Un problema tecnico che finisce per mettere kappaò entrambe le macchine non si era forse mai visto. A Sochi la SF90 di Vettel, ammutolita pochi chilometri dopo il pit stop, ha innescato una VSC che ha finito per fare grossi danni anche all'altra rossa di Charles Leclerc, scavalcata dalle Mercedes lestissime a sfruttare la diversa strategia. Una situazione quanto mai beffarda che ha trasformato una possibilissima doppietta ferrarista in una effettiva doppietta Mercedes, che però è utile a riportare i riflettori su un elemento fondamentale dopo le tante lodi a Maranello per il pacchetto di sviluppo estivo: l'affidabilità.

Ancora noie all'ibrido

Anche perché non è la prima volta in stagione in cui alla SF90 fa difetto la tenuta. E si è quasi sempre trattato di noie alla parte ibrida, dalla vittoria sfumata di Leclerc in Bahrain alle qualifiche compromesse in Austria per Vettel. Se l'enorme mole di lavoro estiva è stata ed è fondamentale per correggere le criticità della macchina attuale in vista di quella 2020, c'è ora da trovare delle soluzioni anche per quanto riguarda la totale affidabilità delle componenti. Laddove gli avversari non hanno mai mostrato segni di debolezza.
GP Russia
Le pagelle: Hamilton bravo e fortunato, Vettel più convincente di Leclerc
29/09/2019 A 13:56

Ma da Sochi giungono anche conferme

Se l'affidabilità è tornata a suonare un campanello d'allarme, il week end russo è stato utile a certificare quanto di buono la Ferrari aveva mostrato a Singapore con la nuova veste aerodinamica. Su un tracciato tecnicamente probante la SF90 ha confermato di essere quanto meno al livello della Mercedes, e di aver scavato un solco con Red Bull. Senza il problema alla power unit sarebbe stata con tutta probabilità un'altra doppietta, e con tempistiche differenti nemmeno lo stop del tedesco avrebbe impedito a Leclerc di vincere. Peraltro Seb è stato nuovamente velocissimo e Charles, con la quarta pole consecutiva, inizia a marcare numeri pesanti sul proprio curriculum. Sua Maestà Lewis Hamilton non nasconde il fastidio per le 6 pole stagionali a 4 del monegasco nei suoi confronti.

Quanta tensione in radio

Tuttavia, a proposito di piloti, in Ferrari farebbero forse bene a mettere la mordacchia ai due galletti, soprattutto Leclerc, protagonisti di team radio che stanno diventando un imbarazzante genere letterario a sè stante. Si sta arrivando alla paradossale situazione per cui la Ferrari deve giustificarsi per le proprie scelte, sotto la pressione di richieste più o meno aderenti al piano originale. La partenza di Sochi, notoriamente, può favorire il terzo, e scambiare le posizioni nei primi giri, con Hamilton vicino e Vettel velocissimo, non avrebbe avuto senso. Compiuta più tardi tramite i pit stop, l'operazione ha finito per apparire comunque una forzatura. L'ambizione è il sale delle corse, ma Leclerc deve mettersi in testa che le priorità di Maranello, col Mondiale saldamente in mano ai Mercedes, sono altre. Anche perché, se queste sono le premesse, se la Ferrari dovesse essere competitiva per il Mondiale 2020 diverrebbe davvero complicato gestire i due piloti.

Capolavoro Hamilton

Detto della Ferrari, va dato atto alla Mercedes di aver reagito al meglio alle recenti critiche, che la volevano fallace allorché messa sotto pressione. A Sochi gli uomini di Toto Wolff hanno cercato di differenziarsi dalla velocissima SF90 puntando sul primo stint con gomme gialle, ed hanno approfittato in pieno della possibilità di andare più lunghi in attesa di una Safety Car. Ma in tutto ciò va sottolineato il lavoro di Hamilton, in grado di mettersi a sandwich fra le rosse in qualifica come già a Singapore e sempre rapace quando si presenta l'occasione. Nelle ultime settimane sembra aver lottato con le redivive Ferrari portando la sua Mercedes oltre il limite. I campioni sono anche questo.
GP Russia
Vettel: "C'era un accordo, forse mi sono perso qualcosa". Leclerc: "Strategia? Parlerò col team"
29/09/2019 A 13:45
GP Russia
Vettel out, Hamilton sfrutta l'occasione e vince davanti a Bottas e Leclerc
29/09/2019 A 10:54