Nella giornata di martedì 20 settembre 2022 è stato annunciato il calendario per la F1 2023. Si continua a battere tutti i record di gare stagionali: il prossimo anno ci saranno ben 24 appuntamenti. Si partirà il 5 marzo 2023 dal Bahrain per concludersi a fine novembre ad Abu Dhabi. Confermati i due appuntamenti in Italia: ad Imola si correrà il 21 maggio mentre a Monza il 3 settembre. Un'annata intensissima e una decisione che ha ovviamente creato non poche polemiche.

Torna la Cina, fuori la Francia

Il circuito di Shanghai, sede del GP di Cina

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GP Monaco
F1, il Gran Premio di Monaco è salvo fino al 2025: rinnovo per 3 anni
20/09/2022 ALLE 21:38
Dopo tre anni il mondiale di Formula 1 tornerà in Cina, precisamente il 16 Aprile (Covid permettendo). Tante altre le novità, come la gara in notturna in Qatar di ottobre e quella a Las Vegas (programmata per sabato sera) a metà novembre. Fuori gioco invece la Francia dopo qualche anno al Paul Ricard, sempre non presente la Germania come da qualche tempo, out anche la Russia. Se per Sochi le questioni sono di natura politica, è alquanto incredibile che nella F1 più giramondo che mai non ci sia spazio per due paesi dalla storia pazzesca nel motorsport come quello transalpino e teutonico. In questo caso il problema sono naturalmente i soldi, è comunque un gran peccato.

Italia con Imola e Monza, c'è Montecarlo

Il primo appuntamento in Europa sarà il confermatissimo round di Imola il 21 maggio "all'Enzo e Dino Ferrari", Monza invece sarà ad inizio settembre. Dopo tanti dubbi, il Gran Premio di Monaco è salvo almeno sino al 2025. Rinnovato quindi il contratto in extremis con il Principato, che per la prima volta dovrà pagare Liberty Media e non avrà più trattamenti di favore. Da notare che si è evitata la concomitanza con la 24 ore di Le Mans del centenario prevista per il 10-11 maggio, mentre in Belgio si correrà addirittura a fine luglio, nel weekend del 30. In quel fine settimana inizialmente era prevista la 24 ore di Spa del mondiale GT, spostata in fretta e furia al 2 luglio.

Tifosi Ferrari a Monza, GP Italia 2022, Getty Images

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24 gare? Impazzano le polemiche

Sono in tanti gli scontenti di questo calendario, prima di tutto le squadre. Domenicali aveva già preannunciato l'obiettivo delle 24 corse stagionali qualche giorno fa, ma i team sono stati avvertiti solo poche ore prima della comunicazione ufficiale dell'intenzione di avere così tanti appuntamenti, generando un certo malcontento. Inoltre sembra che il trittico semi-finale, quello Stati Uniti-Messico-Brasile, non sia ancora stato totalmente approvato dagli organizzatori. Ma mentre il presidente FIA Mohammed Ben Sulayem festeggia una F1 sempre più aperta al mondo intero e con Liberty Media a tuffarsi nel denaro in stile Paperon dei Paperoni, chi si lecca le ferite sono per lo più i meccanici e tutti coloro che lavorano ogni weekend nei paddock, chiamati sempre più agli straordinari. Si diceva che 20 gare erano troppe per chi lavora nel mondo della F1, figuriamoci 24. E poi c'è sempre da considerare l'aspetto ambientale.

F1 Sostenibile? Viva la coerenza...

Solo tre mesi fa la Formula 1 annunciava l'obiettivo "Net Zero Carbon 2030". Una missione importante, quella di salvaguardare il più possibile l'ambiente. Tra le tante cose messe sul piatto c'è lo sviluppo di un carburante sostenibile al 100%, la riduzione dell’uso della plastica e la revisione della logistica per diminuire gli spostamenti. Quest'ultimo punto, guardando il calendario pubblicato, è stato tutt'altro che seguito. Anzi, si è andati dalla parte opposta.
Sono oltre 130.000 km quelli che farà il Circus per muoversi da una parte all'altra del mondo per tutto il 2023. E in questo calcolo non sono compresi eventuali viaggi di ritorno verso le destinazioni d'origine, ma solo gli spostamenti da un circuito all'altro. Siamo naturalmente consci che il mondo è grande, le distanze sono ampie e ci si mette poco a fare tanti km per andare ad esempio dall'Australia alla Cina, quello che lascia perplessi sono però alcune scelte evitabili, come ad esempio quella di andare in Canada nel mezzo della campagna d'Europa. E' vero che è sempre stato così anche negli ultimi anni, ma dopo i proclami di volere fare una F1 sempre più sostenibile ciò stona molto.
Questo tweet trovato in rete è certamente una provocazione. Naturalmente non si possono ottimizzare completamente tutti i viaggi, però sicuramente si poteva fare meglio che andare in quattro fasi differenti nel nord america, contando i tre GP negli Usa e quello di Montreal. Oppure non separare i Gran Premi del Messico e di Las Vegas - che non sono poi così lontani - dalla trasferta in Brasile. E poi si potevano mettere Qatar e Abu Dhabi vicini, magari affiancandoli con il Bahrain. Insomma, si poteva usare maggiormente la testa, ma la F1 preferisce mettere back to back Azerbaijan e Miami, alla faccia della logistica e degli spostamenti ottimizzati...
Insomma, il progetto Zero Carbon è ancora molto lontano. Noi appassionati siamo comunque felicissimi di avere ben 24 appuntamenti in calendario, sempre più gare di questo stratosferico show. Chi ne pagherà le conseguenze saranno l'ambiente e, soprattutto, gli addetti ai lavori. E non parliamo dei piloti, che rimangono degli enormi privilegiati. Parliamo di coloro che stanno dietro le quinte, quelli che montano e smontano i motorhome delle squadre, quelli che guidano i tir e molti altri, che stanno fuori di casa 9 mesi all'anno e non hanno certo gli stipendi di Verstappen o Hamilton. Ma si sa, comanda il Dio denaro e quindi avanti così.

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