Una delle aziende più colpite nel circus è la McLaren, in uno scenario che controbilancia l’ottima annata disputata nel 2020 segnata dal ritorno sul podio del Campionato Mondiale Costruttori dopo otto lunghe stagioni. Sin dall’inizio del momento critico in scala mondiale la produttrice inglese aveva palesato difficoltà, annunciando a maggio il taglio di 1200 posti di lavoro. A settembre è arrivato il passo successivo, la messa in vendita del McLaren Technology Center di Woking.

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Vendita che a fine 2020 non è apparsa per nulla scongiurata, nonostante l’investimento della MSP Sports Capital che ha acquistato il 15% della scuderia per 200 milioni. Secondo il presidente Paul Walsh la vendita della struttura può aiutare la società, ma questo passo non significherebbe abbandonare Woking: “Nei miei precedenti sforzi commerciali, ho operato in alcune strutture per uffici molto belle in tutto il mondo e non ne ho mai posseduta nessuna. Intendiamo rimanere a Woking in quella favolosa struttura, ma una vendita e un successivo leasing, è una formula efficiente e quindi ha molto senso realizzarla“.

L’obiettivo è difatti quello di rimanere nella sede con un contratto di lease-back, in pratica vendendola e poi ripagandola mese dopo mese per poterla riacquisire, un po’ come se venisse acceso un mutuo: “Cercheremo equità. Dovremo rifinanziare il nostro debito. Le persone che mi conoscono sanno che non mi piace avere molti debiti, quindi possiamo ottenere una quantità molto efficiente di capitale vendendo e affittando in seguito, un impegno a lungo termine per rimanere lì. Quindi questo è ancora il nostro piano”.

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