Jindřiška Žáková ha festeggiato il suo 100° rally da co-pilota in Italia di recente, puntando ad altri successi con Erik Cais nel FIA European Rally Championship e nel nuovo ERC-MICHELIN Talent Factory per il 2021.
La 28enne ceca ha iniziato a gareggiare nel 2012 e ha raggiunto il 100° traguardo al Rally Il Ciocco e Valle del Serchio all'inizio di questo mese, sulla Ford Fiesta R5 MkII del Team Yacco ACCR/Orsák Rallysport in coppia proprio con Cais.

In vista del Kowax Valašská Rally ValMez di questo fine settimana, primo round del Campionato Rally Ceco al quale i due prendono parte per continuare la loro crescita, la Žáková racconta come si è avvicinata a questo sport, le sfide sul lavoro e come ha superato la perdita di un amico navigatore, rivelando anche le sue ambizioni per il futuro e il consiglio che darebbe ad altre donne che stanno pensando di iniziare la carriera internazionale.

Quando hai iniziato a gareggiare avresti mai immaginato di arrivare a 100 gare?
"Non ho mai pensato a tutto ciò, solo negli ultimi due anni ho scoperto che mi avvicinavo a questo numero. È stato davvero bello iniziare questa stagione con la centesima gara della mia carriera".

Cosa significa questo numero per te?
"Ho sempre pensato che tutti quelli che hanno fatto più di 100 rally hanno davvero raggiunto qualcosa, se lo sono davvero guadagnato. Questo numero significa molto per me e sono felice di essere riuscita a raggiungerlo. Le mie gare non sono state sempre a lieto fine, ma fa parte del gioco".

Allora, cosa ti ha fatto interessare alla co-pilota?
"È incredibile quali miracoli si possono fare con il cervello. Un co-pilota deve essere in grado di leggere una curva in anticipo, sapere in quale curva si trova, e a volte scrivere le modifiche alle note preparate durante la ricognizione in tempo reale. Quindi, la tua mente deve essere in tre posti contemporaneamente a velocità di circa 170 km/h. A volte non capisco come sia possibile. Ma essendo così difficile, è proprio questo che mi ha interessato a questo tipo di lavoro".

Quando hai debuttato cosa è successo?
"La mia prima gara è stata al Rally Vrchovina nel 2012 con Jiři Sojka. Purtroppo non abbiamo finito a causa di un incidente sulla prima prova speciale, capottandoci contro un albero. Non è stato l'inizio ideale della mia carriera, diciamo!".

Qual è il momento più bello della tua carriera finora?
"Il Rallysprint Kopná nel 2019, il primo evento di Erik con una R5. Questa gara è stata incredibile dall'inizio alla fine. Insieme a Erik stavamo facendo questo rally principalmente per divertirci, c'era una grande atmosfera rilassata nel team e le PS erano bellissime. Nonostante siamo arrivati secondi nella classifica generale, l'atmosfera era come se avessimo vinto. La gioia sincera di tutte le persone intorno a noi era perfetta ed è stata la sensazione più bella".

E la peggiore?
"Il Rally Příbram nel 2013. Il mio amico e anche il mio compagno di classe di co-pilota, Jan Jinderle Jun, è purtroppo morto durante quel rally. Ho fatto progressi così grandi nel rally anche grazie a lui e penso che sarebbe orgoglioso di me".

Come co-pilota, in cosa consistono i tuoi compiti tipici?
"Prima della gara è necessario fare in anticipo tutte le questioni amministrative, la pianificazione della ricognizione e preparare l'itinerario per tutta la gara. Durante la ricognizione devi fare insieme al tuo pilota il radar e gestire il controllo amministrativo. Dopo tutto questo, c'è la gara stessa, che è la ciliegina sulla torta".

Secondo te, qual è la cosa più difficile nell'essere un co-pilota?
"Tutto deve funzionare perfettamente. Il co-pilota non ha assolutamente la possibilità di riposarsi durante la gara o durante il collegamento o in servizio, cosa che non è il caso dei piloti. Il co-pilota deve essere sempre concentrato, deve calcolare e leggere tutto e non essere mai distratto dal suo lavoro. La cosa più difficile è non fare un errore".

Quali sono le tue ambizioni per questa stagione e per il futuro?
"Finire il più in alto possibile nell'ERC e tornare da ogni gara con un buono spirito. Il mio pilota, Erik, ha molto talento e credo che possa ottenere molti buoni risultati. Tutte le persone intorno a lui stanno facendo il massimo per questo. Non vedo l'ora di vedere dove sarà tra qualche anno".

Essere una donna ti rende più determinata ad avere successo nei rally?
"Per me sì. Sono molto competitiva e mi piacciono le sfide, ho sempre bisogno di essere la migliore! E quando posso essere uguale o forse migliore dei miei colleghi maschi, sono più felice".

Essere una donna è mai stata una barriera per competere?
"Non credo. Ogni donna che compete in questo sport fa il massimo per essere allo stesso livello, come gli uomini. Alcune donne possono rimanere indietro con le parti tecniche, ma d'altra parte sono più precise nella preparazione e possono fare due cose alla volta!"

Che consiglio dai ad una donna che sta pensando alla carriera da navigatore?
"Se vuoi farlo veramente, fallo!"
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