Valtteri BOTTAS (Mercedes, 1° classificato) voto 8: Se sarà un altro Mondiale tutto in famiglia, il finnico ha iniziato come meglio non poteva: pole position e vittoria che gli permettono di intascare il primo gruzzoletto di punti di vantaggio (in un Mondìiale più breve) su colui che qualunque pronostico vede già campione del Mondo per la settima volta. Bravissimo, soprattutto quando il compagno gli ha messo pressione per diversi giri nel primo terzo di gara. Ma non è la prima volta che dà del filo da torcere a Lewis. Il problema è farlo per tutta la stagione. Certo avrà un boost non indifferente in vista del bis di settimana prossima.

Bottas esulta per il successo nel primo GP del 2020

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Charles LECLERC 8,5 (Pilota Ferrari, 2° classificato): voto 8,5 Se a Maranello possono uscire per strada a testa alta, è grazie alla grande gara del monegasco, che nel finale ha approfittato delle difficoltà di temperatura altrui piazzando due sorpassi da fuoriclasse. Certo, senza gli illustri ritiri il podio sarebbe stato un miraggio, ma Charles ha saputo gestire alla perfezione i diversi momenti di gara, le Safety Car ed i corpo a corpo negli ultimi convulsi giri. Un leone, con classe da vendere. Il miglior investimento del Cavallino - anche considerando il costo - negli ultimi vent'anni.
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Lando NORRIS voto 8,5 (Pilota McLaren, 3° classificato): voto 8,5 Stesso voto di Leclerc per il ragazzino terribile della McLaren, velocissimo per tutto il week end e premiato nel finale dalla penalizzazione a Lewis che gli ha regalato il meritato podio. Come Leclerc è veloce, ha classe da vendere e sa farsi rispettare nei duelli ravvicinati. A star is born.
Lewis HAMILTON voto 5,5 (Pilota Mercedes, 4° classificato): voto 5,5 Penalizzato probabilmente oltre misura con quei 5" nel finale per quello che è apparso ai più un incidente di gara. Ma nell'arco del week end, forse un po' distratto dal giusto impegno sociale, qualche errore qua e là: il secondo tempo in qualifica, la penalizzazione - questa sacrosanta - sulla griglia di partenza, ed un attacco subìto da Albon che non avrebbe dovuto subìre. Urge reset in vista di domenica prossima.
Sebastian VETTEL voto 4 (Pilota Ferrari, 10° classificato) Cambiata la prospettiva, inghiottito il rospo del licenziamento in chiave 2021 e scrollate di dosso le responsabilità da uomo di punta a caccia del titolo, il risultato non cambia: male in qualifica - al netto della lentezza della Ferrari - e solito corpo a corpo da cui esce con le ossa rotte. Un attacco a Sainz (sarà un caso) quasi totalmente di frustrazione, non c'era spazio nemmeno per passare con una moto. Disperso mentalmente e tecnicamente.

Inizio di stagione da dimenticare per Sebastian Vettel

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RED BULL Honda: voto 5 Un inverno fatto di proclami e messaggi di sfida alla regina Mercedes, la sicumera di poter finalmente essere al top col solito invidiabile telaio finalmente coadiuvato da una power unit Honda all'altezza. Risultato: Verstappen ritirato dopo quattordici giri e Albon appiedato sul finale. Il tutto sulla pista di casa. Helmut Marko, nei 30 gradi del paddock di Zelweg, pareva una statua di ghiaccio. Si preannunciano briefing di fuoco.

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Scuderia FERRARI: voto 3 Inutile girarci intorno, qui i casi sono due: o il motore 2019 era irregolare, ed ora vengono a mancare cavalli decisivi, oppure era ed è regolare e allora chi ha disegnato questa SF1000 ha disegnato un disastro a quattro ruote. A meno che non sia un mix di entrambi i fattori, visto che si è deciso di arrivare in Ungheria con una versione B, ovvero con una macchina rifatta. Al netto delle caratteristiche del circuito, pagare un secondo netto rispetto alla qualifica dell'anno scorso non è accettabile. La macchina 2017 a passo corto dominava sui circuiti lenti (trionfò a Monaco e Budapest) ma andava piano sul dritto, quella 2018 era un buon mix (forse la migliore fra le ultime), quella 2019 critica sul lento e velocissima sul dritto (col punto di domanda power unit). Quella 2020 è una voragine tecnica che si spera di riempire in Ungheria. Un minimo di continuità tecnica non si è trovata, mentre Mercedes dominava e Red Bull cresceva. Dov'è il management?

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