Da venerdì 30 settembre in Formula 1 si parla solo di un argomento: il budget cap. Non importa se nel mentre c'è stato il Gran Premio di Singapore vinto da Sergio Perez e in Giappone Max Verstappen si è laureato campione del mondo per il secondo anno di fila, regalando alla Red Bull il secondo mondiale consecutivo. Il tema forndamentale rimane la violazione, non ancora certa e sicura, della Red Bull riguardo al tetto di spesa. Una regola che sarebbe stata infranta dalla squadra austriaca nel 2021 e che sicuramente le avrebbe portato del vantaggio in pista sia nella scorsa stagione che in quella attuale. La FIA sull'argomento sta indagando: doveva dare risposte questa settimana, invece ha deciso di posticipare il verdetto della sua analisi al 10 di ottobre.
Sull'argomento budget cap però in questi giorni se ne sono dette e lette di tutti i colori: dal fatto che equivale al fair play finanziario nel calcio, al fatto che la Red Bull avrebbe sforato di oltre 10 milioni euro e via dicendo. Facciamo un po' di chiarezzo su tutto, spiegando al meglio cos'è questo budget cap, come funziona, cosa avrebbe fatto la Red Bull e cosa rischierebbe in caso di sanzioni.

Cos'è il budget cap

Formula 1
Budget Cap e Red Bull, la Fia ha rinviato la decisione al 10 ottobre
05/10/2022 ALLE 15:46

Sergio Perez, Charles Leclerc, Formula 1, Getty Images

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La Federazione negli anni passati ha introdotto la regola del Budget Cap, che è entrata in vigore ad inizio 2021. Si tratta di un vero e proprio tetto di spesa, fissato a 145 milioni di dollari massimo che ogni squadra poteva spendere lo scorso anno. 140 milioni per il 2022 e 135 per il 2023. A questi soldi si devono aggiungere degli extra fissati in caso di calendario più lungo di 21 gare (ogni gara in più spetta 1,2 milioni di dollari a scuderia), in caso di weekend con sprint race (per ogni weekend 150.000 dollari in più da spendere), soldi extra per ogni giornata di test pre stagionali e test Pirelli. E poi c'è una percentuale che viene aggiornata di volta in volta legata all'inflazione e agli eventuali aumenti, come in questo periodo, dei costi di trasporto. A spanne quindi ogni scuderia ha circa 155/160 milioni di dollari da spendere in una stagione.

Perché è stato introdotto

La Sprint Race del Gran Premio d'Austria di Formula 1 - Mondiale 2022

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La FIA e la FOM hanno deciso di introdurre un tetto di spesa per diversi motivi. Il primo è che il motorsport è uno sport estremamente costoso, anche troppo, e le più grandi squadre negli anni passati sono arrivate a spendere anche il triplo di questa cifra. In questo modo si cerca di rendere la F1 uno sport un po' più sostenibile in termini di costi, ma anche più attraente per altre case automobilisitche che in un futuro vogliono farne parte. E poi, nelle intenzioni, si vorrebbe cercare di creare un maggiore equilibrio tra le squadre: con budget infiniti come un tempo è logico che chi spendeva di più aveva maggiori opportunità di andare forte. Ora, con soldi uguali per tutti, bisogna diventare e virtuosi nello spenderli nel modo corretto.

Cosa rientra, e cosa no, nel budget cap

Sono state scritte molte inesattezze in questi giorni sulle voci che rientrano nel tetto di spesa e quelle che sono escluse da regolamento. Facciamo chiarezza sull'argomento. Prima di tutto ogni scuderia deve mandare alla FIA due tipi di documentazione: una il 30 giugno riguardante le spese dell'anno in corso per il periodo tra l'1 gennaio e il 30 aprile, il secondo report riguarda le spese complessive dell'anno, quindi dal 1 gennaio al 31 dicembre, il quale deve essere mandato entro il 31 marzo del prossimo anno. Nelle spese che fanno parte del budget cap rientrano:
  • Gli stipendi del personale, esclusi i piloti e i tre top manager;
  • I costi di produzione e sviluppo delle vetture;
  • Le attrezzature;
  • I pezzi di ricambio;
  • I costi di trasporto
Sono quindi escluse le seguenti voci di spesa:
  • Le attività di marketing;
  • I piloti (gli stipendi e le spese di viaggio e di alloggio, sia per i titolari, sia per le riserve e sia per qualunque altro pilota e per le persone a lui collegate, come i parenti ecc);
  • I tre membri più importanti del team;
  • La parte della squadra che si occupa della cura, manutenzione e dei test delle vetture degli anni precedenti (Heritage Asset Personnel), nonché per le attività che ne seguono (Heritage Asset Activity);
  • I costi finanziari (interessi su prestiti, transazioni, fondi, obbligazioni, ecc);
  • Le tasse;
  • I costi delle risorse umane, del reparto finanziario e le spese legali;
  • I Property Costs (affitti, tasse sugli immobili, ecc);
  • I bonus economici dei dipendenti;
  • I diritti commerciali da pagare a chi li detiene;
  • Le penalità finanziarie;
  • La manutenzione delle tre Power Unit da usare in un anno;
  • Le spese di alloggio in viaggio
  • Le forniture di Power Unit che rientrano in un altro regolamento;
  • I dipendenti assunti momentaneamente per coprirne altri in ferie, malattia, maternità;
  • I TFR (Trattamento di Fine Rapporto)
Da quest'elenco si evince che c'è un tetto di spesa fissato, ma contando tutte le voci a bilancio le scuderie spendono molto di più e chi ha più soldi avrà sempre più vantaggio. Inoltre, e questo è un punto decisivo anche per capire cosa può aver fatto la Red Bull, questi costi riguardano solo e soltanto l'attività della F1. Ad esempio Ferrari, Red Bull e Mercedes, che hanno altri business interni nella loro società tra bibite, auto stradali e sportive, può non essere facile capire nei dettagli quando una spesa riguarda la Formula 1 o altri rami dell'azienda.

Quali sono le penalità per chi non rispetta il tetto di spesa?

Chris Horner (Red Bull) a colloquio con Mattia Binotto (Ferrari) durante il GP di Monaco 2022

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Il regolamento stilato parla di due tipologie di sanzioni differenti. Se si sfora il budget massimo del 5% della spesa, quindi 7,5 milioni di euro, le sanzioni possono variare da una reprimenda, limitazioni di test o in galleria del vento, decurtazioni di punti nel mondiale costruttori, fino anche a decurtazione di punti nel mondiale piloti, oltre naturalmente a multe di natura finanziaria. Se si sfora il budget di oltre questo 5% di spesa le penalità sarebbero maggiorate, sino ad arrivare ad esclusioni da weekend di gara o dal mondiale.
Questo dice il regolamento, ma è anche tutto interpretabile caso per caso. Non c'è scritto che se una società spende tot milioni in più, prende una determinata penalità. Ogni caso deve essere analizzato. Inoltre non ci sono "case history" passate, per cui non ci sono precedenti da cui prendere spunto.

Perché non è come il fair play finanziario?

Charles Leclerc, Formula 1, GP Singapore, Getty Images

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L'obiettivo del budget cap nella F1 e fair play finanziario nel calcio è lo stesso: cercare di rendere gli sport il più possibile sostenibili. Però poi il criterio di base è totalmente diverso. Nel calcio è stata introdotta questa regola per far sì che i club diventassero sempre più virtuosi e che quindi potessero spendere per mercato, stipendi e strutture solo i soldi da loro fatturati, e non con l'aiuto di aumenti di capitali di presidenti e soci. Ma non c'è un tetto di spesa: chi guadagna di più può spendere di più. Se uno ha più pubblico o è più bravo a vendere il suo prodotto, può investire maggiormente nel mercato, stipendi, etc.
Nella F1 invece si è deciso di mettere proprio un limite fisso, che non è legato agli introiti di ogni scuderia. Anche se una squadra fattura molti più soldi di un'altra, entrambe devono spendere al massimo la stessa cifra.

Cosa sarebbe successo lo scorso anno in F1?

Adrian Newey, the Chief Technical Officer of Red Bull Racing, Max Verstappen

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Come detto, questo tetto è stato introdotto dal 2021. La scorsa stagione è stata quindi la prima con il budget cap, fissato a 145 milioni. A Singapore settimana scorsa, quindi a fine settembre, oltre nove mesi dopo la fine del 2021, è saltata fuori la notizia che due team, Red Bull e Aston Martin, non avrebbero rispettato il tetto di spesa. La squadra di Lawrence Stroll sembra sia andata oltre il limite di circa 1/2 milioni, per cui rientrerebbe nel 5% per una penalità lieve, mentre la Red Bull sembra che abbia speso di più. Alcuni dicono 4/5 milioni, per altri oltre 10 milioni, che quindi porterebbe la squadra austriaca a rischiare una penalità grave. In verità sembra dalle ultime indagini che anche la squadra austriaca abbia sforato il budget di "pochi" soldi, circa 2 milioni di dollari.

Quanto valgono questi soldi spesi in più?

"Per noi, quattro milioni rappresentano le parti di sviluppo di un'intera stagione. Quattro milioni significano 70 persone in un reparto tecnico che possono ideare e produrre soluzioni che possono valere fino a mezzo secondo al giro. Mattia Binotto a Sky (30/09/2022)
"Non abbiamo prodotto componenti alleggeriti per ridurre il sovrappeso della vettura perché semplicemente non abbiamo i soldi. Dobbiamo spenderli per la vettura del prossimo anno. Non possiamo omologare un telaio leggero e portarlo in gara, perché con due milioni in più supereremmo il limite. Quindi, come potete vedere, ogni spesa in più comporta un vantaggio in termini di prestazioni". Toto Wolff a Sky (30/09/2022)
Parole importanti quelle dei due team principal di Ferrari e Mercedes, le rivali della Red Bull. Capire il vantaggio che possa portare in termini prestazioni spendere qualche milione di euro in più è veramente difficile, se non impossibile. Sicuramente il discorso di Binotto è chiarissimo e riguarda il maggiore personale a disposizione per lavorare. La Ferrari è stata una delle scuderie che più si è dovuta riorganizzare per rispettare il budget cap, "dirottando" una buona parte del personale che prima lavorava per la F1 in altre linee produttive della società, quali auto stradali o mondiale hypercar, dove la Rossa debutterà nel 2023. Sulle frasi di Wolff c'è da dire che, con i regolamenti tecnici quasi congelati di queste anni, una scuderia che riesce ad avere un buon vantaggio in termini di prestazioni in una stagione, riesce senza grosse difficoltà a portarlo avanti per molto tempo. Per cui se la Red Bull con questi soldi avuti impropriamente nel 2021 ha guadagnato mezzo secondo, recuperarlo nel 2022 a parità di budget non è affatto semplice.

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Cosa potrebbe aver fatto la Red Bull

Ogni insieme di normative hanno zone grigie, dove chi si riesce ad infilare può ottenere dei vantaggi. La scuderia austriaca, da sempre maestra ad analizzare al meglio le regole e a trarre benefici, ha cercato di portare a suo vantaggio questo nuovo regolamento, sfruttando la sua organizzazione complessa come società. Ad oggi il mondo Red Bull Motorsport è costituito tra aziende: sono la Red Bull Powertrains che si occupa della produzione di motori dopo l'addio di Honda, la Red Bull Technology che riguarda la creazione delle vetture a tutto tondo, e poi c'è la Red Bull Advanced Technologies, nata per sviluppare vetture a idrogeno, mongolfiere, barche a vela e molto altro. Queste fanno tutte parte del mondo Red Bull Racing, ma sono tre entità differenti. Però la parte Red Bull Advanced Technologies è estramamente sviluppata su questioni di aerodinamica, software, meccanica e molto altro. Per cui la scuderia austriaca sembra che abbia utilizzato l'escamotage di avere più società per sviluppare maggiormente la vettura, senza andare oltre il budget cap della parte di F1, o al massimo sforandolo di poco, spendendo molto più nelle altre società, mascherando le spese per la Formula 1 in altre discipline motoristiche.

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I problemi del budget cap

Come idea di base il budget cap funziona, o comunque è una buon inizio per rendere questo sport meno dispendioso di quanto lo fosse in passato. E' però vero che questo regolamento iniziale deve essere rimodellato, soprattutto dopo questa vicenda. In primis bisogna porre paletti maggiori per capire veramente quali spese rientrano nel mondo della F1 e quali no in quei team con all'interno altre società e altri business. Il discorso in questo caso è simile a quello del fair play finanziario, regolamento che a parole funziona ma che in verità fa acqua da tutte le parti, con squadre che possono spendere a più non posso grazie a sponsorizzazioni gonfiate all'infinito, mentre altre squadre spendono poco e vengono pure penalizzate dalla FIFA.

Sergio Perez, Carlos Sainz, Christian Horner e Max Verstappen sul podio di Montecarlo

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Da rivedere il modo in cui si fanno i controlli

Ma il problema fondamentale è il come si fanno i controlli. La Federazione non può arrivare al 30 settembre del 2022 a dire che forse la scuderia che ha conquistato il mondiale nel 2021 e che vincerà il titolo piloti e costruttori in questo, può aver sforato il budget dello scorso anno. Si tratta di nove mesi di ritardo. Assurdo. Già è strano che i documenti dell'anno precedente devono essere consegnati entro il 31 marzo dell'anno dopo, ma che poi si arrivi ad avere l'esito delle verifiche a ottobre porta questa F1 a perdere totalmente credibilità.

Cosa rischiano Verstappen e compagnia?

Poco o nulla. Se, come sembra dalle carte, Red Bull ha sforato il regolamento di pochi milioni di euro, i mondiali di Verstappen sono al sicuro. La scuderia austriaca prenderà una multa salata da pagare, più forse qualche limitazione in galleria del vento o nei prossimi test pre stagionali del 2023. Nient'altro. Alla fine Horner e compagni sono stati più furbi degli altri, riuscendo a spendere di più e capendo che il regolamento non prevedeva grosse penalità in caso di sforamento. Se veramente pochi milioni di euro in più fanno guadagnare mezzo secondo in un periodo coi regolamenti tecnici congelati, ha fatto bene la Red Bull a spenderli, guadagnando molto in pista e perdendo poco fuori. Chi ci perde ancora una volta è la FIA, incapace di fare regolamenti seri e ancora più incapace nel farli rispettare a dovere.

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