29 dicembre, una data ormai da ricordare con tristezza per gli appassionati di motori, di F1, e di sport in generale. Sono passati ormai sette anni da quel tragico accaduto: la brutta caduta di Michael Schumacher sulle nevi di Meribel ed il suo calvario e la lotta per la sopravvivenza ormai infinita. A raccontarsi, ai microfoni di Libero, è uno dei migliori amici del fenomeno tedesco, Luca Badoer, che per anni è stato collaudatore della Ferrari, lavorando dunque a strettissimo contatto con Schumacher. Le sue parole:

“In Inghilterra, nel 1992, conobbi Michael. Ho approfondito meglio il rapporto con lui nel 1998 quando sono diventato collaudatore Ferrari. Andavamo in auto alla pista di Fiorano, dove alla galleria del vento venne fatta la presentazione della F300. Da lì è nato un rapporto di amicizia, fiducia e fratellanza, che dura tuttora. Sembra che la F1 sia come una bolla dove una volta fuori ognuno va per la sua strada. Ma con Michael e Corinna abbiamo fatto vacanze insieme a mia moglie e ai miei due figli. Brando lo adora, è il suo idolo del passato e sogna di diventare pilota della Ferrari, da lui guidata per una vita“.

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Per rispetto di Schumi e di tutta la sua famiglia, non ho rivelato ne dirò una sola parola delle sue condizioni. Solo io, Jean Todt e pochi intimi lo andiamo a trovare

Tra i più bei ricordi dell’amicizia dei due: “I festeggiamenti in Giappone la sera del primo Mondiale con la Ferrari. Al lato del circuito c’erano l’hotel e il luna park. Con tutto il team abbiamo passato la serata al karaoke cantando anche ‘We Are the Champions‘ dei Queen. Ho i brividi ripensando a quei momenti“. Badoer è uno dei pochi che va a visitare Schumacher, con le condizioni fisiche che restano in ogni caso riservate:

“È un dramma che mi fa male quando ci penso. Ma per rispetto di Schumi e di tutta la sua famiglia, non ho rivelato ne dirò una sola parola delle sue condizioni. Solo io, Jean Todt e pochi intimi lo andiamo a trovare. Michael si è sempre allenato duramente ed è un bene che il suo fisico abbia resistito. Michael è Michael, è un combattente e spero possa rimettersi presto“.

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