe la favorita. Vedremo.

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7) L'Italia punterà su Alice Arzuffi: cosa ci si può aspettare da lei? Che ruolo avranno la Lechner e le altre?
Alice ed Eva possono ampiamente ambire ad una top 10. Ricordiamoci che le gare a cui abbiamo assistito fino ad ora erano “miste” con le Under, ragion per cui, se togliamo le giovani, le nostre due portabandiera nel mondo, possono cercare un ottimo risultato. Eva ha esperienza e di solito nelle gare che contano difficilmente sbaglia; Alice ha una buona condizione. È chiamata ad interpretare la corsa proprio come ha fatto con il titolo italiano.
Due parole però le voglio fare anche sulle altre: Silvia Persico al Mondiale di solito si esalta, se pensiamo che a Bogense (2 anni fa) ha rischiato di vincerlo tra le Under, potrebbe ambire ad una top 15, così come Rebecca Gariboldi che ha dimostrato di avere un’ottima condizione. Per Chiara Teocchi è già un risultato essere rientrata dopo il lunghissimo periodo di stop ed aver dimostrato già di andare a medaglia agli italiani, questo Mondiale le servirà come “ripartenza” verso i suoi futuri obiettivi. Tra le Under 23 Gaia Realini e Francesca Baroni sono da top 10, ma se sarà la loro giornata, possono ambire sicuramente a qualcosa di più. Noi vogliamo crederci!

Alice Maria Arzuffi, Italia - Bogense 2019 - Imago pub only in ITAxGERxSUIxAUT

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8) Come successo al Mondiale su strada, anche nel ciclocross sono state cancellate le prove junior (avremo almeno gli Under 23). Ha senso questa scelta? E che impatto avrà sui giovani che avrebbero avuto una vetrina importante per mettersi alla prova?
Penso che la cancellazione non sia dovuta ai numeri, ma al fatto che in alcuni Paesi (molti direi) quest’inverno l’unica attività agonistica che è andata avanti è stata quella open (élite e Under che correvano insieme). All’estero non è stato sicuramente come in Italia, dove la stagione di ciclocross è stata un po' decimata, ma si è fatta attività per tutti: dalle giovanili ai master. In Belgio gli junior non hanno più corso dai primi di Ottobre per esempio. Penso sia questo il motivo per cui si è scelto di cancellare l’assegnazione dei due titoli...
E da italiana dico che è un gran peccato, visto che avevamo la concreta possibilità di vincere questo Mondiale. Per il nostro movimento, spesso bersagliato e criticato, sarebbe stata una manna dal cielo. Per i ragazzi stessi, uno stimolo in più. È tutto rimandato, speriamo la situazione si risolva presto.

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