Non è il primo caso di doping in questa Olimpiade invernale (il primo è stato lo speed skater giapponese Kei Saito ad un diuretico), ma è sicuramente uno dei più bizzarri. Aleksandr Krushelnitckii, giocatore di curling russo, è stato trovato ‘non negativo’ alla sostanza meldonium, sostanza conosciuta ai più per il caso Sharapova che portò alla squalifica di 1 anno e 3 mesi della tennista russa nel 2016.

Krushelnitckii ha conquistato un bronzo a Pyeongchang

PyeongChang
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24/02/2018 A 10:37

Aleksandr Krushelnitckii ha già lasciato il villaggio olimpico, essendo stato uno dei primi a gareggiare a Pyeongchang. Il giocatore di curling russo ha conquistato la medaglia di bronzo nel doppio misto, insieme alla compagna (e anche moglie) Anastasia Bryzgalova, alle spalle della coppia canadese e della coppia svizzera. Ai piedi del podio, invece, la coppia norvegese che attende quindi le controanalisi, pronti a conquistare un’altra medaglia. La coppia Krushelnitckii-Bryzgalova, però, è una delle più forti in circolazione, avendo già conquistato la medaglia d’oro ai Mondiali 2016.

Il meldonium, ennesimo caso dopo la Sharapova

Per ora non si può parlare di positività, ma di non negatività ad un test antidoping, in attesa delle controanalisi che sono previste per il 19 febbraio. In caso di conferma, però, sarebbe una notizia più che particolare visto che nella storia di questo sport, sono stati solo due i casi di doping. Il meldonium è però una sostanza molto usata in Russia, e più in generale nei paesi dell’est, essendo un farmaco da banco venduto anche nelle parafarmacie e in diversi siti web. È un farmaco usato nel trattamento delle coronaropatie, ma ha anche un effetto rilassante oltre ad essere efficace nella cura delle intossicazioni da alcool. Nonostante i suoi effetti benefici, è però vietata la sua vendita in alcuni paesi - come gli Stati Uniti - ed il suo utilizzo è stato vietato per gli atleti professionisti a partire dal 2016. In molti sono caduti nella trappola dell’utilizzo del meldonium, una su tutti Maria Sharapova che fu pizzicata ad un controllo antidoping, riferendo poi di non aver ricevuto la notifica del divieto da parte della WADA con tanto di squalifica di 24 mesi (ridotta poi a 1 anno e 3 mesi).